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	<title>Cineresie.info &#187; Gianluigi Negro</title>
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		<title>Tutti parlano di Sina Weibo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 08:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[popolo della rete]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[weibo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è già scritto molto sull’importanza di Sina Weibo, la piattaforma di microblog più popolare in Cina, vera e propria arena in cui si sono sviluppati i più importanti casi mediatici degli ultimi anni. Ma quali sono le ragioni alle spalle della straordinaria crescita di un servizio che poco più di due anni fa stava muovendo i suoi primi passi? Cosa possiamo aspettarci per il prossimo futuro? Il ritratto di uno strumento che sta rivoluzionando il modo di intendere la comunicazione in Cina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2011/12/weibo_cloud.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4899" title="weibo_cloud" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2011/12/weibo_cloud.jpg" alt="" width="571" height="452" /></a></p>
<p style="text-align: right;">photo credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/anxiaostudio/5865152751/sizes/z/in/photostream/" target="_blank">anxiaostudio</a></p>
<p style="text-align: justify;">Si è già scritto molto circa l’importanza di <a href="http://www.weibo.com/" target="_blank">Sina Weibo</a>, la piattaforma di microblog più popolare in Cina, vera e propria arena in cui si sono sviluppati i più importanti <strong>casi mediatici</strong> degli ultimi anni. L’importanza di Sina Weibo, che recentemente ha festeggiato il traguardo dei <strong>250 milioni di utenti</strong>, è tale da far pensare che questo servizio presto supererà Twitter in termini di bacino di utenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure il successo di Sina Weibo è il frutto di un percorso avviatosi durante le celebrazione del <strong>ventesimo anniversario</strong> delle proteste di piazza Tiananmen. All’epoca si registrò una serie di <strong>oscuramenti temporanei</strong> che coinvolse la prima generazione di “cloni” cinesi di Twitter. Alcuni di essi tornarono ad essere accessibili dopo diversi mesi, altri, come lo stesso Twitter, ancora oggi rimangono inutilizzabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Una seconda ondata censoria si è scatenata nell’estate del 2009 durante gli <strong>scontri nello Xinjiang</strong> quando tutti i servizi di microblog furono chiusi. Ironia della sorte, in quel periodo lo scenario appariva molto vivace e competitivo, lo stesso Twitter infatti iniziava a confrontarsi con servizi locali quali <strong>Fanfou</strong>, servizio bloccato una settimana dopo gli scontri di Urumqi, e <strong>Digu</strong>, il sostituto di Fanfou nei novantanove giorni in cui quest’ultimo non è stato accessibile per “aggiornamento dei server”. Da annotare anche il temporaneo oscuramento di <strong>Zousa</strong>, probabilmente il sito graficamente più simile a Twitter, così come la definitiva chiusura di <strong>Jiwai.de</strong> il primo servizio di microblog in Cina.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Charles Chao e la sua creatura</h2>
<p style="text-align: justify;">Fu proprio in questo vuoto, nel luglio del 2009 che Charles Chao, presidente di Sina confermò la fine dei lavori per <a href="http://www.forbes.com/global/2011/0314/features-charles-chao-twitter-fanfou-china-sina-weibo.html" target="_blank">Pengyou</a> una piattaforma social, per far spazio a un nuovo progetto, un nuovo servizio di microblog da lanciare proprio nel momento in cui le autorità sembravano preoccupate più che mai per i rischi politici che sarebbero potuti scaturire da realtà del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu così che, nell’agosto del 2009, <strong>Sina Weibo</strong> fu inaugurato. Dopo pochi mesi, il nuovo servizio veniva identificato come nuovo fenomeno dell’internet cinese dal “<a href="http://english.peopledaily.com.cn/90001/90776/90882/7246031.html" target="_blank">2010 Annual Report on China Microblogging</a>” pubblicato dal Public Opinion Research Laboratory dell’Università Jiaotong di Shanghai. A parte Sina Weibo, il <strong>fenomeno dei microblog</strong> in Cina attirò l’attenzione dei media ufficiali tanto che, secondo un altro rapporto pubblicato nel 2010 dal China Youth Daily, il 93,3% dei soggetti intervistati aveva indicato che i microblog avevano cambiato loro la vita; l’87% aveva rilevato che accedeva al servizio solo per sapere cosa la gente pensava circa eventi o notizie di dominio pubblico e per poterle poi commentare; il 62,5% infine lo utilizzava esclusivamente per ritrovare persone scomparse e attività pubbliche simili lanciate dagli stessi servizi di microblog.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Una crescita inarrestabile</h2>
<p style="text-align: justify;">Ad appena due mesi dalla sua inaugurazione ufficiale, Sina Weibo contava già un milione di utenti. Dopo otto mesi, nell’aprile del 2010, i suoi utenti erano dieci milioni, mentre nell’ottobre dello stesso anno il numero sarebbe schizzato a cento milioni di utenti. La crescita della piattaforma continua incessante ancora oggi tanto che Ali Yong, un manager dell’area marketing, ha rilevato che la media è di dieci milioni di nuovi utenti al mese. Al momento, i cosiddetti “<strong>account certificati</strong>” sono sessantamila, un dato particolarmente significativo poiché indicativo di una delle strategie portanti di Sina Weibo, che fin dai primi mesi ha cercato di <strong>coinvolgere star</strong>, celebrità, cantanti, personaggi famosi nel mondo dei media e dell’economia in modo da attirare l’attenzione di milioni di utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vuoto lasciato da potenziali competitor ha costituito un vantaggio non da poco nella fase di lancio del servizio. A distanza di mesi è possibile sostenere che Sina Weibo è senza ombra di dubbio il leader di settore. Secondo <a href="http://www.slideshare.net/sinocismblog/way-of-the-weibo" target="_blank">un rapporto</a> pubblicato dall’agenzia di consulenza RedTech Advisors, Sina Weibo è usato dal 57% dei microblogger in Cina e sulla sua piattaforma si sviluppa l’87% dell’attività di microblog dell’intero paese. L’unico competitor credibile è <strong>Tencent Weibo</strong> con un 21% di microblogger cinesi e un 9% di utenti attivi. Fra gli altri servizi è tuttavia opportuno ricordare quelli offerti da grandi portali come Sohu e Netease, così come quello di Baidu, il motore di ricerca più utilizzato in Cina, che ha provato con scarsi risultati a sviluppare la propria piattaforma di microblog, come dimostra l’esperienza di <strong>Baidu Shuoba</strong>, chiuso l’8 agosto 2011. Altre interessanti esperimenti sono quelli condotti dai media ufficiali: nell’aprile 2011 Xinhua ha inaugurato <strong>Xinhua Weibo</strong> mentre il Weibo del Quotidiano del popolo, il <strong>Renmin Weibo</strong> è operativo dal 1 febbraio 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene il numero di competitor continui ad aumentare, la crescita di Sina Weibo sembra inarrestabile. Nell’annunciare <a href="http://news.imeigu.com/a/1303874200787.html" target="_blank">i risultati finanziari</a> del secondo quadrimestre del 2011, l’amministratore delegato di Sina, Charles Chao, ha confermato che “Weibo.com è riconosciuto come un fenomeno online anche grazie ai suoi contatti online che hanno recentemente superato i duecento milioni”. Al fine di celebrare questo sorprendente successo, Sina ha deciso di far proiettare il <a href="http://technode.com/2011/08/23/2-years-old-200-millions-users-and-sina-weibo-is-on-nasdaq/" target="_blank">proprio logo</a> sullo <strong>schermo del NASDAQ</strong> allegando un saluto “condividi la felicità con duecento milioni di persone qui”, come a dire che il soft power tanto citato dai discorsi e dalle direttive ufficiali trova seguito anche nelle dinamiche meno istituzionali (e talvolta pure fuori confine).</p>
<p style="text-align: justify;">Il 19 settembre 2011 Charles Chao ha dichiarato che gli utenti di Sina Weibo supereranno presto quelli del portale Sina. Secondo <a href="http://news.ichinastock.com/2011/09/sina-weibo-beats-netease-in-alexa-traffic-rank/" target="_blank">le statistiche</a> proiettate da Alexa, Sina Weibo è il settimo sito internet più visitato in Cina. L’importanza di Sina Weibo come media mainstream è poi confermata da un <strong>flusso di informazioni</strong> che equivale a 750 milioni di news al giorno, dato che, sempre secondo Charles Chao, è destinato a crescere nei prossimi mesi.</p>
<h2 style="text-align: justify;">I microblogger cinesi, un ritratto</h2>
<p style="text-align: justify;">Un rapporto pubblicato dalla Beijing Association of Online Media nell’agosto 2010 ha fornito un <strong>identikit degli utenti</strong> di Sina Weibo: la categoria più seguita è quella degli amici reali o dei compagni di classe (61,5%), seguita dagli amici conosciuti online (49,2%), dalle celebrità (48,4%) e dai professionisti (35,7%). Gli utenti di Sina Weibo sono giovani: il 36,4% ha un’età che va dai 18 ai 25 anni; il 30,2% dai 26 ai 30 anni. Interessante notare anche il livello d’istruzione: il 24,4% è composto da studenti iscritti al corso di laurea triennale, il 23,5% da studenti del college, l’11,4% ha una formazione tecnica, l’8,3% sono studenti iscritti a master o con un livello di istruzione superiore. Per quanto concerne il potere d’acquisto, va rilevato come esso sia abbastanza contenuto: il 36,1% dispone di un salario dai 3.000 ai 4.900 yuan; il 21,9% dispone dai 1.000 ai 2.999 yuan mensili, mentre il 15,3% può spendere meno di 1.000 yuan al mese.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Dal computer ai cellulari</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Come già accennato, lo sviluppo di Sina Weibo dipende da diversi fattori, uno dei quali è lo stato dello sviluppo del mercato della <strong>telefonia mobile</strong>. Attualmente, il PC è considerato il mezzo più popolare per accedere alle piattaforme di microblog (69,1%), mentre la telefonia mobile si attesta appena al 7%, ma vi è anche un 23,4% che usa entrambi i mezzi. Durante un’intervista rilasciata lo scorso aprile durante la Global Internet Conference a Pechino, il presidente di Sina si è soffermato sull’importanza del mercato della telefonia mobile: “Nel 2010 la vendita degli smartphone e dei tablet in Cina supererà i 200 milioni di pezzi. Le <a href="http://tech.gmw.cn/2011-05/07/content_1931378.htm" target="_blank">nostre previsioni</a> suggeriscono che alla fine del 2012 ci saranno 600 milioni di dispositivi con accesso mobile ad Internet e che entro il 2013 ci saranno più utenti di internet mobile che di PC”.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Malumori e perplessità</h2>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente Sina Weibo ha le caratteristiche principali proprie di una piattaforma di microblog. Si tratta infatti un <strong>sistema ibrido</strong> in cui è possibile sviluppare sia una trasmissione di informazioni che una comunicazione interattiva. Tali caratteristiche hanno permesso a Sina Weibo di diventare una delle più attendibili fonti di informazione per molti utenti cinesi. Secondo il rapporto <a href="http://www.chinadaily.com.cn/china/2011-03/26/content_12230674.htm" target="_blank">Internet Real Time Public Opinion</a> pubblicato dalla Communication University di Pechino nel marzo del 2011, le piattaforme di microblog come Sina Weibo sono la terza risorsa di informazione più importante in Cina. Nel frattempo alcuni media ufficiali hanno iniziato a valutare i possibili <strong>usi impropri</strong> del microblog, mettendo in luce il rischio che i questi strumenti favoriscano la diffusione di notizie infondate sul web. Il 14 agosto del 2011 dalle pagine del <a href="http://www.globaltimes.cn/NEWS/tabid/99/ID/670846/Crusade-against-rumor-marred-by-cyber-polarization.aspx" target="_blank">Global Times</a> l’editorialista Wu Danhong ammoniva: “Forse sarebbe il caso che il governo si mobilitasse per evitare le voci infondate. La sicurezza di un’informazione attendibile è responsabilità del governo, sfortunatamente però le precisazioni fornite dal governo sono in ritardo e negligenti. La gente non ha più fiducia nel governo che tratta di questioni legate ad errori o alla stessa incompetenza delle autorità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai media ufficiali, malumori nei confronti di Weibo sono da individuare anche in <strong>gruppi “spontanei”</strong> (almeno all’apparenza) che denunciano la pericolosità della piattaforma di microblogging più popolare in Cina. Tra questi il più popolare è probabilmente l’Anti-rumor league (<em>piyao lanmeng,</em> di cui ha già scritto <a href="http://www.agichina24.it/repository/canali/ritagli-di-emma-lupano/notizie/il-39virus39-del-microblog-nasce-la-ldquolega-contro-i-rumorirdquo" target="_blank">Emma Lupano</a>), un movimento che, curiosamente, è attivo sullo stesso Sina Weibo con un proprio account e che si presenta come un “vigilante in cerca di verità con l’obiettivo di identificare e neutralizzare le bugie che si sviluppano nella sfera del microblog cinese”.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure secondo alcuni esperti di settore, la chiusura di Sina Weibo sembra essere poco realistica. Dalle pagine del suo <a href="http://blog.donews.com/keso/archive/2011/03/03/1583655.aspx" target="_blank">blog</a>, il noto esperto Keso (il cui vero nome è Hong Bo) sostiene che Sina Weibo rappresenta uno sbocco utile a tutti i cinesi che hanno bisogno di esternare i propri punti di vista ed emozioni. Uno sbocco visibile è sicuramente più sicuro di uno invisibile. Inoltre, non bisogna dimenticare che Sina Weibo è un servizio gestito da gente di fiducia agli occhi del Partito e che, aspetto da non sottovalutare, un blocco dello stesso potrebbe avere conseguenze notevoli per la <strong>stabilità sociale</strong>. Di fatto, il governo potrebbe usare Sina Weibo a proprio vantaggio, come si è avuto modo di constatare in occasione della <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424053111904279004576526293276595886.html" target="_blank">visita di Liu Qi</a>, membro del Politburo del PCC, lo scorso agosto ai quartieri generali di Sina Weibo. In quell’occasione egli aveva sostenuto che la piattaforma di microblog dovrebbe “implementare l’applicazione e la gestione di nuove tecnologie, così come mettere fine al proliferare di informazioni false”.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Quali prospettive?</h2>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo Sina Webo continuerà a crescere anche nei prossimi mesi, cercando di focalizzare la propria strategia sulla telefonia mobile, ma non solo. Nell’aprile 2011, durante la terza Global Mobile Internet Conference tenutasi a Pechino, Chales Chao ha annunciato che Sina Weibo si svilupperà attraverso le tre direzioni del così detto<strong> “SOLOMO”</strong>, acronimo di <em>social</em>, <em>local</em> and <em>mobile</em>. In merito a questa evoluzione, è importante sottolineare che se il microblog inteso secondo gli standard occidentali rappresenta una piattaforma che si basa su relazioni deboli, Sina Weibo sembra differire da questo schema, in quanto mira a riflettere le relazioni che esistono nella vita reale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella stessa circostanza, sempre Charles Chao ha rilevato che “piuttosto che uno scambio di informazioni, il microblog è da considerarsi relativamente debole nell’ambiente della comunicazione sociale, e il microblog sociale passa attraverso <a href="http://tech.gmw.cn/2011-05/07/content_1931378.htm" target="_blank">tre punti di snodo</a> che includono: il nodo della <strong>creatività</strong>, il nodo di <strong>collegamento</strong> tra utenti e in ultima istanza il nodo della <strong>&#8216;coda lunga&#8217;</strong>. Attraverso questi tre punti di snodo l’informazione ha la possibilità di agire come un’eccezionale comunicazione dalla copertura estesa. In virtù della sua capacità nel diffondere informazione, sarà il servizio più efficiente in termini di comunicazione di notizie”. Anche se, numeri alla mano, almeno in Cina, sembra già esserlo.</p>
