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Nei disordini operai di questi giorni, c’è un convitato di pietra: il sindacato ufficiale. Che fa quest’organizzazione per difendersi dalle infamanti accuse che le stanno piovendo addosso da tutte le parti? Come al solito, dibatte nel chiuso dei propri uffici e al massimo arriva a far trapelare qualche dichiarazione di circostanza. L’apice è stato toccato il 29 maggio, quando il sindacato ha reso pubblico un documento in cui si sottolineava la necessità di mantenere la stabilità sociale. L’opinione di un netizen.
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Ran Yunfei (1965), detto Ran “il bandito” è originario del Sichuan. Attivo in rete sin dal 2002, vive a Chengdu dove lavora come redattore presso l’associazione degli scrittori cinesi della Provincia. E’ sicuramente uno dei blogger cinesi più critici contro il governo e molti dei suoi blog sono bloccati dall’inizio del 2009. In questo post intitolato “l’ondata operaia e gli incidenti di massa” riflette sulle recenti tensioni nel mondo del lavoro in Cina.
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Per nove milioni e mezzo di giovani studenti cinesi questi sono i giorni del gaokao, la prova che decide, in base al punteggio, l’accesso alle migliori università del Paese. I posti disponibili quest’anno sono 6.570.000. Chi rimarrà fuori si metterà molto probabilmente alla ricerca di un lavoro, cosa non così facile di questi tempi visto l’elevato numero di laureati cinesi ancora disoccupati.
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In questa intervista Wu Hao, vice responsabile del dipartimento di propaganda dello Yunnan recentemente criticato in pubblico da alcuni studenti, racconta la sua “propaganda 2.0″. Wu è noto per le sue idee all’avanguardia in termini di comunicazione, trasparenza e gestione delle notizie. Oltre a essere stato il primo politico cinese a utilizzare i social network per l’interazione fra istituzioni e cittadini, è divenuto celebre per il modo in cui, nel febbraio del 2009, gestì il famigerato “incidente del nascondino”.
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Tan Zuoren era un semplice cittadino che conduceva un’inchiesta ed è stato trasformato in un calunniatore, in un “dissidente” legato a cospiratori residenti fuori dalla Cina. In questa sentenza c’è tutta l’infamia di un potere fragile, che condanna una suo cittadino assetato di giustizia ma non ha nemmeno il coraggio di scrivere chiaramente quali sono i reali motivi della condanna.
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Quando nel luglio del 2009 la Gongmeng ha ricevuto la famigerata multa che ne ha decretato la chiusura, Xu Zhiyong, il più noto dei fondatori di quest’organizzazione di avvocati per la tutela dei diritti, si è abbandonato ad uno sfogo sul proprio blog. Questa è la traduzione integrale di questa preziosa testimonianza di impegno civile.







