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Cheng Wenjun: sulle tracce di Mao

di | 18 January 2012 | 4 Comments |

Cheng Wenjun è un fotografo e scultore cinese.

Circa vent’anni fa, quando ancora lavorava per un’agenzia pubblicitaria e si trovava in trasferta nella provincia dello Xinjiang, si trovò a scattare una fotografia che gli avrebbe cambiato la vita. Il soggetto era una statua di Mao Zedong, il braccio destro a indicare verso mete lontane, che sorgeva al centro della piazza di Kashgar, antico centro lungo la Via della Seta.

Per quanto Cheng ne sapeva, un’ordinanza emanata dal governo centrale nel lontano 1980 aveva imposto che le statue di Mao sparse per il paese venissero abbattute. Quella foto lo colpì come un fulmine: quel giorno comprese che se una statua di Mao si era conservata anche in quel luogo così lontano dal mondo e dall’immaginario comunista, le effigi dedicate al Presidente Mao sparse per il Paese dovevano essere ancora decine, se non centinaia. I luoghi e le storie legate a questi simboli del culto della personalità del Grande Timoniere andavano documentati prima che fosse troppo tardi.

Nel frattempo la Cina si è trasformata, la forma di molte città è stata stravolta, molte statue non ci sono più, ma altre sono rimaste in piedi, protette dalle comunità locali o assurte a simbolo di un passato sempre più mitizzato.

Dal 1997 Cheng viaggia per il paese cercando di documentare quanto di questo passato è sopravvissuto. Nel suo cammino incrocia storie, persone e luoghi che raccontano del cambiamento e della memoria di colui che, nonostante le immense tragedie causate nei decenni in cui è stato al potere, è rimasto sempre nel cuore del popolo.

Lo slideshow che proponiamo è stato realizzato in occasione della mostra che si è tenuta a dicembre 2011 a Venezia nella Biblioteca alle Zattere, in collaborazione con il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari e l’Istituto Confucio veneziano.

4 Commenti »

  • make said:

    Bel lavoro. Grazie cineresie.

  • Giulia said:

    Grazie del contributo, proprio bello!

  • Paola Paderni said:

    Interessante e istruttivo. Ho un dubbio se sia vero che fosse stato dato ordine di abbattere le statue di Mao nel 1978.

  • Ivan Franceschini said:

    Effettivamente abbiamo fatto confusione con l’anno, in quanto non era il 1978, ma il 1980 (abbiamo corretto il post e ci scusiamo con i lettori). L’undici agosto 1980 il Comitato Centrale del PCC ha emanato l’indicazione《关于坚持“少宣传个人”的几个问题的指示》in cui tra le altre cose si leggeva che “毛主席像、语录和诗词在公共场所挂得太多,这是政治上不庄重的表现,有碍国际观瞻,今后要逐步减少到必要的限度”. Si può discutere su cosa si intendesse con la riduzione “nei limiti del necessario”, ma di fatto questo comportò la distruzione di quasi tutte le statue, tanto che da migliaia che erano ne rimasero in piedi solo poche centinaia.

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