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		<title>Facebook e il buco cinese</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati pochi mesi da quando l’immagine qui a fianco ha fatto il giro del Web. Se da una parte colpisce la presenza di Facebook a livello globale, sorprende il grande “buco cinese” composto da circa 500 milioni di utenti. Pare che la situazione sia destinata a cambiare. Lo scorso dicembre il viaggio di Mark Zuckerberg in Cina aveva suscitato molti rumors circa la possibile creazione di una joint venture tra Facebook e un’azienda autoctona. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2011/05/facebook_hole.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3690" title="facebook_hole" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2011/05/facebook_hole.jpg" alt="" width="571" height="226" /></a><span style="color: #888888;">photo credits:</span> <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=469716398919" target="_blank">Paul Butler</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati pochi mesi da quando l’immagine sopra riportata ha fatto il giro del Web. Se da una parte colpisce la presenza di Facebook a livello globale, sorprende il grande “buco cinese” composto da circa <strong>500 milioni di utenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pare che la situazione sia destinata a cambiare. Il viaggio di Mark Zuckerberg in Cina nello scorso dicembre aveva suscitato molti <em>rumors</em> circa la possibile creazione di una joint venture tra Facebook e un’azienda autoctona. La vera notizia però è la rivelazione di Hu Yangpin, fondatore di  <em>Data Center of the China Internet</em>, prestigiosa azienda sugli studi di mercato cinese, che lo scorso 8 aprile ha rilevato sul suo profilo Sina Weibo, che il Social Network statunitense ha siglato un accordo con un’azienda cinese di settore al fine di costruire un <strong>nuovo sito</strong> che non sarà completamente <strong>connesso a Facebook</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ bene ricordare che sebbene Facebook, abbia registrato il dominio .cn nel 2007, non è finora riuscito a conseguire risultati positivi a causa di una strategia di mercato incompatibile con l’utenza cinese,  per una competizione selvaggia con competitor cinesi come Renren, Qzone e Kaixinwang001 e a causa dell’<strong>oscuramento del sito</strong> nel  2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo  scorso 11 aprile, su China Byte e altri organi di stampa accreditati come Sina, si legge di un accordo di collaborazione tra Facebook e Baidu, il motore di ricerca più utilizzato in Cina con l’84% di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è giustamente dato risalto agli oltre 250.000 nuovi utenti cinesi in soli due mesi a seguito della visita di Zuckerberg nello Stato di Mezzo e, probabilmente, grazie anche al successo del film <em>The Social Network</em> tra molti studenti cinesi; tuttavia è altrettanto vero che ad oggi nessuna azienda web straniera è stata in grado di posizionarsi nel mercato cinese con risultati convincenti. In ordine cronologico l’ultimo episodio di insuccessi ha visto Il “clamoroso” <a href="http://www.cineresie.info/google-non-ci-sta-in-cina/" target="_blank">abbandono di Google</a> un anno fa con conseguente reindirizzamento dei servizi di ricerca su server di Hong Kong al fine di continuare a mantenere una condotta compatibile con i più volte sbandierati diritti umani. E’ opportuno ricordare che al momento dell’abbandono l’azienda statunitense registrava il 35% di mercato rispetto al 65% gestito da Baidu. Ironia della sorte, nel 2004 Google investì 5 milioni di dollari in Baidu ottenendo il 2% della proprietà ma rivendendo successivamente le proprie quote per un totale di 60 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">I matrimoni tra aziende occidentali e aziende cinesi sono sempre rivelati brevi e poco felici per gli ospiti. Yahoo è stata probabilmente l’unica azienda a fiutare una modalità sicura per entrare nel mercato cinese, quella di <strong>sostenere il partner locale</strong> lasciandogli il potere decisionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è stato questo, però, il caso di <strong>eBay</strong> che, pur creando una joint venture con l’azienda di commercio elettronico EachNet, è stato letteralmente surclassato da Alibaba. Ancora più sorprendentemente il caso di <strong>MySpace</strong> presentato in pompa magna con un investimento di 580 milioni di dollari nel 2005, da parte di News Corp, azienda di Rupert Murdoch, che aveva avvertito il dovere di “rendere Myspace un sito molto cinese” e che aveva coinvolto anche sua moglie Priscilla Chan per  rendere più fluide le trattative. Numeri alla mano, nel luglio 2008 Myspace registrava  4 milioni di utenti e sperava di raggiungere quota 10 milioni entro l’anno. Traguardo lontano dai successi dei social network cinesi come Qzone e 51.com con all’attivo rispettivamente 105 e 95 milioni di utenti registrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur non dimenticando l’eventuale compromesso con un codice compatibile con gli standard cinesi, Facebook in Cina dovrà confrontarsi con altri problemi che esulano dal rispetto di diritti umani. L’apertura di un nuovo sito,  è solo la prima accortezza cui l’azienda di Zuckerberg sarà chiamata a confrontarsi . A quanto pare da quelle parti nel mercato del web non sempre i conti tornano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">anche su</span> <em><a href="http://eventiquattro.ilsole24ore.com/eventi-e-altro/ict/notizie/2011/04/28/facebook-e-il-buco-cinese.aspx" target="_blank">nova 24</a></em></p>
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		<title>I BBS in Cina, tra mercato, censura e partecipazione</title>
		<link>http://www.cineresie.info/bbs-cina-mercato-censura-partecipazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 08:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni, ha suscitato un grande dibattito la chiusura del forum 1984 BBS, presumibilmente a causa del dibattito seguito all'assegnazione del premio nobel per la pace a Liu Xiaobo. Zhang Shiji, il webmaster del sito - fino a oggi una delle piazze virtuali più libere nel Web cinese - ha affermato che la chiusura è il risultato di forti pressioni esercitate del dipartimento di polizia della sicurezza nazionale di Pechino. A partire da questo fatto di cronaca, una riflessione sui BBS cinesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="499" height="283" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15761635&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="499" height="283" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15761635&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h3>Intervista a <strong>Secretary Zhang</strong>, webmaster di <em>1984 BBS</em>. <a href="http://chinageeks.org/2010/10/interview-series-episode-2-secretary-zhang/" target="_blank">Chinageeks</a>.</h3>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi giorni, ha suscitato un grande dibattito la<strong> chiusura del forum</strong><strong> <em>1984  BBS</em></strong> in seguito all&#8217;assegnazione del premio nobel per la pace a<strong> Liu  Xiaobo</strong>. Zhang Shiji (aka <a href="http://twitter.com/#!/SecretaryZhang" target="_blank">Secretary Zhang</a>), il webmaster del sito &#8211; fino a oggi una  delle piazze virtuali più libere nel Web cinese &#8211; , ha rilevato  che il motivo della chiusura è il risultato di<strong> forti pressioni</strong> esercitate del dipartimento di polizia della sicurezza nazionale di  Pechino che hanno costretto lo stesso Zhang Shiji di fatto agli  <strong>arresti domiciliari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre a causa del BBS da lui gestito,  Secretary  Zhang ha anche perso casa e lavoro, ciononostante non ha mai perso la  speranza per il futuro di una libertà di parola in Cina, una scelta che è  stata sostenuta da esponenti di spicco del Web cinese come Ai Weiwei.  Allo stato attuale 1984 BBS risulta ancora<strong> inaccessibile</strong>, ma l&#8217;auspicio  di Zhang Shiji è che si tratti di una soluzione temporanea, un augurio  che coinvolge altri 10.000 iscritti al BBS e che fino a qualche giorno  fa potevano disporre di uno spazio virtuale libero dalla censura .</p>
<p style="text-align: justify;">(per  conoscere meglio le dinamiche di 1984 BBS e del suo webmaster, consiglio la visione dell&#8217;<a href="http://vimeo.com/15761635" target="_blank">intervista video</a> a inizio pagina).</p>
<p style="text-align: justify;">In considerazione di questi fatti recenti e della grande diffusione dei forum on line in Cina (anche nell&#8217;era del Web 2.0!) è utile porsi alcune domande: che cos&#8217;è un BBS? Come funziona? Quanto vale? Che peso ha nella rete cinese?</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Che cosa sono e quanto valgono i BBS in Cina<br />
</strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>BBS</strong> è un acronimo che sta per <em>Bulletin Board System</em>,  un  termine che in italiano viene comunemente tradotto come &#8220;forum online&#8221;.  Si tratta di un sistema di comunicazione sviluppato negli anni Settanta e  considerato, non a torto, il <strong>precursore della telematica</strong> di base. Un  sistema il cui successo ha permesso una notevole diversificazione di  forme quali forum, guestbook e newsgroup su Internet. Tutti servizi che  potrebbero sembrare desueti alla luce del notevole successo dei <em>social  network</em>, soprattutto nei mercati occidentali, ma che costituiscono oggi  una piattaforma che accompagna la quotidianità di molti utenti cinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ ormai noto che l’attività principale dei netizen cinesi (così come quella degli occidentali) si esplica in un approccio ludico ad internet. Le stime dell’ultimo <a href="http://www.cineresie.info/internet-cinese-26-rapporto-cnnic-2/" target="_blank">rapporto</a> CNNIC pubblicate nel luglio 2010 evidenziano come l’utilizzo dei BBS rappresenti l’<strong>undicesima attività</strong> prediletta dagli utenti cinesi, coinvolgendo<strong> il 31,5% dell’utenza</strong> totale. Secondo un recente studio di <a href="http://www.iresearch.com.cn/Report/View.aspx?Newsid=119563" target="_blank">iResearch</a>, i<strong> temi più dibattuti </strong>nei BBS cinesi (attraverso l’utilizzo della telefonia mobile) sono: l’intrattenimento (55,7%), la discussione di numeri inerenti l’IT (50,2%), la scienza e la tecnologia (48,2%). Tra le attività predilette, invece, spiccano la lettura (65,5%), la compilazione (59,3%) e infine la ricerca di post (58,5%).</p>
<p style="text-align: justify;">I servizi autoctoni sono quelli che possono contare su un bacino d’utenza abbastanza significativo. Già nel 2008 i BBS in Cina avevano avuto oltre <strong>3 miliardi di registrazioni</strong>, mentre il numero delle pagine visitate quotidianamente ammontava a 1,6 miliardi al giorno e ogni 24 ore venivano pubblicati 10 milioni di post. Sono cifre impressionanti, che rendono conto anche del livello dei possibili <strong>ricavi economici garantiti </strong>dall’imponente flusso di informazioni e dal numero dei fruitori delle stesse nelle varie piattaforme.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte, i BBS in Cina hanno sempre garantito ai loro utenti un ottimo espediente per trovare soluzioni a problemi di vario tipo , hanno ospitato discussioni, si sono trasformati in uno spazio utile per trovare delle informazioni e condividere esperienze di vita. Tutto ciò è stato possibile grazie alla <strong>capacità propositiva</strong> degli stessi utenti i quali hanno maturato una fiducia nel servizio tramite aggiornamenti continui, una comunità di contatti spesso accomodante e, non da ultima, una buona confidenza tecnica.</p>
<p style="text-align: justify;">L’importanza dei BBS è ancora più evidente per i risvolti che questi strumenti hanno anche <em>offline.</em> Basti pensare che secondo quanto riportato da <em><a href="http://www.readwriteweb.com/archives/bbs_china_social_networking.php" target="_blank">Read Write Web</a> </em>nel 2008, il 68% degli utenti aveva  partecipato ad <strong>eventi organizzati</strong> da amministratori o utenti di BBS, oltre l’80% degli utenti aveva usufruito di questa piattaforma per trovare delle informazioni circa <strong>prodotti da acquistare </strong>e che oltre il 40,3% dei frequentatori aveva addirittura messo in vendita proprio nei BBS alcuni prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successo dei BBS è da considerarsi attualmente maturo a fronte di un sistema concorrenziale che ha mosso i suoi<strong> primi passi già nel 1997</strong>. Tra i leader del settore ancora una volta <strong>Tencent</strong>, già creatore del famoso programma di messaggeria istantanea QQ, che proprio lo scorso <a href="http://www.them.pro/Tencent-Acquires-Comsenz-and-Becomes-Leader-Chinese-BBS" target="_blank">agosto</a> ha rilevato per 10 milioni di dollari cosmenz.com e discuz.net, le due piattaforme di BBS più grandi del mercato cinese. Operazione di non poco conto, se si tiene presente che quasi l’80% dei siti Internet in Cina ospita BBS sviluppati da discuz.net e che quasi il 70% dei BBS si basano sul suo sistema. Tra gli altri operatori di spicco, ma con quote di mercato più modeste, si possono citare Tianya, MOP (la fonte principale di numerosi bridge blog come China Smack e China Hush), KDnet. Tra le piattaforme da considerarsi più monitorate e controllate dallo stato si trovano Sina Forum, Sohu Forum, Phoenix Forum, Qiangguo forum e Baidu Post.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong> Piazze virtuali significative<br />
