[di | 9 lug 2012 | 20 Comments | ]
Cineresie, ultima fermata…

Non è passato molto tempo da quando, nel maggio del 2010, abbiamo deciso di lanciare Cineresie come un esperimento in cui cercavamo di trovare nuovi approcci per raccontare l’attualità cinese. Anche se da allora ne abbiamo fatta di strada, ora però è giunto il momento di voltare pagina e salutarci…

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[di | 2 lug 2012 | One Comment | ]
Napoleone sulla Via della Seta

Viaggiando nelle campagne cinesi ci si può aspettare di tutto. Anche di trovare un cartellone pubblicitario su cui un Napoleone trionfante guida una carica di cavalleria all’attacco di un’antica cittadina cinese. Nel caso specifico, il condottiero francese viene mobilitato per promuovere il turismo nella contea di Yongchang e nel villaggio di Zhelaizhai, i cui abitanti si dice discendano da legionari della legione perduta di Crasso. Certo, Napoleone non era romano, ma questo è solo un dettaglio.

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[di | 18 giu 2012 | Commenti disabilitati | ]
ONG del lavoro in Cina: strategie di sopravvivenza

Nelle ultime settimane, le ONG del lavoro del Guangdong sono finite vittima dell’ennesima campagna intimidatoria. Eppure, anche in circostanze così drammatiche non ci si può esimere da una riflessione più generale sul rapporto tra queste ONG e lo Stato. Molti credono che in Cina si possa distinguere tra organizzazioni “buone”, indipendenti dallo Stato, e organizzazioni “cattive”, realtà riconosciute dall’ufficialità. Ma ha davvero senso ragionare in questi termini?

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[di | 4 giu 2012 | 4 Comments | ]
Religiosità in Cina: più di un modo per credere

Da qualche anno a questa parte, tra gli osservatori e gli studiosi della Cina si sta affermando un rinnovato interesse verso la questione della “religiosità”. Tuttavia, allo stesso tempo, chi affronta questo tema si trova anche a provare una forte sensazione di disorientamento. Parlare di religione in Cina è infatti guadare una palude fatta di lattiginose posizioni ufficiali, di subdoli regimi amministrativi, di categorie fuori posto, di incomprensioni reali e fittizie.

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[di | 29 mag 2012 | Commenti disabilitati | ]
Il presunto risveglio dei lavoratori cinesi (due anni dopo)

Stando a notizie apparse su media locali, lo scorso 29 marzo oltre cinquecento lavoratori dello stabilimento di Longgang (Shenzhen) della giapponese Ohms Electronics, una sussidiaria della Panasonic, sarebbero scesi in sciopero con una piattaforma di richieste riguardanti welfare e salari. Singolarmente, nel documento che elencava le rivendicazioni, oltre alle varie questioni economiche i lavoratori lamentavano anche la mancanza di rappresentatività del sindacato aziendale.

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[di | 16 mag 2012 | 2 Comments | ]
Una conversazione con Anita Chan

Anita Chan, visiting fellow dell’Australian National University, è un’autorità indiscussa sulle questioni del lavoro in Cina. Dopo aver iniziato la sua carriera accademica occupandosi della generazione delle guardie rosse, della società rurale cinese e dei movimenti di massa in Cina, da quasi due decenni si occupa di lavoratori cinesi. L’abbiamo incontrata in marzo e abbiamo discusso con lei alcuni degli ultimi sviluppi nella situazione del lavoro in Cina.

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[di | 10 mag 2012 | One Comment | ]
Lavoratori cercansi: una lettura della carestia di migranti

All’inizio di marzo 2012, il comune di Xintang a Guangzhou, un luogo conosciuto come la “capitale dei jeans”, si è trovato paralizzato a causa dall’assenza di lavoratori migranti. Nello stesso periodo, si stimava che nella provincia dello Hubei fossero circa seicentomila i posti di lavoro rimasti vacanti, contro circa un milione di lavoratori mancanti all’appello nel Guangdong. Tutto questo si è trasformato nell’ennesimo dibattito sulla questione della “carestia” di lavoratori migranti.

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[di | 7 mag 2012 | Commenti disabilitati | ]
Ricchi, poveri e scarsa affidabilità: ecco a voi il “modello Cina”

Nelle voci di funzionari statali e membri del Partito a livello locale, ecco a voi un “modello Cina” differente da quello che viene usualmente glorificato sui giornali e descritto in pile di pdf accademici che escono fumanti dalle stampanti delle università dell’emisfero occidentale. Un’analisi che sottolinea come l’idea stessa che esista un “modello Cinese”, presunta espressione diretta della cultura millenaria di questo paese, rischi di essere intellettualmente compromettente.