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[di | 1 set 2013 | Commenti disabilitati | ]

Negli ultimi due decenni, la narrazione del miracolo economico cinese è stata affiancata da un discorso altrettanto forte in cui la Cina viene descritta come un “vulcano sociale” sul punto di esplodere. Innumerevoli studi hanno raccontato il rapido aggravarsi del divario tra città e campagna, così come le implicazioni sociali e politiche della crescente disoccupazione di fasce sociali un tempo privilegiate, quali gli ex-lavoratori statali e i laureati. Una letteratura sempre più vasta si è soffermata sui problemi dei gruppi sociali svantaggiati (ruoshi qunti), in particolare lavoratori migranti, cassintegrati …

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[di | 3 mag 2013 | Commenti disabilitati | ]
Gao Yuning, La Cina come officina del mondo

China as the workshop of the world – di Gao Yuning, (Routledge, 2012, 230 pp.)

Nei dodici anni trascorsi dal suo ingresso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, la Cina è stata spesso descritta come l’“officina del mondo” o, in alternativa, come la “fabbrica del mondo.” Sebbene questi due termini comportino differenze sostanziali – dopotutto, una fabbrica implica un livello di sofisticazione ben diverso da un’officina – un uso ripetuto e indiscriminato sulla stampa e nell’accademia li ha resi pressoché sinonimi e in questo modo ogni tentativo di promuovere una visione più accurata …

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[di | 19 ott 2012 | Commenti disabilitati | ]
Zhou Litai, segni di un’epoca che cambia

I segni del cambiamento di un’epoca si colgono innanzitutto nelle piccole cose. Ecco allora che il fatto che Zhou Litai, un avvocato impegnato da oltre sedici anni nella tutela dei diritti dei lavoratori migranti, all’inizio di settembre abbia deciso di abbandonare in sordina Shenzhen per dedicarsi a casi più redditizi altrove, racconta una storia molto più complessa di quanto non sembri a prima vista.
Anche se i più non ne avranno mai sentito parlare, Zhou Litai non è certo un avvocato qualunque. Egli è stato uno dei primi professionisti del diritto …

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[di | 19 ott 2012 | One Comment | ]
La legge come un’arma in mano ai lavoratori?

Find a lot of listings related to temporary agencies Phoenix in our website. Da decenni ‘Cina’ e ‘lavoro’ sono un binomio inscindibile agli occhi dell’opinione pubblica occidentale. Storie cinesi di salari da fame o addirittura non pagati, incidenti sul lavoro, licenziamenti di massa, proteste operaie sono state riportate con regolarità dalla stampa internazionale, contribuendo alla pessima fama di quella che è stata definita la ‘fabbrica del mondo’. Eppure, ciò che colpisce maggiormente l’osservatore non è tanto la diffusione dei fenomeni di sfruttamento in Cina, quanto piuttosto il fatto che essi accadano a dispetto della retorica dello Stato cinese sulla necessità di tutelare i …

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[di | 16 lug 2012 | Commenti disabilitati | ]
Sindacato cinese: da cintura di trasmissione a nuovo corporativismo

Che il sindacato abbia un ruolo cruciale nell’influenzare gli umori delle masse e mobilitare la base, Lenin lo aveva capito sin dall’inizio del secolo scorso, quando nel suo classico “Che fare?” aveva affermato che tutti i membri del Partito avrebbero dovuto essere attivi nel sindacato nel tentativo di influenzarne i membri. Poi era tornato sull’argomento nel dicembre del 1920, in occasione di uno dei tanti scontri interni al Partito Comunista dell’Unione Sovietica: “La dittatura del proletariato non può funzionare senza un certo numero di ‘cinture di trasmissione’ tra l’avanguardia [il …

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[di | 2 lug 2012 | One Comment | ]
Napoleone sulla Via della Seta

Viaggiando nelle campagne cinesi ci si può aspettare di tutto. Anche di trovare un cartellone pubblicitario su cui un Napoleone trionfante guida una carica di cavalleria all’attacco di un’antica cittadina cinese. Nel caso specifico, il condottiero francese viene mobilitato per promuovere il turismo nella contea di Yongchang e nel villaggio di Zhelaizhai, i cui abitanti si dice discendano da legionari della legione perduta di Crasso. Certo, Napoleone non era romano, ma questo è solo un dettaglio.

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[di | 18 giu 2012 | Commenti disabilitati | ]
ONG del lavoro in Cina: strategie di sopravvivenza

Nelle ultime settimane, le ONG del lavoro del Guangdong sono finite vittima dell’ennesima campagna intimidatoria. Eppure, anche in circostanze così drammatiche non ci si può esimere da una riflessione più generale sul rapporto tra queste ONG e lo Stato. Molti credono che in Cina si possa distinguere tra organizzazioni “buone”, indipendenti dallo Stato, e organizzazioni “cattive”, realtà riconosciute dall’ufficialità. Ma ha davvero senso ragionare in questi termini?

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[di | 29 mag 2012 | Commenti disabilitati | ]
Il presunto risveglio dei lavoratori cinesi (due anni dopo)

Stando a notizie apparse su media locali, lo scorso 29 marzo oltre cinquecento lavoratori dello stabilimento di Longgang (Shenzhen) della giapponese Ohms Electronics, una sussidiaria della Panasonic, sarebbero scesi in sciopero con una piattaforma di richieste riguardanti welfare e salari. Singolarmente, nel documento che elencava le rivendicazioni, oltre alle varie questioni economiche i lavoratori lamentavano anche la mancanza di rappresentatività del sindacato aziendale.

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[di | 16 mag 2012 | 2 Comments | ]
Una conversazione con Anita Chan

Anita Chan, visiting fellow dell’Australian National University, è un’autorità indiscussa sulle questioni del lavoro in Cina. Dopo aver iniziato la sua carriera accademica occupandosi della generazione delle guardie rosse, della società rurale cinese e dei movimenti di massa in Cina, da quasi due decenni si occupa di lavoratori cinesi. L’abbiamo incontrata in marzo e abbiamo discusso con lei alcuni degli ultimi sviluppi nella situazione del lavoro in Cina.

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[di | 10 mag 2012 | One Comment | ]
Lavoratori cercansi: una lettura della carestia di migranti

All’inizio di marzo 2012, il comune di Xintang a Guangzhou, un luogo conosciuto come la “capitale dei jeans”, si è trovato paralizzato a causa dall’assenza di lavoratori migranti. Nello stesso periodo, si stimava che nella provincia dello Hubei fossero circa seicentomila i posti di lavoro rimasti vacanti, contro circa un milione di lavoratori mancanti all’appello nel Guangdong. Tutto questo si è trasformato nell’ennesimo dibattito sulla questione della “carestia” di lavoratori migranti.

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