</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Uscendo dalla prospettiva commerciale, è possibile asserire che i BBS costituiscono un’ottima finestra sul Web cinese dalla quale è possibile avere un’idea dei temi più dibattuti dall’utenza. Se, infatti, capita spesso che i BBS ospitino argomenti politici, capita altrettanto spesso che i toni del dibattito siano troppo <strong>accesi</strong> o molto più verosimilmente <strong>avversi</strong> ad un quadro governativo che limita in maniera non del tutto chiara la libertà d’espressione anche negli spazi virtuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un caso che ha colto la mia attenzione da quando ho iniziato ad interessarmi del Web in Cina si riferisce all’apertura di un BBS da parte del <strong>Quotidiano del Popolo</strong>, creato in seguito al bombardamento dell’ambasciata cinese in Jugoslavia nel <strong>maggio del 1999</strong>. All’epoca, il Quotidiano del Popolo on line non solo ospitò diversi editoriali caratterizzati da una forte componente nazionalistica, ma decise di aprire un BBS in modo da poter permettere ai propri di lettori di entrare in merito alla vicenda dando loro 48 ore di tempo. Tale BBS fu successivamente denominato <em><a href="http://bbs1.people.com.cn/" target="_blank">Qiangguo</a></em> &#8220;Paese forte&#8221;. Ovviamente la partecipazione dell’utente è sempre stata vincolata al rispetto di determinate regole, garantite da un webmaster. Questa figura ha la possibilità di comminare tre tipologie di punizioni: un richiamo pubblico in caso di infrazione degli standard regolamentari più leggeri; la rimozione del post e, in ultima istanza, il blocco dell’indirizzo IP, dello user name e della password del trasgressore.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa politica di controllo fu criticata fin dai primi tempi da non pochi utenti, i quali mossero delle perplessità di trasferire nell’ambito digitale la<strong> limitazione del diritto costituzionale</strong> del godimento della libertà di espressione già operante di fatto nella vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Era proprio in quel periodo che i BBS destinati a diventare famosi registravano i loro primi iscritti. Fra questi, uno dei più importanti è <em>Shuimu Tsinghua</em>, il<strong> BBS dell’università Tsinghua</strong> aperto nell’agosto del 1995 e vittima di numerosi, numerosissimi, oscuramenti fino ai giorni nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, nel corso degli ultimi quindici anni, i BBS cinesi sono stati la <strong>piazza virtuale </strong>in cui molti utenti hanno avuto la possibilità di commentare diversi casi ritenuti politicamente <em>sensibili</em>. Va comunque sottolineato come siano stati proprio quegli spazi più <strong>liberali</strong> e con le politiche censorie meno rigide a pagare dazio: si pensi a <em><a href="http://www.tianya.cn/" target="_blank">Tianya</a></em>, il 12° sito più visitato in Cina, famoso per aver attivato il <a href="http://appunticinesi.blogspot.com/2009/01/il-bene-e-il-male-nel-primo-processo-al.html" target="_blank">motore di ricerca di carne umana</a>; si pensi a <em><a href="http://www.bullogger.com/" target="_blank">Bullog</a></em> creato da <a href="http://baike.baidu.com/view/4468.htm" target="_blank">Luo Yonghao</a> e oscurato il 9 gennaio 2009 perché caratterizzato da “commenti nocivi inerenti ad affari interni” e attualmente operativo solo perché ospitato su un server oltre la Grande Muraglia; e infine il già menzionato <em><a href="https://1984bbs.com/" target="_blank">1984bbs</a></em> .</p>
<h2 style="text-align: justify;">I forum delle Università</h2>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tali difficoltà, oscuramenti e disservizi imposti dalla macchina censoria, non pochi utenti, soprattutto i più giovani, hanno iniziato a dimostrare un’innegabile <strong>consapevolezza</strong> nei confronti del mezzo, per certi versi uno spazio in cui è consentito loro scambiare delle opinioni e far valere il loro sentire sociale. In tal senso è opportuno ricordare quanto si verificò nel 2005, quando le autorità di partito dell’ufficio di Propaganda, in collaborazione con il Ministero dell’Educazione, avviarono una campagna per potenziare ciò che venne denominata “educazione ideologica” nei campus universitari. Nel marzo di quell’anno molte università furono costrette a <strong>bloccare l’accesso</strong> ai BBS universitari (da sempre fra i più sensibili a trattare di temi politici) a tutti gli utenti non iscritti. Oltre a soggetti estranei, venne <strong>negato l’accesso</strong> anche a studenti e professori di altre università; non solo, si cercò anche di perfezionare un meccanismo di registrazione con il nome reale, reso obbligatoria al fine di evitare l’anonimato. Una simile pratica <a href="http://www.ibtimes.com/articles/39950/20100731/china-pushes-real-name-system-for-online-games.htm" target="_blank">trova seguito</a> ancora oggi, non senza difficoltà, anche fuori dal contesto dei BBS universitari: in questa direzione vanno i recenti casi di gaming on line o la regolamentazione prevista per l’apertura di un blog.</p>
<p style="text-align: justify;">La reazione di molti studenti non si è fatta attendere come dimostrano le proteste e gli slogan di dissenso che iniziarono a circolare presso alcune università, come la  Tsinghua, la Beijing University e la Nanjing University Il risultato tuttavia non  è stato dei più esaltanti. Ad oggi lo Shuimu Qinghua (il BBS dell’università Qinghua), pur non precludendo la possibilità di accedere a studenti e professori di altri atenei (con una registrazione sorvegliata), rimane uno degli spazi virtuali più monitorati.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna di “educazione ideologica” è solo una delle tante pagine di storia di<strong> partecipazione sociale</strong> attraverso il Web, e ci aiuta a capire a capire, da una parte, l’esigenza delle autorità di controllare i contenuti di spazi virtuali e, dall’altra, la consapevolezza da parte di molti netizen dell’importanza di avere spazi in cui è possibile promuovere un dibattito civile. L’ulteriore sviluppo dei BBS oggi in Cina è chiamato a confrontarsi con altre piattaforme come il blog, i SNS e i microblog. A tal proposito è interessante <a href="http://gcontent.oeeee.com/8/01/801272ee79cfde7f/Blog/590/1e9558.html" target="_blank">l’opinione</a> dell’autorevole professor Hu Yong secondo cui uno strumento non esclude l’altro, anzi, per quanto sia difficile prevedere il futuro nell’Internet cinese è verosimile che ci sia un <strong>mix di servizi</strong>. Ovviamente, <em>condicio sine qua non</em> per la sostenibilità dei BBS sarà la capacità di garantire un’interfaccia semplice ed intuitiva, così come un sistema che consenta agli utenti un flusso di informazioni in <strong>tempo reale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Riflessioni empiriche sul web cinese. Tre casi recenti.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 20:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Analizzare il web cinese da una prospettiva statistica è sicuramente importante ai fini della comprensione dello sviluppo di Internet in Cina. A volte però è opportuno anche andare alla ricerca di quelle storie, quegli episodi e quelle voci di comuni cittadini, che quotidianamente arricchiscono il dialogo sulla rete, testimoniando spesso un elevato grado di consapevolezza nei confronti di importanti problemi sociali. Perchè il web cinese non è solamente censura o gioco, come alcuni vogliono far credere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/09/love_cantonese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2429" style="margin: 6px;" title="love_cantonese" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/09/love_cantonese-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Proprio qualche mese fa su <a href="../internet-cinese-26-rapporto-cnnic-2/" target="_blank">questo stesso blog</a> si metteva in risalto quanto l’<strong>aspetto ludico</strong> fosse importante per gran parte dei netizen cinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>analisi statistica</strong> operata in quel post rappresenta sicuramente una componente essenziale per capire quale sia l’effettivo stato di sviluppo di Internet in Cina, ma a volte è anche opportuno implementare la ricerca con storie, episodi e voci di<strong> cittadini </strong>connotati come<strong> normali</strong> che quotidianamente arricchiscono il dialogo sul sul Web con argomenti che attengono alla loro vita quotidiana. Il loro contributo di spontanea freschezza è di gran lunga più interessante rispetto a quello che proviene dagli addetti ai lavori, spesso attivisti di qualsivoglia ideologia o di malcelati interessi di parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia un’analisi seria e approfondita in tal senso risulta certamente assai complicata per ovvie ragioni; ma a volte &#8211; anche in Cina &#8211; dar voce a esperienze di gente comune costituisce una ghiotta occasione per descrivere la complessità e le innumerevoli sfaccettature del web cinese.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Wu Danhong e il microblog scomparso</h2>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo motivo mi ha colpito il <a href="http://laws.fyfz.cn/art/717324.htm" target="_blank">post</a> di Wu Danhong (<a href="http://cmp.hku.hk/2010/09/01/7250/" target="_blank"></a><a href="http://cmp.hku.hk/2010/09/01/7250/" target="_blank">traduzione in inglese</a>), ricercatore presso la <em>Zhongguo Zhengzhi Daxue</em>, che dal suo blog ha documentato la chiusura del suo account personale su <em>Sina Weibo </em>(la piattaforma di microblog più utilizzata in Cina).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso aprile, Wu aveva scritto:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“la crescita del microblog ha un significato rivoluzionario per la libertà di espressione in Cina. Su questa piattaforma, attraverso la quale chiunque può diventare un “giornalista”, i controlli sull’informazione sono da considerarsi senza effetto, ed inoltre centinaia di milioni di utenti stanno creando un futuro in una società che può definirsi già marcia. Forse in un futuro nemmeno tanto lontano, la tecnologia della comunicazione per mezzo del microblog si svilupperà e <strong>sostituirà i media tradizionali</strong>. Il fattore più incerto è quando il governo interverrà per imbavagliare il potere di questo cavallo selvaggio […]”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">A questa presa di posizione, qualche tempo dopo, faceva seguito una <strong>provocazione</strong>. Wu ha voluto condividere sul Web il processo di censura cui è stato sottoposto e che si è concluso, da una parte, con l’inibizione del suo account, e dall’altra, con un premio ed un certificato al merito offerto simbolicamente dallo stesso Wu per quei funzionari di Sina Microblog che, monitorando il suo sito, hanno reso un ottimo servizio funzionale allo sviluppo di una “Società Armoniosa”. Si pensi che questo è accaduto proprio lo scorso 28 agosto, “fausta” ricorrenza del primo anno di attività della piattaforma di microblog!</p>
<h2 style="text-align: justify;">Guangzhou, in difesa del Cantonese</h2>
<p style="text-align: justify;">Un altro illuminante episodio di partecipazione sociale diffusa e sviluppata grazie al web ha avuto luogo a Guangzhou, città che, come ho avuto modo di <a href="http://ingigi.blogspot.com/2009/11/i-grattacapi-della-cina-sullambiente.html" target="_blank">scrivere</a> quasi un anno fa, non è del tutto nuova a episodi in cui la società civile scende in piazza per <strong>manifestare </strong>il proprio dissenso nei confronti del potere centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Verso lo scorso fine luglio, infatti, un migliaio di cittadini del Guangdong si è riunito nel capoluogo di Provincia per protestare contro la direttiva proposta nel corso di una recente conferenza politica consultiva  tenutasi a Canton. Secondo tale proposta, in vista dei prossimi Giochi Asiatici ospitati dalla provincia del Guangdong, la <strong>lingua cantonese</strong> sarebbe dovuta essere <strong>bandita </strong>dai programmi televisivi locali per far posto al <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Putonghua" target="_blank">putonghua</a></em>, la lingua parlata cinese del mandarino standard di Pechino.   Tale scelta avrebbe  favorito tutti i turisti incapaci di parlare il cantonese, con una evidente ricaduta economica.</p>
<p style="text-align: justify;">La protesta di molti dimostranti non si è fatta attendere ed è stata vieppiù sostenuta dalla forte eco sviluppatasi nella rete, come dimostra un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HWNL1MEtUH0&amp;feature=related" target="_blank">video pubblicato su Youtube</a> (ripreso anche dal <em>Wall Street Journal</em>) che ha come scenario il Parco del Popolo a Canton. Ulteriori dibattiti si sono sviluppati successivamente sia sulla Rete che nella vita reale, e se da un lato la reazione della polizia ha avuto l’effetto di incrementare una <strong>tensione </strong>già palpabile, è altrettanto vero che non sono mancate <a href="http://www.youtube.com/watch?v=SKGZWDyD3aA" target="_blank">manifestazioni di solidarietà</a> nella vicina Hong Kong.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La libertà mutilata dei giochi on line</h2>
<p style="text-align: justify;">Il terzo caso di riflessione si riferisce al mondo del  <em>gaming on line</em>. In un <a href="http://chinageeks.org/2010/09/beheading-freedom/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Chinageeks+%28ChinaGeeks%29&amp;utm_content=Google+Reader" target="_blank">post</a> pubblicato dal sempre puntale <em>Chinageeks </em>si fa riferimento a un gruppo di giocatori del noto videogame <strong>World of Warcrat</strong>, considerato non a torto un vero e proprio simbolo di resistenza contro le limitazioni alla navigazione online nel contesto del web cinese (a tal proposito si legga <a href="http://www.cineresie.info/world-warcraft-virtuale-reale/" target="_blank">questo brillante post</a> di Tommaso Facchin). Secondo Chinageeks, da un forum dedicato a <em>World of Warcraft</em>, si evince che alcune <strong>espressioni</strong> considerate “<strong>poco armoniose</strong>” (come <em>libertà</em>, <em>sexy</em> e <em>passione</em>) saranno censurate e che tutti i giocatori registrati al sito con tali parole saranno costretti a modificare il proprio nome.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta semantico-lessicale di molti utenti è stata immediata e perentoria. La parola 自由 <em>ziyou</em> &#8220;libertà&#8221; è stata sostituita con 目田 <em>mutian</em>, un <strong>neologismo</strong> formato dall’unione di due caratteri che non hanno molta attinenza tra loro (“occhio” e “campo”) ma che ricorda graficamente il concetto di libertà.<em> </em> Nella fattispecie è stato tolto un tratto nel nella parte superiore del primo carattere (自 zi) e una parte di tratto nel secondo carattere (由 you). Alcuni blogger hanno anche proposto una traduzione al neologismo basandosi proprio sull’effetto simile al quello di una parola troncata. Ci troviamo di fronte ad un altro tassello che va ad arricchire la già lunga trama di <a href="http://ingigi.blogspot.com/2009/03/lalpaca-e-la-spazzatura.html" target="_blank">espedienti linguistici </a>utilizzati per aggirare la censura.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Una consapevolezza crescente</h2>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E’ difficile sostenere che episodi come quelli qui descritti possano rappresentare un fenomeno quantitativamente rilevante ai fini della misurazione dello spessore della <strong>presa di coscienza</strong> da parte del Popolo della Rete, allo stesso tempo non si può negare che sono una testimonianza di <strong>consapevolezza</strong> di importanti problemi sociali. Si tratta di una mobilitazione coesa e creativa che non solo non dovrebbe essere etichettata nella categoria di “attivismo”, perché coinvolge gente comune, ma potrebbe essere utile a testimoniare come i cittadini cinesi siano capaci di <strong>fare Rete</strong> dentro e fuori<strong> </strong>il grande <em>firewall</em>, a volte superando anche barriere linguistiche ritenute insormontabili. E sono proprio i sempre più numerosi bridge blog potrebbero infatti costituire un sostegno a tale tesi. Sarà banale da dire, ma, a volte, è opportuno ricordare che nel web cinese, oltre alla censura e al gioco, c’è dell’altro.</p>
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		<title>I numeri dell’internet cinese: 26° rapporto CNNIC (II)</title>
		<link>http://www.cineresie.info/internet-cinese-26-rapporto-cnnic-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 18:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cnnic]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 15 luglio il China Internet Network Information Center ha pubblicato il 26° Rapporto sullo stato di sviluppo di Internet in Cina. Proponiamo la seconda parte del rapporto inerente allo stato dei domini e siti in Cina, sui mezzi di navigazione, sulle abitudini dei netizen cinesi. Una serie di dati che possono essere utili a chi voglia avere un quadro generale e quatitativo della struttura della Rete e delle caratteristiche del cosiddetto Popolo della Rete. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Domini e siti in Cina</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Gli indirizzi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ipv4">IPv4</a> a fine giungo 2010 erano 250 milioni (+7,7%), il CNNIC avverte quindi come un imperativo l’implementazione progressiva del sistema <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/IPv6">IPv6</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La quantità dei <strong>domini </strong>è scesa a 11 milioni, e tra questi una notevole diminuzione è stata a danno dei <strong>.cn </strong>che perdono oltre 7,2 milioni con una diminuzione di copertura dall’80% al 64,7%. I domini .com, invece, sono aumentati di 530.000 e segnano un aumento dal 16,6% al 29,6%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il numero di <strong>siti Web</strong> è di oltre <strong>27 milioni</strong>,<strong> </strong>mentre l’anno scorso era di 32 milioni, si è registrato quindi un <strong>decremento del 13,7%</strong>. Oltre 20 milioni di siti sono .CN (il 73,7% sul totale). La velocità del traffico in uscita è pari a <strong>998,217 Mbps</strong> (un aumento semestrale del 15,2%).</p>
<p style="text-align: justify;">Il calo quantitativo di siti Web è da leggere in un quadro complessivo planetario in cui, secondo le statistiche di Netcraft, il primo semestre del 2010 ha registrato una diminuzione di 270 mila milioni siti internet a livello mondiale.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Mezzi di navigazione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/liutao/2553364613/sizes/m/in/photostream/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1787" style="margin: 5px;" title="mobile_user" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/mobile_user.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Lo strumento più utilizzato per navigare è il <strong>PC (73,6%)</strong>,  seguito dal <strong>cellulare</strong> (<strong>65,9%</strong>, + 5% rispetto allo scorso semestre) e dal <strong>lap top</strong> (<strong>36,8%</strong>, + 6% rispetto allo scorso anno).</p>
<p style="text-align: justify;">Le<strong> mura domestiche</strong> rimangono il luogo privilegiato per la utilizzazione di Internet (<strong>88,4%</strong>), seguono, ma con lo stesso indice di preferenza, l’internet (wangba) cafè e la danwei (rispettivamente con il 33,6% e 33,2%). La media on line nel corso settimanale passa dalle <strong>18,7 ore</strong> registrare lo scorso dicembre 2009 alle 19,8 del giungo 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet viene utilizzato principalmente nel <strong>tempo libero</strong> (68,9% per chi naviga con un PC, 77,3% per chi naviga con il cellulare); a lavoro (7,4% per chi naviga con un PC, 7,5% per chi naviga con il cellulare) o senza particolari distinzioni (23,7% per chi naviga con un PC, 15,2% per chi naviga con il cellulare).</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Ambiti di navigazione in rete</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">L’incidenza dell’<strong>approccio</strong> <strong>ludico</strong> alla Rete sembra rimanere inalterata e lo dimostra l’<strong>82,5%</strong> di preferenza (+ 8% rispetto allo scorso semestre); segue la ricerca di notizie on line (78,5%, + 7,2%) e l’utilizzo dei motori di ricerca (76,3%, + 13,9%). Tra le crescite più considerevoli quella dell’<strong>e-commerce </strong>(33,8% sul totale,  + 31,4% rispetto allo scorso semestre), dei <strong>pagamenti on line </strong>(30,5% sul totale, + 36,2% rispetto allo scorso semestre), del banking on line (29,1% sul totale,  + 29,9% rispetto allo scorso semestre). La crescita del settore e-commerce è importante anche perché è accompagnata dalla gradita interazione di forum e BBS (31,5%). Sempre nell’ambito ludico, cresce l’utilizzo dei SNS (+ 19,6%) e della messaggeria istantanea (+11,7%).</p>
<h2 style="text-align: justify;">La rete e le notizie</h2>
<p style="text-align: justify;">Il tasso di utilizzo dei <strong>motori di ricerca</strong> è cresciuto di 3 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Sono <strong>391 milioni</strong> gli utenti che si servono del motore di ricerca per agevolare la loro navigazione on line e nell’ultimo semestre la crescita è stata di 39 milioni di utenti (+ 13,9%). E’ dall’inizio del 2009 che la crescita in questo settore si rivela continua sia in termini di nuovi utenti che in termini di indice di utilizzo: ciò è frutto dell’esigenza sempre più diffusa fra gli utenti di ricercare materiale multimediale diversificato come video on line e notizie generaliste. Secondo il CNNIC nel prossimo futuro i motori di ricerca cinesi dovranno essere pronti a soddisfare richieste sempre più diversificate, aumentando  il numero di borwser e perfezionando le ricerche su social network, video, servizi di commercio on line ecc. Allo stesso tempo il proliferare della piattaforma di microblog permetterà ai motori di ricerca di garantire un livello di ricerca e sviluppo tecnologico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/41613114@N08/4623525630/" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1792" style="margin: 5px;" title="mobile_ipad" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/mobile_ipad.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Il numero di utenti che utilizza Internet per <strong>leggere notizie</strong> è cresciuto del 7,2% nell’ultimo semestre (22 milioni); ad oggi sono <strong>330 i milioni</strong> i cittadini cinesi che leggono notizie on line. L’arco di tempo on line sempre più dilatato ha fatto sì che l’informazione diventasse uno delle esigenze più avvertite, e bisogna aggiungere, inoltre, che la concorrenza tra riviste, giornali, canali televisivi on line di fatto favorisce una competizione con significative ricadute sulla crescita dei media on line. Tra l’altro, la crescita e il livello di maturazione della struttura Internet hanno permesso la nascita di canali molto settoriali che vanno dalla politica all’economia attraverso la cultura ed i consumi. Internet, insomma, conferma la sua penetrazione sempre più rilevante nell’opinione comune, nello sviluppo economico, nella creatività culturale, suggellando l’osmosi di una crescita quantitativa meno sostenuta ad una maturazione qualitativa. Quandro supportato da un tasso di crescita di settore leggermente inferiore che scende dall’80,1% di dicembre 2009 al 78,5% di giugno 2010.</p>
<h2 style="text-align: justify;">E-commerce</h2>
<p style="text-align: justify;">Il settore che è cresciuto maggiormente è sicuramente quello dell’e-commerce che coinvolge oggi <strong>142 milioni</strong> di utenti con un aumento del 31,4% e una crescita di utilizzo del 33,8%  rispetto allo scorso semestre. Una crescita così consistente deriva principalmente da alcuni gruppi di acquirenti che, coalizzandosi, hanno saputo gestire l’e-commerce a livello regionale traendo così forti sconti economici. Le agevolazioni offerte dalla telefonia mobile hanno supportato ulteriormente  questo sviluppo vertiginoso. L’esperienza di molti acquirenti nel campo del B2C ha inoltre rafforzato la fiducia dei consumatori negli acquisti on line accanto alla politica di una più libera circolazione dei prodotti.  A questo quadro vanno aggiunti altri elementi vantaggiosi come l’assenza nelle spese di spedizioni, la sensibilizzazione dei media e sconti speciali.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita dei <strong>servizi</strong> <strong>di pagamento on line </strong>è dovuta ad oltre <strong>128 milioni</strong> di nuovi utenti nell’ultimo semestre (+ 30,5%) parallelamente allo sviluppo del commercio on line che a giungo 2010 è riuscito a coinvolgere 33 milioni di nuovi utenti. Ad oggi l’attività del pagamento on line può definirsi abbastanza diffusa in virtù di un indice di utilizzo pari al 72,8%. I margini di prosperitàsembrano garantiti anche in futuro dal crescente numero di aziende che si affacciano alla Rete e che investono in software e sistemi specializzati nelle città sia di prima che di seconda e terza fascia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lievita ancora anche il settore dell<strong>’e-travel</strong>. L’indice di utilizzo è cresciuto del 8,6% nell’ultimo semestre ed il numero di utenti è oggi di<strong> 36 milioni </strong>(incremento semestrale del 19,4%). In tale categoria ha assunto una particolare rilevanza il ruolo della telefonia mobile, strumento sempre più utilizzato anche per pianificare viaggi e spostamenti.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Comunicazione on line</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/westbymidwest/2679732289/sizes/o/in/photostream/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1793 alignleft" style="margin: 6px;" title="mobile_girls" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/mobile_girls-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" /></a>Continua ad aumentare l’utilizzo della<strong> messaggeria istantanea:</strong> il coinvolgimento di tale servizio interessa oggi <strong>304 milioni </strong>di utenti e l’indice di utilizzo è del 72,4%. Nonostante una leggera battuta d’arresto fatta registrare lo scorso anno, il servizio di messaggeria istantanea ritorna a crescere anche grazie all’apporto del telefonino: a supporto di tale dato ci stanno i 25 milioni di utenti che <em>chattano</em> esclusivamente con il cellulare. Tale situazioneè resa possibile da una indubbia competitività dei costi di comunicazione (spesso totalmente gratuita) e da strumenti sempre più convenienti. A tal proposito è opportuno rilevare come il PC sia usato dal 44% per questo tipo di comunicazione mentre il cellulare dall’8,5%; il 47,5% utilizza entrambi gli strumenti per <em>chattare</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un settore in rilevante contrazione nell’ambito del Web 2.0 è quello del numero dei <strong>blog</strong> (- 4,5%),<strong> </strong>sebbene ce ne siano registrati <strong>231 milioni</strong>. Secondo il CNNIC il diario on line puòcostituire certamente un canale per raccogliere informazioni, ma non garantisce nuovi effetti alla Rete. Eppure si riconosce il valore mediatico conseguito dal conseguito dal blog finora in termini di condivisione. La previsione è che nel prossimo futuro blog e microblog saranno definiti anche in Cina come uno strumento che garantirà maggiormente lo sviluppo dei media individuali.</p>
<p style="text-align: justify;">A giungo 2010 i <strong>SNS</strong> annoveravano <strong>210 milioni</strong> di iscritti registrando <strong>un tasso di utilizzo del 50,1%</strong>. La crescita rispetto allo scorso semestre è stata di 34 milioni (+ 19,6%). Lo sviluppo è spiegato dalla struttura integrata dei social network capaci di ospitare servizi variegati dal blog al videosharing, ai forum, ai giochi on line. La qualità delle informazioni è da definirsi molto alta e con un livello di credibilità notevole soprattutto se si considera che il network si basa proprio su conoscenze consolidate spesso anche nella vita reale. L’accesso e l’utilizzo dei SNS è così distribuito: il 53,3% degli utenti utilizza solo il PC, il 7,6% il cellulare, il 39% sia il cellulare che il PC. Si può notare che tutto il 46,7% si serve della telefonia mobile per accedere ai SNS arrivando così a interessare oltre 98 milioni di cittadini cinesi.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Servizi d’intrattenimento</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/27366846@N03/3196211125/sizes/s/in/photostream/" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1788" style="margin: 5px;" title="web_gaming" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/web_gaming.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Come già accennato in questo rapporto ma anche in <a href="http://ingigi.blogspot.com/search/label/cnnic">quelli precedenti</a>,  l’approccio ludico rimane il più apprezzato dall’utenza cinese. A fine giugno erano 296 milioni gli utenti che si servivano della Rete per <strong>giocare</strong>, l’aumento è stato di 31 milioni (+ 11,9%). La crescita è testimoniata anche dell’indice di utilizzo passato dal 68,9% di fine 2009 al 70,5% di metà 2010. Va tuttavia notato che il tasso di crescita registrato nell’ultimo semestre (+ 11,9%) è il più basso degli ultimi 5 anni, sintomo che il mercato può definirsi maturo, come testimonia laà varietà di prodotti presenti sul mercato e la diversificazione di crescita tra aree rurali e aree urbane, queste ultime ancora capaci di garantire interessanti margini di sviluppo. La competizione tra le aziende di settore sembra inoltre garantire il passaggio da una crescita quantitativa ad una qualitativa. La crescita sembra frenata sia da aspettative maggiori del consumatore che da controlli specifici sulla qualità da parte del garante.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indice di utilizzo della<strong> letteratura on line</strong> è arrivato ad annoverare <strong>188 milioni </strong>di utenti, con un tasso di utilizzo pari al 44,8%: si registra quindi una lievitazione semestrale del 15,7%. La crescita di investimenti nel settore, politiche più attente alla tutela dei diritti d’autore e l’imponente crescita del settore e-commerce hanno consentito una crescita di mercato. Si presuppone che il mercato continuerà a crescere anche grazie ai device 3G che dovrebbero facilitare l’acquisto e il consumo di prodotti letterari on line. Il PC viene utilizzato come mezzo specifico dal 36,4% dell’utenza per leggere opere letterarie on line, il 30,7% usa solo il cellulare, il 32,9% usa sia il cellulare che il PC.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono<strong> 265 i milioni</strong> di cinesi che seguono regolarmente <strong>video on line</strong>, l’indice di utilizzo passa dal 62,6% di fine 2009 al 63,2% di giugno 2010. L’anno scorso questo settore aveva conosciuto una leggera battuta d’arresto nella crescita, a giugno però sono stati registrati 25 milioni di nuovi utenti con un incremento semestrale del 10,4%. Nel biennio 2008–2009 lo stato del video on line in Cina si è orientato verso una crescita più stabile come dimostra il primo semestre 2010. Sicuramente il progetto <em>sanwang ronghe</em> <a href="http://english.caing.com/2010-06-09/100151240.html">&#8221; NGB Next Generation Broadband network&#8221; </a>offrirà nuovi canali e opportunità di sviluppo nel settore dei media e dell’industria video, uno sviluppo che dovrà essere bilanciato una richiesta qualitativamente più alta e sviluppata su banda larga.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Internet cinese continua a rappresentare un sistema ancora poco sicuro per la navigazione on line e lo dimostra il <strong>59,2% </strong>dell’utenza vittima di attacchi <strong>virus</strong> o <strong>malwere</strong> nello scorso semestre. I dati sulla tutela dell’e-commerce nell’ultimo semestre sono più incoraggianti: il 69,1% non ha subito furti di password o username. L’82,2% degli intervistati teme di imbattersi in siti web e-commerce poco sicuri, allo stesso tempo l’89,9% dell’utenza sceglie di abbandonare siti web non identificati con certezza. Nonostante i grandi sviluppi, soprattutto nel settore dell’e-commerce, i margini di affidabilità e fiducia sono ancora da potenziare.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Analisi sull’utilizzo della telefonia mobile</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il tasso di utilizzo del <strong>cellulare</strong> da parte dei netizen è arrivato a<strong> 61,5%</strong>. Un traguardo così importante si spiega sia con l’esigenza da parte dell’utenza di comunicare in maniera rapida ed efficace, sia con la politica dei produttori di preparare strumenti con software standard che garantiscano alcune funzioni on line, su tutte la <strong>messaggeria istantanea</strong>, un’azione gradita dal <strong>61,5%</strong> dell’utenza. Tra le altre attività che legano la telefonia mobile al Web, il Rapporto misura l’utilizzo dei <strong>motori di ricerca</strong> (48,4%), l’ascolto di<strong> musica on line</strong> (45,3%), la <strong>lettura di testi letterari </strong>(43,3%) e l’accesso ai <strong>SNS</strong> (33,5%). La crescita finora registrata testimonia che l’utilizzo dei SNS sia da connotarsi come una pratica consolidata anche nell’utenza che utilizza il cellulare per navigare. Va tuttavia sottolineato come sul fronte della telefonia si cerchi di gestire la crescita in maniera più equilibrata di quanto invece non fosse avvenuto sulla Rete un paio di anni fa; da qui un’attenzione maggiore nel gestire i contenuti che sembrano premiare ancora una volta l’approccio ludico, come testimonia la maggior parte di applicazioni orientate alla musica, alla letteratura, al gaming on line, al video sharing. Meno rilevanti altre attività come quelle dei pagamenti on line e dell’utilizzo della posta elettronica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/tencent_mobile_ad.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1789" style="margin: 5px;" title="tencent_mobile_ad" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/tencent_mobile_ad-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a>Per quanto concerne le fasce d’età, il <strong>35,8%</strong> comprende utenti dai <strong>10 ai 19 anni</strong>, il 35,4% dai <strong>20 ai 29 anni</strong>. Molto distaccato il gruppo che annovera soggetti con un’età dai 30 ai 39 anni (19,6%), con un aumento del 3,7% rispetto allo scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne invece l’istruzione, il <strong>42,9%</strong> ha un <strong>livello di istruzione medio</strong> , il 27,8% una preparazione base, il 5,9% un livello di istruzione inferiore a quello elementare. Come si può facilmente inferire la prevalenza dei soggetti che utilizzano Internet riguarda gli studenti (35,2%) seguita, ma in maniera molto distaccata, da professionisti (16,7%) e impiegati (15,6%). Analoga facile intuizione si può percepire circa la disponibilità economica: il <strong>21,9%</strong> dell’utenza con telefonia mobile dispone di uno stipendio <strong>inferiore ai 500 yuan</strong>, il 14,4% gode di introiti mensili che vanno dai 2001 ai 3000 yuan, il 14,1% da 1001 a 1500 yuan. Rimane una forte distinzione tra l’utilizzo del cellulare in città (<strong>71,1%</strong> cresciuto del 2,1% rispetto allo scorso semestre) e le <strong>zone rurali</strong> (<strong>28,9%</strong>, valore diminuito di 1,1% rispetto a dicembre 2009).</p>
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		<title>I numeri dell&#8217;internet cinese: 26° rapporto CNNIC (I)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 23:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cnnic]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Il China Internet Network Information Center ha recentemente pubblicato il 26° Rapporto sullo stato di sviluppo di Internet in Cina. Ancora una volta l’Internet cinese registra una significativa crescita, un fatto che pone non pochi interrogativi sulla prospettive per la stabilità sociale cinese nei prossimi anni. Una serie di dati sulla struttura della Rete e sulle caratteristiche del cosiddetto Popolo della Rete. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/numbers.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/stats.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1665" style="margin: 6px;" title="stats" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/stats-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Lo scorso 15 luglio il China Internet Network Information Center ha pubblicato il suo <a href="http://www.cnnic.cn/html/Dir/2010/07/15/5921.htm" target="_blank">26° rapporto sullo stato di sviluppo di Internet in Cina</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Struttura della Rete</h2>
<p style="text-align: justify;">A metà 2010 le stime ufficiali hanno registrato che l’Internet cinese è arrivata ad ospitare <strong>420 milioni di utenti</strong> (+ 36 milioni di unità rispetto allo scorso anno), pari ad un tasso di penetrazione della rete ora del 31,8% (+ 2,9% rispetto al 2009).</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita della popolazione internauta può definirsi costante grazie alle maggiori garanzie offerte dalla politica e dalla legislazione sia a livello centrale che a livello locale. Tale sviluppo  è sostenuto anche da una buona situazione macro economica del Paese che consente tanto la diffusione di mezzi tecnologici quanto la crescita di nuovi utenti. Nel primo quadrimestre il Pil è cresciuto dell’11,2% rispetto all’anno precedente; il <strong>valore dei servizi </strong>nelle telecomunicazioni è arrivato a contare <strong>12.276 milioni di Yuan</strong> (+ 21,6% rispetto all’anno precedente);  i <strong>ricavi </strong>nel settore delle telecomunicazioni hanno raggiunto <strong>3.595 milioni di Yuan </strong>sancendo un incremento del 5,9% se paragonato alla situazione del 2009. I nuovi media e il consolidamento delle piattaforme di microblog hanno permesso a gran parte della società di avvicinarsi alla Rete. Non solo, la crisi finanziaria avviatasi a fine 2008 ha consentito a diverse aziende di considerare Internet come un’opportunità: si spiega così il sempre maggiore interesse nei confronti del <strong>marketing on line</strong> e dell’e-commerce.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista politico va rilevato come l’adozione degli <strong>standard 3G </strong>del gennaio 2010 abbia già fatto registrare ottimi risultati con una copertura pressoché totale nel paese. Nello stesso periodo, a favore delle campagne, è stato innescato un nuovo processo tecnologico capace di fondere in un unico sistema i segmenti delle telecomunicazioni, della televisione e di Internet, attraverso il progetto <a href="http://english.caing.com/2010-06-09/100151240.html" target="_blank"><em>san wang ronghe </em>三网融合 (NGB Next Generation Broadband network)</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">A fine maggio 2010 sono stati registrati <strong>97 milioni di nuovi utenti </strong>che hanno potuto iniziare ad utilizzare la <strong>banda larga</strong>, si è arrivati quindi a contare un totale di oltre <strong>113 milioni</strong> di utenti con a disposizione una navigazione veloce; nello stesso tempo scende di 16 milioni il numero di utenti che si serve  di una connessione tradizionale ad Internet. Allo stato attuale la copertura della banda larga arriva garantire una <strong>copertura del</strong> <strong>98,1% </strong>in tutto il paese. Tuttavia ad una crescita tecnologica nel potenziamento della banda larga non corrisponde un simile sviluppo nel numero degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La principale causa di tale fenomeno è dovuta allo sviluppo della<strong> telefonia mobile</strong>: a fine giungo erano infatti oltre <strong>49 milioni</strong> gli utenti che navigavano con dispositivi di telefonia mobile registrando così una crescita di oltre 18 milioni rispetto al 2009 (11,7%).  Secondo un rapporto di Akamai, nonostante gli ingenti investimenti e il discreto seguito dell’utenza, l’attuale velocità della banda larga in Cina (<strong>857 kbps</strong>) è comunque ancora ben lungi dall’uguagliare standard di altri paesi come Stati Uniti, Giappone e Corea.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può intuire, la crescita dell’uso della <strong>telefonia mobile</strong> legato alla navigazione on line continua a dimostrasi uno dei fattori maggiormente trainanti nello sviluppo di Internet in Cina: a fine giugno erano <strong>277 milioni</strong> i cinesi che navigavano con il cellulare annoverando oltre 43 milioni di nuovi utenti rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò la crescita può definirsi meno sostenuta rispetto al secondo semestre dello scorso anno, periodo in cui erano stati registrati più di 77 milioni di nuovi utenti. La causa è principalmente dovuta a diverse politiche di mercato che non sono state capaci di garantire gli stessi margini di crescita dello scorso anno. Se l’approvazione degli standard 3G è stata seguita da una promozione rilevante, bisogna tener presente che ciò ha avuto bisogno di una pianificazione. Tutto fa prevedere che ci sono ancora<strong> margini di sviluppo </strong>del mercato, soprattutto se si considerano le potenzialità del prodotto nonostante la scarsa fiducia dei consumatori cinesi. A questo va inoltre aggiunta una campagna di sensibilizzazione meno sostanziosa rispetto all’anno precedente, situazione che ha trattenuto portato non pochi utenti nella navigazione tradizionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Caratteristiche del Popolo della Rete</h2>
<p style="text-align: justify;">L’utenza cinese continua a dimostrarsi sostanzialmente giovane: il <strong>29,9%</strong> sul totale ha un’età che oscilla dai 10 ai 19 anni, il 28,1% un’età che va dai 20 ai 29 anni mentre il 22,8% ha un’età dai 30 ai 39 anni. La novità rispetto al 2009 consiste nel consolidamento degli utenti con <strong>un’età superiore ai 30 anni</strong> (l’anno scorso il 38,6%, quest’anno il <strong>41%</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il livello d’istruzione può definirsi alto, il 9,2% dell’utenza ha conoscenza inferiore a quello della scuola primaria, il 27,5% ha un livello d’istruzione base, il <strong>40,1%</strong> un <strong>livello d’istruzione medio</strong>. Osservando le mansioni professionali dell’utenza cinese si potrà notare come quasi un terzo di essa sia costituito da <strong>studenti (30,7%)</strong>, il 16,7% da professionisti, il 15,1% da impiegati.  Quanto alla disponibilità economica, dal 18% del 2009 si è passati al <strong>20,5%</strong> di netizien che dispone di una cifra <strong>inferiore ai 500 yuan mensili</strong>,  cresce, ma di poco (dal 13,4% al 14,4%), quel gruppo di utenza cinese che può contare su un salario che va dai 1.501 ai 2.000 yuan mensili.     L’utilizzo di Internet nelle aree rurali rimane un tema su cui bisogna continuare ad investire.</p>
<p style="text-align: justify;">Le stime risalenti allo scorso giungo rivelano come al momento siano <strong>115 milioni</strong> i cittadini che si connettono dalle <strong>aree rurali</strong>. Se è vero che nell’ultimo semestre è stata registrata una crescita del 7,7%, bisogna rilevare come gli utenti in <strong>città </strong>siano oltre <strong>304 milioni</strong> rappresentando il 72,6% del totale (+ 10% rispetto allo scorso anno). L’obiettivo del progetto <a href="http://www.cineresie.info//english.caing.com/2010-06-09/100151240.html" target="_blank">三网融合 (NGB Next Generation Broadband network)</a> è anche quello di favorire un accesso più facile e completo a Internet nelle aree rurali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">foto di </span><a href="http://www.flickr.com/photos/tarmo888/3882788902/" target="_blank">tarmo888</a></p>
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		<title>Genesi della crociata 69</title>
		<link>http://www.cineresie.info/genesi-crociata-69/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 10:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 30 maggio, il centro culturale dall’Expo di Shanghai 2010 è stato il teatro di alcuni scontri molto violenti che, oltre a infortuni tra alcuni turisti coreani e le stesse forze di polizia cinese, pare abbiano provocato anche un morto. Il motivo di tensione è legato ad un evento musicale malamente organizzato che ha avuto come protagonista una nota pop band coreana. Anche in questo caso sulla Rete ci sono stati degli strascichi rilevanti, come testimoniano le schermaglie tra hacker cinesi e coreani nei giorni successivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/kpop_crowd_expo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1522" title="kpop_crowd_expo" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/07/kpop_crowd_expo.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 30 maggio, il centro culturale dall’Expo di Shanghai 2010 è stato il teatro di alcuni <strong>scontri </strong>molto violenti che, oltre a infortuni tra alcuni turisti coreani e le stesse forze di polizia cinese, pare abbiano provocato anche un morto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si creda o no, il <em>casus belli</em> è stato scatenato da un concerto dei <strong>Super Junior</strong>, una delle pop band coreane più popolari in Asia che si è esibita durante l’Expo. Stando a quanto riportato da Baidu Baike (il corrispettivo di Wikipedia in Cina), gli organizzatori del concerto, tra cui anche il manager della band coreana, avrebbero promesso la vendita di <strong>5.000 biglietti</strong> la metà dei quali sarebbe stata riservata ai turisti coreani. Il giorno del concerto quasi 5.000 fan, la maggior parte dei quali coreani, si sono recati in biglietteria scoprendo che in realtà i tagliandi a disposizione erano poco più di <a href="http://www.thestandard.com.hk/news_detail.asp?pp_cat=10&amp;art_id=98794&amp;sid=28424926&amp;con_type=3" target="_blank">500</a>. Il sospetto che si sia trattato di una bufala studiata solo per attrarre turisti ha scatenato un vero e proprio putiferio. Dal blog <a href="http://shanghaiist.com/2010/05/31/korean_pop_group_super_juniors_conc.php" target="_blank">Shanghaiist</a>.com si viene a sapere che in un post sul popolare forum Tianya si è accennato anche alla morte di una ragazza, notizia smentita dal quotidiano <em><a href="http://www.zaobao.com/wencui/2010/05/hongkong100531f.shtml" target="_blank">Lianhe Zaobao</a></em> ma riportata come vera del quotidiano Apple Daily, anche attraverso <a href="http://www.thestandard.com.hk/news_detail.asp?pp_cat=10&amp;art_id=98794&amp;sid=28424926&amp;con_type=3" target="_blank">questo video</a>. Altre fonti sostengono che le persone ferite superino il centinaio. Ulteriori episodi incresciosi e incidenti sono stati puntualmente riportati da <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/09/china-ongoing-online-jihad-against-korean-pop-fans/">Global Voices</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La diatriba ha avuto, e continua ad avere, degli strascichi, tant’è che, nonostante il silenzio dei media cinesi, si è scatenata una vera e propria <strong>diatriba </strong>sul Web, partita da un altro post sullo stesso forum Tianya. Vi si legge:</p>
<blockquote><p>“[fan coreani], credete che volontari [dell’Expo] e forze dell’ordine non abbiano anche loro dei fan dalla loro parte?! vi permettete di sputare ma io avrei voglia di ripulirvi dal kimchi presente nel vostro cervello”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La stessa notte del 31 maggio, il sito web della pop band è stato colpito da un attacco hacker proveniente dalla Cina. Tra le altre cose, il manager dei Super Junior è stato accusato di calunnia. La tensione è ulteriormente cresciuta in seguito alla riapertura del sito del gruppo coreano, e in particolar modo, dopo la pubblicazione di messaggi di fan coreani e cinesi che si scusavano con i loro beniamini per lo spiacevole episodio dell’Expo.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio da quest’ultimo episodio è nata la così detta <strong>Crociata 69</strong>, iniziativa promossa da un gruppo di hacker cinesi che hanno  come finestra di comunicazione due siti di gaming on line molto popolari in Cina e che sta lievitando a vista d’occhio sul Web:</p>
<blockquote><p>“Alle 7 del mattino del 9 giugno, riuniremo tutti gli utenti patriottici di Baidu, MOP, Tianya, Sohu, Sina, Tencent, Renren, dell’Associazione degli Haker, degli Haker Rossi e dei vari forum militari combattenti… per farli partecipare alla nostra lotta!!! Abbiamo bisogno di questo tipo di persone al nostro fianco. Speriamo di vederti con noi. La così detta guerra consiste nel creare post e commenti che possano ostruire i normali servizi dei siti prescelti”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come riportato da <a href="http://zonaeuropa.com/201006a.brief.htm#022" target="_blank">Zonaeuropa</a> e <a href="http://www.chinahush.com/2010/06/11/69-jihad-incident-chinese-internet-users-holy-war-against-korean-pop-fans/" target="_blank">China Hush</a>, la cyber guerriglia è stata molto intensa sia sul fronte coreano che su quello cinese. La situazione è ulteriormente degenerata nel momento in cui il motore di ricerca cinese Baidu ha iniziato ad “armonizzare” tutti i risultati delle ricerche che indirizzavano a siti solidali o vicini alla Crociata 69.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le azioni più eclatanti, possiamo citare l’identificazione del webmaster del sito dei Super Junior attraverso l’orami utilizzassimo<a href="http://appunticinesi.blogspot.com/2009/01/il-bene-e-il-male-nel-primo-processo-al.html" target="_blank"> motore di ricerca di carne umana</a> sul forum MOP; l’instabilità di molti forum ospitati da Baidu; l’attacco hacker al più grande sito di e-commerce coreano; l’inaccessibilità di Baidu e, addirittura, il<strong> reindirizzamento</strong> di Baidu su Google!</p>
<p style="text-align: justify;">Trattandosi di scontri virtuali c’è anche spazio per fomentare delle <strong>speculazioni </strong>e <strong>simbolismi</strong>: ad esempio, la crociata virtuale ha avuto inizio sul sito web del noto video game War of Warcraft che già qualche mese fa è stato utilizzato come <a href="../world-warcraft-virtuale-reale/" target="_blank">esempio</a> di libertà da parte del popolo della Rete cinese. La scelta del giorno 9 si riferisce invece agli oltre 9 milioni e mezzo di ragazzi che hanno sostenuto il <strong>goakao </strong>(l’esame di ammissione all’università) proprio in quel giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta del sito ak588.org  utilizzato come spazio di comunicazione dagli hacker e attualmente oscurato, nasconde poi qualcosa di più sinistro dal momento che il sito web appartiene alla compagnia di gaming on line 178.com che, proprio in quel sito ha inserito tutte le istruzioni per effettuare il download di un suo prodotto. Non sarebbe la prima volta che in Cina dietro casi di hackeraggio si nascondano vere e proprie <strong>campagne </strong>di <strong>marketing</strong>, e il caso di<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jia_Junpeng"> Jia Junpeng</a> dello scorso anno ne è la riprova.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfortunatamente, non è nemmeno la prima volta che il Web cinese è teatro di azioni violente di hackeraggio promosse da una forte componente nazionalistica. Ironia della sorte, nel <a href="http://www.globaltimes.cn/www/english/features/metroshanghai/topnews/2010-06/540159.html">2008</a> fu un’altra band Coreana, i <em>Tohoshinki</em>, a scatenare un caso simile: i musicisti avevano inserito un video clip in cui veniva spinto a terra un fan cinese. Anche in quel caso i forum di Baidu furono presi d’assalto sia da giovani nazionalisti che da fan della pop band, arrivando a registrare 200 post al secondo per la durata di due ore.</p>
<p style="text-align: justify;">A distanza di due anni, ecco due episodi di un Web cinese ancora poco “armonioso”, anche se, forse, la mancata armonia dipende da chi e da come si legge.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Chi ha paura della Rete?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 08:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[popolo della rete]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi giorni sono stati registrati alcuni episodi che hanno indotto ad individuare un certo stato di distensione nel controllo del Web cinese. Alcuni servizi come il sito di video sharing Vimeo, l’applicazione Hootsuite, così come il ripristino della connettività nello Xinjiang. Segnali di alleggerimento riscontrabili anche in un articolo pubblicato lo scorso 5 maggio dall’Agenzia di Stampa Nuova Cina in cui si faceva riferimento all’Internet fobia dei funzionari di Partito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/06/party_officials.jpg"><img class="size-full wp-image-1326  aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="IMG_9421" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/06/party_officials.jpg" alt="" width="500" height="337" /></a></p>
<h2><strong>Segnali di apertura nel web cinese? </strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi giorni nel popolo della rete  si è registrato un certo stupore alla notizia che <a href="http://www.vimeo.com/" target="_blank">Vimeo</a>, il noto sito di video sharing, è nuovamente accessibile dalla Cina. Stessa reazione per <a href="http://hootsuite.com/" target="_blank">HootSuite</a> , altra applicazione che consente l’accesso a diversi social network, tra cui Twitter. Ed ancora, un ulteriore segno di distensione nel controllo del Web cinese va riscontrato nel pieno ripristino dei servizi Internet nello Xinjiang lo scorso 14 maggio, provincia in cui l’accesso alla Rete era stato totalmente bloccato in seguito agli ormai noti scontri dello scorso luglio. Anche qui la navigazione on line ha iniziato a tornare  verso gli standard nazionali a partire dallo scorso dicembre  seppur con un accesso limitato solo ad alcuni siti web come <em>Xinhua</em>, <em>Peolple’s Daily</em>, <em>Sina</em> e <em>Sohu</em>.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Una preoccupazione ufficiale</h2>
<p style="text-align: justify;">Forse siamo di fronte a una serie di <span style="color: #000000;">piccoli ma significativi segnali di alleggerimento della censura informatica</span>. Indizi che ho percepiti anche  da voci ufficiali che in teoria dovrebbero cercare di non palesare le criticità del partito.  Ad esempio lo scorso 5 maggio l’agenzia di stampa <span style="color: #ff6600;"><span style="color: #000000;"><em>Xinhua</em></span> <span style="color: #000000;">ha pubblicato un articolo</span> <span style="color: #000000;">dal titolo </span><em><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><a href="http://news.xinhuanet.com/politics/2010-05/09/c_1281781.htm" target="_blank">Il 70% degli intervistati ritiene che i funzionari soffrano di “internet fobia”.</a></span></em></span><a href="http://news.xinhuanet.com/politics/2010-05/09/c_1281781.htm" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #000000;"> </span></span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il questionario intitolato &#8220;<em>L’internet fobia dei funzionari nella Cina Contemporanea&#8221;</em> è stato ospitato nei forum on line più importati del Paese, tra cui <em>Renminwang</em> e <em>Tencentwang</em>. Notevole è stato il riscontro da parte dei netizen: basti pensare che solo in tre giorni ben 5.943 utenti hanno partecipato al sondaggio. Il risultato del questionario on line è stato poi rinforzato da una analoga indagine dei giornalisti del <em>People’s Daily</em> che hanno intervistato altri 300 lettori tra politici e quadri di partito, permettendo così di ottenere un campione di <strong>6.243 intervistati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i dati più rilevanti del sondaggio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il <strong>70%</strong> degli intervistati ritiene che gli ufficiali della RPC soffrano di “Internet fobia”.</li>
<li>Il <strong>68%</strong> degli intervistati ritiene “la preoccupazione di esporre la negligenza lavorativa o cattive azioni può influenzare il lavoro futuro”; il <strong>28%</strong> è dell’idea che “la preoccupazione di esporre informazioni sulla vita privata possa condizionare la vita lavorativa quotidiana”</li>
<li>Un buon <strong>88%</strong> è convinto che l’internet fobia degli ufficiali governativi sia una “buona cosa” poiché in linea con lo sviluppo della società.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’articolo si sviluppa analizzando nel dettaglio questi tre dati e rilevando, ad esempio, come i funzionari che temono maggiormente la Rete sono quelli operanti a livello più basso, <strong>nelle contee</strong>, come dimostra il 47% dei trecento funzionari governativi intervistati. (Una panoramica più articolata la offrono le <a href="http://www.slideshare.net/cineresie/chi-ha-paura-di-internet" target="_blank">slides</a> a fondo pagina).</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che ha maggiormente colpito la mia attenzione è <span style="color: #000000;">l’orientamento n</span>ei  confronti della regolamentazione della Rete<span style="color: #000000;"> espresso dai 300 funzionari intervistati. </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Interrogati sulla via migliore per regolamentare il web,</span> </span>le risposte più frequenti  sono state:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>“creare      un meccanismo d’espressione libero garantendo il controllo tradizionale      sui canali aperti” (43%);</li>
<li>“rafforzare      un sistema giuridico che permetta alla Rete di monitorare quelle leggi che      gli utenti devono seguire e quelle regole che devono rispettare” (40%);</li>
<li>“implementare      il sistema della navigazione con i nomi reali” (10%);</li>
<li>“rafforzare      il controllo e il monitoraggio degli amministratori della Rete” (3%).</li>
</ul>
<h2>Legislazione surreale per giochi  on line e e-commerce</h2>
<p style="text-align: justify;">Come si può notare, vi è una forte richiesta di rafforzare il sistema legale atto a <strong>monitorare </strong>e regolamentare la Rete, una necessità che si consolida con il passare dei mesi ma che non riesce a trovare una posizione univoca e chiara. Alcune testimonianze di tale ambiguità sono state riscontrare proprio negli ultimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, lo scorso 31 maggio il Ministero della Cultura ha promulgato una nuova misura da inserire nel <em>Sistema di monitoraggio famigliare</em>: una regolamentazione che incoraggia i genitori a controllare le abitudini dei loro figli in relazione al gaming on line. La rivisitazione dello scorso 31 maggio impone alle aziende del gaming on line cinese di attenersi agli standard della legge entro la fine del 2010. Una disposizione che non farebbe certo scalpore se non fosse associata al così detto “<a href="http://www.ccnt.gov.cn/xxfb/xwzx/whxw/201005/t20100531_79731.html" target="_blank">Richiamo per l’appropriato gaming degli adolescenti</a>”, un testo siglato dalla Commissione di Supervisione dei Contenuti dei Giochi on line facente riferimento allo stesso Ministero della Cultura insieme ad altre due organizzazioni quali l’ &#8220;Associazione Web per gli adolescenti cinesi&#8221; (<em>zhongguo qingxiaonian wangluo xiehui</em>) e la <span style="color: #ff6600;"><span style="color: #000000;">&#8220;Commissione per l’Informazione Tecnologica nella Scuola Inferiore della Società Cinese dell’Istruzione</span><span style="color: #000000;">&#8220;</span></span> (z<em>hongguo jiaoyu xuehui zhongxiaoxue xinxi jishu jiaoyu xuehui</em>) con lo scopo specifico di ribadire il limite di <strong>20 ore settimanali</strong> di navigazione per gli adolescenti, il <strong>divieto </strong>di dedicarsi a giochi on line a <strong>contenuto violento</strong> e ai giochi di ruolo, (Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game). Il <em>Richiamo</em> è indirizzato anche alla navigazione dei bambini il cui tetto massimo di gaming on line è fissato a <strong>due ore settimanali</strong>, con una spesa di <strong>10 RMB</strong> al mese.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ evidente che si tratta di disposizioni assolutamente in contrasto con l’ormai consolidata industria del gaming on line cinese e decisamente <strong>inattuabili </strong>per la stragrande maggioranza di giovani netizen cinesi. Una ambiguità che renderà impossibile un’implementazione chiara ed efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro settore che evidenzia una forte difficoltà di regolamentazione è quello dell’<strong>e-commerce</strong>. Dal prossimo primo luglio infatti entrerà in vigore la “<a href="http://politics.people.com.cn/GB/11754879.html" target="_blank">Regolamentazione </a>di gestione temporanea sul commercio di prodotti su Internet e le correlata Guida Linea al servizio” promulgata dall’Amministrazione Statale per l’Industria e il Commercio. L’effetto sarà quello di imporre una licenza che richiede una preventiva registrazione nominale a tutti gli utenti intenzionati a vendere dei prodotti on line. Pene dai <strong>10.000 ai 30.000 RMB</strong> sono previste per i trasgressori.</p>
<p style="text-align: justify;">La mole di burocrazia e annesse contraddizioni è ancora più rilevante se si pensa che l’utente sarà tenuto a conservare tutte le fatture più vecchie di due anni. Richieste a dir poco surreali per un settore, quello dell’e-commerce cinese, che ha raggiunto un giro d’affari pari ai 38,5 miliardi di US dollari.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Leggi non scritte</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Sono consapevole che sarà pressoché impossibile testare con mano la veridicità della paura cui si riferiscono gli organi di stampa governativi, <span style="color: #000000;">tuttavia è interessante rilevare alcuni recenti fatti di cronaca, in particolare l&#8217;evento che si è tenuto lo scorso 26 maggio a Chongqing,  quando in città si sono riunite 42 aziende cinesi impegnate nel settore dei media on line</span>. Tra gli ospiti di spessore emergevano i quadri dirigenti di Sina, Sohu, Wangyi, Baidu, etc., che per l’occasione hanno firmato il cosiddetto <a href="http://news.sina.com.cn/c/2010-05-26/164420351417.shtml" target="_blank">Manifesto Rosso</a>, una dichiarazione congiunta rivolta alla <strong>promozione a livello mediatico di Internet</strong>, alla diffusione di prodotti dal contenuto eccellente e al miglioramento delle capacità creative individuali. Il tutto sottolineando il ruolo di una città come Chongqing e facendo riferimento allo <a href="http://baike.baidu.com/view/327183.htm" target="_blank">scoglio rosso</a>, simbolo distintivo della liberazione dai nazionalisti ad opera dell’Esercito Popolare di Liberazione nel 1949.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le frasi pregne di <strong>retorica </strong>mi ha colpito quella di Li Shanyou, amministratore delegato del noto sito di video sharing <em>Ku6</em>, il quale, dopo aver speso delle parole in ricordo del martire comunista Liu Guozhi,<a href="http://news.sina.com.cn/c/2010-05-26/164420351417.shtml" target="_blank"> ammonisce</a> come “durante il periodo rivoluzionario le squadre che non avevano delle ferme convinzioni non potevano combattere, allo stesso modo oggigiorno chi non ha cultura, così come una squadra priva di valori, non può conseguire un successo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: line-through;"> </span><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ciononostante, i</span> segnali di apertura di cui si scriveva all’inizio sono forse da leggere come un contentino agli attori del Web stranieri che dovranno iniziare a confrontarsi con una controparte autoctona più forte, anche fuori da confini nazionali, rispetto a qualche mese fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è di più. Nell’ultimo<a href="http://www.cineresie.info/libro-bianco-internet-cinese/" target="_blank"> <strong>libro bianco</strong> </a>sulla situazione di Internet in Cina, pubblicato l’8 giugno dall’Ufficio d’Informazione del Consiglio di Stato, si legge questa dichiarazione:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«proteggere la sicurezza di Internet è una parte importante della gestione di Internet in Cina, un requisito indispensabile per proteggere gli interessi dello Stato e del pubblico. Il Governo Cinese crede che Internet sia un’infrastruttura utile alla nazione. All’interno del territorio cinese Internet è regolamentata dalla giurisdizione della sovranità cinese».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come dire che l<em>’Internet fobia</em> di cui sopra sembra proprio essere un atteggiamento<strong> molto virtuale</strong> e basta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><object id="__sse4524250" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=060610chihapauradiinternet2-100617043701-phpapp02&amp;stripped_title=chi-ha-paura-di-internet" /><param name="name" value="__sse4524250" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4524250" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=060610chihapauradiinternet2-100617043701-phpapp02&amp;stripped_title=chi-ha-paura-di-internet" name="__sse4524250" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;"><em><span style="color: #808080;">foto credits:</span></em> <a href="http://www.flickr.com/photos/gozilla/4424825944/in/set-72157623474389119/" target="_blank">gozilla</a></p>
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		<title>Internet in Cina: una storia di regole</title>
		<link>http://www.cineresie.info/internet-cina-storia-regole/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 13:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[La regolamentazione di Internet in Cina ha conosciuto tre tappe fondamentali: nella prima si è cercato di individuare soggetti e strutture di riferimento, nella seconda l’obiettivo è stato quello di coinvolgere gli attori economici, l’ultima fase ha invece condotto a ciò che molti osservatori chiamano fase dell’autoregolamentazione. Nonostante il Web cinese sia il più popoloso al mondo, aspetti strutturali e inerenti ad una regolamentazione trasparente sono ancora lontani da definizione chiara. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/05/internet.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-840" title="internet" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/05/internet.jpg" alt="" width="584" height="328" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Analizzare le dinamiche storiche di Internet nella Repubblica Popolare Cinese non è impresa facile principalmente a causa di due fattori: la prima criticità è costituita da una prospettiva temporale, la seconda da una quantitativa. Per quanto lo sviluppo di Internet in Cina sia iniziato nei circuiti accademici, è altrettanto vero che la costruzione di un <em>network</em> che permetta l’accesso al pubblico si è avviato solo intorno alla metà degli anni Novanta.</p>
<h2 style="text-align: justify;">1986: i primi passi, senza regole</h2>
<p style="text-align: justify;">Il primo passo fu mosso il 20 settembre<strong> </strong>del 1987. Nella circostanza, il Prof. Qian Tianbai, all’epoca in carica presso il Progetto CANET (<em>Chinese Academic Network</em>) per la promozione di Internet in Cina, inviò la <strong>prima email</strong> con oggetto “Scavalcare la Grande Muraglia per entrare nel Mondo”. Il progetto fu realizzato anche grazie al prezioso contributo dell’Università Karlsruhe della Germania Ovest. Un altro passaggio molto importante in termini di regolamentazione, fu l’individuazione del <strong>dominio .cn</strong> nell’ottobre del 1990 riconosciuto nell’aprile del 1994 dal National Science Fund (NSF), un passaggio questo che avrebbe permesso alla Cina di connettersi a Internet. Per il riconoscimento ufficiale bisogna però attendere il 20 aprile del 1994, anno in cui Sprint Co. realizzò il primo “linkaggio” effettivamente operativo: da allora si è registrata una crescita impressionante sia in termini di strutture che di numero di utenti. Uno sviluppo che rende oggi la Cina il primo paese al mondo in numero di utenti Internet, forte dei suoi <strong>384 milioni</strong> di utenti (statistiche CNNIC dicembre 2009). Un risultato ancora più sorprendente se si considera che nel primo rapporto CNNIC del 1997 si contavano solo <strong>620mila utenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente lo sviluppo di Internet in Cina può essere letto come una rivoluzione che coinvolge fortemente forme di comunicazione e interazione di molti cittadini, con la conseguente necessità &#8211; sempre più sentita da parte delle autorità &#8211; di formulare una regolamentazione ed avviare una forma di monitoraggio. Nonostante ciò, il periodo che va dal 1987 al 1996 può definirsi <strong>privo di regolamentazione</strong> sia dal punto di vista infrastrutturale che giuridico.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>1995: internet si fa commerciale</strong>, nuove regole</h2>
<p style="text-align: justify;">Fu la <strong>commercializzazione </strong>di Internet nel <strong>1995 </strong>a spianare il terreno per la promulgazione della <em>Temporary Regulation for the Management of Computer Information Network International Connection</em> siglata l’11 febbraio del 1996 e rivisitata il 20 maggio del 1997. Questo può essere considerato il primo set di regolamentazioni orientato a definire/rafforzare il <strong>controllo governativo</strong> su Internet. Un secondo set inclusivo di sei regolamentazioni fu promulgato nel 2000 con l’intento di definire la forma giuridica degli Internet Service Provider nei confronti dei siti Internet cinesi, così come le modalità di investimento previste per le aziende straniere intenzionate ad investire nell’Internet cinese. Tra le due regolamentazioni più importanti incluse in questo nuovo set ricordiamo <em>The Measures for Managing Internet Information Services </em>e <em>The Interim Procedures on Registering</em> and <em>Filing of Online Business Operations. </em>La maggior parte di questi regolamenti fu promulgata direttamente dal Congresso Nazionale del Popolo, dal Consiglio di Stato e dal Ministero dell’Industria e dell’Informazione (MII). Vennero inoltre annunciati altri decreti da governi locali e da altre unità ministeriali.</p>
<h2 style="text-align: justify;">2000: inizia l&#8217;era dell&#8217;auto-regolamentazione</h2>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo tipo di regolamentazione iniziò a svilupparsi intorno agli anni 2000. La diffusione dei punti di accesso al Web, in particolare gli Internet Cafè (<em>wangba</em>), così come il proliferare di strumenti comunicativi come BBS, forum e chat condussero ad una nuova forma di controllo che potrebbe essere definita come <strong>autoregolamentazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2001 ad esempio, gli Internet Cafè iniziarono a essere regolamentati da <em>The Measures for Managing Internet Information Services and the Interim Procedures on Registering</em> che, in seguito ad una decisione del Consiglio di Stato nel settembre del 2002, divennero <em>The Regulations for Managing Internet Information Services and the Interim Procedures on Registering. </em>Stando a questo tipo di regolamentazioni, i gestori di un <em>wangba</em> hanno il dovere di istallare del software di monitoraggio, assumere misure di <strong>sorveglianza </strong>e di <strong>monitoraggio</strong>, riferire alle autorità competenti .</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i soggetti chiamati a monitorare le attività degli utenti cinesi vi sono anche gli Internet <em>publisher</em> e i gestori di siti e portali. Il 27 aprile 2002 il MII promulgò<em> The Interim Provisions on the Administration of Internet Publication </em>definendo gli editori come responsabili circa la “<strong>legalità </strong>dei <strong>contenuti</strong>” presenti nei propri spazi, di conseguenza spettava loro il dovere di rivedere ed esaminare tutti i contenuti pubblicati dagli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo, è possibile sostenere che la regolamentazione di Internet in Cina ha conosciuto <strong>tre fasi</strong>.</p>
<ul>
<li>La prima va dal 1993 al 1999: durante questo periodo, nè la regolamentazione nè l’attività di monitoraggio erano state ancora indirizzate con precisione da nessuna istituzione.</li>
</ul>
<ul>
<li>La seconda fase si focalizza intorno ai primi anni 2000: nel corso di questa fase si è manifestata un’azione più collaborativa nella regolamentazione in cui gli agenti del business – in particolare gli ISP &#8211;  iniziarono ad essere particolarmente coinvolti anche nell&#8217;auto-regolamentarsi.</li>
</ul>
<ul>
<li>L’ultima fase va dal 2002 ai giorni nostri e può essere considerata l’ultimo livello nella legislazione dell’Internet cinese anche perché è maggiormente orientata agli utenti finali che rischiano sanzioni pesanti se navigano in maniera illecita.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Alcuni ricercatori sono del parare che il mantenimento di questo sistema sia garantito anche dalla <strong>vaghezza </strong>con cui vengono definiti illegali determinati comportamenti che coinvolgono la proliferazione di notizie, atti sovversivi rivolti al rovesciamento dello Stato, divulgazione di <strong>segreti di stato</strong>. I diversi metodi con cui i regolamenti sono interpretati così come gli elementi aggiuntivi introdotti prima che i regolamenti venissero promulgati ufficialmente, inducono l’utente cinese a <strong>desistere</strong> dal gestire un certo tipo di contenuto.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Uno scudo d&#8217;oro per il web cinese</h2>
<p style="text-align: justify;">Da una prospettiva storica, l’approccio alla regolamentazione può dirsi cambiato rispetto ai primi tempi; nel corso dei primi cinque anni il governo cinese ha segnato la distinzione tra “cyberspazio globale” e “cyberspazio domestico”. Questo tipo di distinzione si realizzò anche grazie alla costruzione del più grande firewall al mondo, un’infrastruttura imponente anche in termini di spese con lo scopo di filtrare e censurare le attività on line degli utenti e bloccando l’accesso ad alcuni indirizzi IP. Il<em> <strong>Progetto Scudo d’oro</strong></em><strong> </strong>(<em>jindun gongcheng</em>), il cui nome fu assegnato del Ministero della Pubblica Sicurezza, ha avuto inizio nel 1998. Le operazioni ebbero invece inizio nel 2003 con dei costi decisamente elevati sia per la produzione &#8211; secondo la CCTV,<strong> 6,4 milioni</strong> di RMB (650 milioni di euro) – che per la gestione, come dimostrano i 30.000 poliziotti coinvolti nel progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il <em>Progetto Scudo d’Oro</em> può essere considerato un espediente per contrastare la proliferazione di contenuti illegali nell’Internet cinese provenienti sia dall’esterno che dall’interno del Paese, è altrettanto importante sottoliniere il fatto che in Cina esistono solo <strong>nove agenzie</strong> riconosciute dal governo cui è permesso di stabilire un <em>Interconnecting network</em> e di erogare le licenze operative ai <em>provider</em> (ISP). Tra queste il CSTNET di proprietà dell’Accademia delle Scienze, UNINET, di proprietà di <em>Unicom</em>, CNCNET di proprietà del <em>ChinaSat</em>, CIETNET di proprietà della<em> China International E-Trade Commission</em> e il CGWNET di proprietà del gruppo <em>China Great Wall</em>. Secondo la struttura gerarchica questi network necessitano di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gateway" target="_blank"><em>gateways</em></a> internazionali che sono controllati dal Ministero dell’Industria e dell’Informazione con sede a Pechino, Shanghai e Canton.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Telecomunicazioni: ministeri in conflitto</h2>
<p style="text-align: justify;">Al vertice della struttura dell’Internet Cinese vi è il Ministero dell’<strong>Industria e dell’Informazione</strong>: ha il compito di gestire i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gateway" target="_blank">gateway</a> governativi al livello più alto. Al secondo livello ci sono gli <em>Internet Service Provider </em>(ISP) con l’obiettivo di gestire gli <em>interconnecting network</em> ed installare filtri per prevenire contenuti <em>nocivi</em>. In questo modo l’Internet cinese potrà contare sia su una cornice giuridica che su una struttura imponente che dovrebbe garantire una sostenibilità del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure permangono alcune criticità<strong> </strong>abbastanza rilevanti per i due maggiori organi che gestiscono struttura e contenuto dell’Internet cinese. Fino al 1998 i Ministeri incaricati della <strong>gestione delle telecomunicazioni </strong>erano due: il Ministero delle Poste e delle Telecom (MOT) e il Ministero dell’Industria Elettronica (MEI). Mentre il primo aveva un controllo sostanziale sulle telecomunicazioni, al secondo spettava prendere decisioni inerenti alla manifattura di prodotti rivolti all’informazione tecnologica (oltre a ciò il MEI era il più grande manifatturiere di settore in Cina). Nel 1998 i due Ministeri vennero uniti dando così vita al Ministero dell’Industria e dell’Informazione (MII) che rappresenta oggi il maggiore regolatore delle telecomunicazioni e di Internet in Cina, assumendosi la responsabilità sull’amministrazione generale ed erogando le licenze necessarie agli operatori delle telecomunicazioni e agli ISP.</p>
<p style="text-align: justify;">La creazione del MII non è stata impresa facile anche perché avrebbe dovuto includere il Ministero della Radio, Film e Televisione (MRFT). L’opposizione di molti burocrati, così come la pressione del dipartimento di Propaganda, i quali credevano che la creazione di un unico Ministero avrebbe danneggiato il ruolo dell’autorità di trasmissione, hanno fatto sì che il MRFT venisse rinominato in SARFT (Amministrazione Statale Radio Film e Televisione) tutelando così il suo precedente potere amministrativo sulle operazioni di trasmissione e cablaggio. Naturalmente il ruolo del SARFT risulta oggi decisivo per il contenuto generato su Internet che negli ultimi anni è cresciuto a dismisura anche a causa della crescita del Web 2.0. Esempi di contrasto tra i due Ministeri furono registrati già nel 1998 quando la SARFT decise di implementare il suo piano di costruire un suo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Backbone_network" target="_blank">backbone network</a> indipendente. Durante lo stesso periodo alcuni network municipali si connessero al backbone della SARFT dal momento che un “acquisto” da parte del MII sarebbe stato letto come un prendere il controllo sulla loro infrastruttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni sono stati registrati molti conflitti tra MII e SARFT tanto che il Consiglio di Stato ha dovuto emanare diverse <strong>circolari congiunte</strong> tre i due enti al fine di evitare una politica “anti – convergente”. La diatriba è ancora lungi dall’essere sedata, anche perché potrebbe essere letta come un conflitto tra il Consiglio di Stato e il Dipartimento di Propaganda del Partito. Le scelte del primo derivano da <strong>logiche prevalentemente economiche</strong> e sono rappresentate dal MII, mentre gli atteggiamenti del Dipartimento di Propaganda scaturiscono da <strong>imperativi ideologici</strong> rappresentati dal SARFT.</p>
<p style="text-align: justify;">Contrasti tra le istituzioni e disordine nella cornice giuridica denotano come l’Internet Cinese sia da definirsi ancora in uno stato di <strong>maturazione</strong>. Per quanto sia considerato lo spazio virtuale più popoloso al mondo molti obiettivi necessitano ancora di essere conseguiti nel prossimo futuro prestando particolare attenzione alla regolamentazione e ad una più trasparente<strong> </strong>gestione interna.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><em>Pubblicato in inglese sulla Newsletter del China Media Observatory, Università di Lugano, marzo 2010. L&#8217;autore è a disposizione per fornire le note bibliografiche.</em></span></p>
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		<title>Quanto è lontano QQ mobile?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 20:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Come dimostrano le ultime statistiche CNNIC sono 233 milioni gli utenti cinesi che navigano servendosi di un cellulare, proprio per questo motivo il mercato della telefonia mobile in Cina è sicuramente uno dei più promettenti in Asia. Nonostante sia ancora presto per individuare un leader di settore si ha l’impressione che QQ presenti tutte le credenziali per bissare il successo maturato nel corso degli ultimi anni nel campo della messaggeria istantanea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/05/qq-mobile.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-565" src="http://www.cineresie.info/wp-content/uploads/2010/05/qq-mobile.jpg" alt="" width="283" height="283" /></a><strong>QQ</strong> è sicuramente una delle realtà più importanti del Web asiatico. I suoi margini di crescita sia economica che sociale hanno raggiunto degli standard di indubbio interesse. Nonostante QQ e molti servizi ad esso collegati continuino a mantenere un primato indiscusso, almeno nel contesto cinese, tuttavia nuove sfide su nuovi scenari si proiettano all’orizzonte. A tal proposito, la presenza del pinguino (mascotte di QQ)  nel presente e nel futuro dell’internet mobile cinese è un tema che merita attenzione, soprattutto in virtù dei<strong> 233 milioni</strong> di cittadini cinesi che navigano sul Web grazie a dei cellulari (60,8% dell’utenza totale).</p>
<p style="text-align: justify;">Un po’ di tempo fa ho avuto moto di poter apprezzare un post pubblicato dal blogger cinese <strong>Zhang Laifu</strong>, esperto Web del progetto <a href="http://www.kenengba.com/post" target="_blank">Kenengba</a>, uno dei siti cinesi più popolari, puntuali ed interessanti in termini di studio del Web cinese e recentemente <a href="http://www.herdict.org/web/explore/detail/id/CN/3027/32767;jsessionid=5E11EFB211242788390D29830C9AF901" target="_blank">oscurato</a> senza motivo. Riprendo alcuni spunti interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver riconosciuto il ruolo sempre più popolare di mezzi come l’Internet mobile, gli standard 3G, il VoIP, le reti wireless in relazione alla telefonia mobile, il mercato cinese ha in serbo scenari estremamente interessanti per una delle aziende più importanti in Cina e oltre confine. QQ, a detta dello stesso Zhang, rappresenta ormai una realtà ineludibile  nella vita di  gran parte dell’utenza dello Stato di Mezzo. Tale situazione implica che necessariamente il mezzo d’informazione finale estenda le sue potenzialità anche nella <strong>vita reale</strong>. Da qui il titolo del suo dettagliato post: <a href="http://www.kenengba.com/post/2768.html" target="_blank">Quanto è lontano QQ mobile?</a></p>
<p style="text-align: justify;">Se in passato la <strong>definizione di Internet</strong> non costituiva una questione fondamentale, oggi si avverte invece la necessità di definire il concetto di Rete. Secondo il blogger si potrebbe asserire che Internet è un sistema di relazioni sociali ed insieme un mezzo d’informazione. Sarà forse un po’ riduttivo, ma occorre riconoscere che proprio grazie al proliferare degli <strong>SNS</strong>, dei <strong>forum</strong>, del <strong>mobile</strong> la Rete virtuale è oggi in grado di penetrare nella società in maniera più fedele alla realtà. Un processo che ha permesso a Internet di essere riconosciuto come una struttura indispensabile, simile all’aria, all’acqua e alla elettricità e, per questo, molto più naturale di quanto non lo fosse in passato, quando si poneva più attenzione al mezzo che non ai contenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale struttura necessita tuttavia di un veicolo ancora più adatto e versatile che non può più essere rappresentato dal PC: si apre la strada ad altri strumenti, cellulare in primis. Volendosi proiettare in previsioni ancora più futuristiche, si potrebbe pensare ad un orologio da polso o ad un altro accessorio. Al di là dei voli pindarici, è importante partire da una prospettiva storica che illustri le variazioni nel sistema produttivo del cellulare:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L’industria      del cellulare di prima generazione si basava su di un sistema di      produzione dagli accessori tradizionali. La procedura era abbastanza      standardizzata dal sistema di comunicazione. Tra i produttori della primo      stadio: Ericsson, Motorola, Nokia, Siemens.</li>
<li>Il      grande flusso di consumatori ha avuto l’effetto inevitabile di modificare      l’aspetto produttivo. Ad esempio Nokia ha trasformato il suo prodotto in      un bene di consumo, di utilizzo quotidiano, avendo così il merito di compilare      le nuove regole del gioco; anche per questo motivo Nokia è ancora un      leader di settore mentre Siemens ed Ericsson rimangono ancora esempi del      primo stadio.</li>
<li>Altri      passi in avanti nel settore sono stati mossi da compagnie asiatiche come      LG e Samsung che, pur non avendo apportato delle modifiche sostanziali nei      sistemi strutturali, hanno coperto un ruolo rilevante nel design. Nel      frattempo Nokia, RIM e Apple sperimentavano i primi sistemi operativi.</li>
<li>Tra      i grandi produttori mondiali della telefonia mobile non si può sorvolare sull’<strong>assenza </strong>di due <strong>grandi imprese</strong> cinesi<strong> </strong>che hanno finora registrato difficoltà nel fare breccia nel settore,      anche se a causa di una palesata incapacità nell’affrontare in maniera      competitiva sfide come quella del design, dei chip, dei sistemi operativi:      colossi come <strong>Lenovo</strong> e <strong>Haier</strong> hanno certamente peccato in creatività,</li>
<li>Nonostante      ciò l’azienda taiwanese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/MediaTek">MTK</a> ha dimostrato, almeno nello Stato di Mezzo, di saper rompere gli schermi      assemblando chip a basso costo, utilizzando un solo sistema operativo e      simili, apportando delle modifiche minime, come led o cover      extraresistenti. Modifiche di poco conto, ma che hanno comunque aperto una      possibilità di accesso nel mercato (e nel sociale, come dimostra l’ormai      consolidato fenomeno <a href="http://ingigi.blogspot.com/2009/06/shanzhai-che-passione.html" target="_blank"><strong>shanzhai</strong></a>) offrendo un prodotto semplice ed      estremamente funzionale. E’ evidente che si tratta di accorgimenti banali      che hanno tuttavia permesso ad una piccola azienda di ottenere spazio in un mercato in      cui grandi marchi locali hanno sempre fatto fatica ad entrare.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Passando ad una prospettiva più tecnica, si può notare come oggi il mercato dei sistemi operativi per telefonia mobile sia estremamente vario. Linux, Symbian, iPhone, Win CE, Palm OS, Android sono solo i nomi più blasonati (non si dimentichi che spesso esistono numerose versioni per ognuno di essi). La situazione, se possibile, è ancora più confusa in Cina dal momento che qui, tra gli operatori, manca ancora una fase di confronto, per cui ogni  produttore agisce in base allo standard a lui più congeniale. Tra le esperienze più riuscite in generale, di certo occorre registrare quella di <strong>iPhone</strong> che si avvale di una versione ottimizzata del sistema operativo MacOS X, mentre in Cina si è affermato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Meizu">meizu</a>, smartphone che unisce funzionalità telefoniche e capacità multimediali avvalendosi del sistema operativo Windows.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando anche questo ultimo stadio dell’industria della telefonia sarà standardizzato, gli sviluppatori non saranno più considerati come attori produttivi ma come <strong>fornitori di servizi</strong>. A quel punto il consumatore non avrà più bisogno di chip particolari o di sistemi operativi ma di contenuti e applicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono due i nuovi attori sulla scena della telefonia mobile su cui Zhang si sofferma: Apple, per il suo iPhone e gli Apple store, e Google, per aver realizzato Nexus One e molte applicazioni destinate al mercato dei cellulari, prime fra tutte Google maps e Gmail mobile. A Dell, il più grande produttore di computer al mondo, viene invece attribuito un ritardo difficilmente colmabile. Un riferimento un po’ forzato ma interessante è invece rivolto a Taobao, azienda che si limita semplicemente ad offrire un servizio, a differenza di Apple e Dell, che puntano a guidare il consumatore dal PC al cellulare, e di Google, che mira a condurre il consumatore dal sistema operativo al cellulare. La strategia di Taobao è quella di non distaccarsi dalle esigenze dei propri consumatori e di mantenersi all&#8217;interno del proprio settore distintivo, quello della vendita on line.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrando più nello specifico, Zhang nota come sebbene gli <strong>standard VOIP </strong>siano malvisti dagli operatori cinesi che hanno manifestato ostilità e paure nei loro confronti, bisogna comunque riconoscere che un numero sempre più considerevole di utenti QQ utilizza maggiormente gli standard VOIP grazie ai servizi di videofonia offerti dal servizio di messaggeria istantanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento QQ è considerata la terza compagnia di settore al mondo in termini di valore di mercato con<strong> </strong>i suoi <strong>300 mld</strong> di yuan. Nonostante il successo finora raggiunto, QQ è ancora nelle condizioni di ampliare la sua crescita; ma affinché possa realizzare questo obiettivo dovrà dimostrarsi capace di gestire un numero di utenti attivi sempre maggiore e di garantire loro dei servizi che permettano una presenza on line ancora superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le migliorie che l’azienda di Shenzhen dovrà affrontare nel settore del mobile prevale<strong> l’interfaccia grafica</strong>, da molti ritenuta poco gestibile ma non è da trascurare il sistema operativo e una gamma di servizi  incompleta che obbliga spesso l’utente a rivolgersi al web effettuando un nuovo login. Decisamente un sistema poco fluido e macchinoso. La pesantezza del sistema operativo inoltre vincola l’azione in multitasking tant’è che è spesso necessario essere offline per condurre operazioni semplici come effettuare una chiamata o inviare un sms.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successo di QQ riscosso on line rischia di non essere replicato nel mobile. Se è vero che su PC è possibile accedere al completo parco servizi che va dall’email, alla messaggeria istantanea, al SNS, alla sezione del gaming on line, all’e-commerce, non si può affermare altrettanto per il<strong> sistema operativo</strong> previsto per QQ mobile, che richiede diverse operazioni per accedere ad ogni servizio. Nonostante ciò, non va dimenticato che QQ dispone di un rilevante numero di utenti. Il vero valore aggiunto, secondo Zhang, sarebbe quello di permettere agli iscritti di scambiarsi suggerimenti e migliorie, un approccio che permetterebbe a QQ di rafforzare (se ce ne fosse ancora bisogno) lo spirito di comunità ma soprattutto di raccogliere informazioni utili volte al perfezionamento del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli esempi di successo nel mercato cinese, emergono l’iPhone e <a href="http://tbphone.taobao.com/">Taobaoshouji</a>. Secondo Zhang, QQ dovrebbe ripercorrere alcuni passaggi simili al fine di velocizzare l’entrata nel settore della telefonia mobile: quello che sembra imprescindibile è l’alleanza con uno dei tre maggiori <strong>operatori telefonici</strong> cinesi (China Unicom, China Mobile e China Telecom), sulla scia delle collaborazioni che tra iPhone e Ciguar o, rimanendo in Cina, tra Taobaomobile e China Telecom. Stando alla situazione attuale, la candidata più accreditata sembra essere <strong>China Unicom</strong> anche a causa della propria struttura, particolarmente compatibile con gli standard di QQ. Da un punto di vista prettamente economico, l’alleanza sarebbe quanto mai propizia, dopotutto potrebbe metterebbe letteralmente in contatto gli oltre 300 milioni di utenti QQ con i 150 milioni di utenti China Unicom.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro aspetto da non sottovalutare è quello del <strong>brand</strong>. L’idea sarebbe quella di progettare un dispositivo cellulare capace di valorizzare il marchio di QQ, come ha già fatto Taobaoshouji, con la differenza che QQ potrebbe puntare ad evitare forme di outsourcing attingendo alle risorse interne relativamente a campi come il design development e sfruttando il contatto con <strong>Huawei</strong>, importantissimo attore a livello internazionale nella telefonia mobile. In merito a quest’ultima considerazione va rilevato come molti dipendenti QQ abbiano alle spalle un trascorso in Huawei e viceversa. Anche in questo caso sembrano emergere interessanti premesse per un gemellaggio tra due importantissimi attori nello scenario asiatico di Internet e della telefonia mobile.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prospettive di sviluppo non sono poche. Forse alcune previsioni possono anche sembrare azzardate, ma l’aspetto che maggiormente mi colpisce è la speranza di Zhang rivolta a sfatare il luogo comune dell’industria del Web cinese spesso criticata per l’assenza di <strong>creatività </strong>e per l’incapacità di proiettarsi nel futuro. Più che di un luogo comune, molto probabilmente si tratta di una realtà che coinvolge anche altri settori industriali cinesi. Chissà che non sia proprio QQ a suggerire uno storico cambio di tendenza.</p>
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