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Cineresie, ultima fermata…

di | 9 luglio 2012 | 20 Comments |

Non è passato molto tempo da quando, nel maggio del 2010, abbiamo deciso di lanciare Cineresie come un esperimento in cui cercavamo di trovare nuovi approcci per raccontare l’attualità cinese. Anche se da allora ne abbiamo fatta di strada, come testimoniano gli oltre duecento post originali pubblicati, le gallerie fotografiche, i video, il documentario che abbiamo girato, i libri e gli articoli che abbiamo scritto, gli eventi cui abbiamo partecipato, ora però è giunto il momento di voltare pagina e salutarci.

In questi due anni Cineresie è stata una fonte di grandi soddisfazioni. Il blog non solo ci ha dato la libertà di raccontare la Cina a modo nostro, ma ci ha anche consentito di avere un contatto diretto con voi, i nostri lettori. E sono proprio i vostri commenti la nostra più grande soddisfazione e l’unico supporto che ci ha permesso di continuare a lavorare su base interamente volontaria. Cineresie ci ha anche permesso di avere l’onore di ospitare gli scritti e le parole di vari contributori, quelle persone le cui voci vorremmo sentire più spesso nel dibattito italiano sulla Cina, e a tutte queste persone che hanno accettato di dedicarci un po’ del loro tempo e del loro lavoro siamo molto grati.

Purtroppo non siamo riusciti a trasmettere quella voglia di sperimentare e di dialogare a cavallo fra accademia e giornalismo che ci eravamo prefissi, ma continuiamo a credere nella necessità di aprire il dibattito sulla Cina anche nel nostro Paese, mettere in comunicazione esperienze e professionalità diverse, uscire da cliché, luoghi comuni e copia-incolla dai siti di lingua inglese. Crediamo insomma che sia necessario trasformare le solite cineserie in qualcosa di diverso e più stimolante.

Non sappiamo ancora quale sarà il futuro di Cineresie, vorremmo dirvi che questo è solo un arrivederci. Di sicuro il blog rimarrà a disposizione di chi vorrà consultarne i contenuti e la pagina Facebook continuerà ad essere aggiornata. Lo spirito di Cineresie continuerà in parte in un’iniziativa di respiro internazionale che annunceremo presto. Se avete riflessioni, commenti e idee che vi suscita questa nostra decisione è questo il momento di esprimerli.

Grazie di nuovo a tutti e arrivederci!

Ivan Franceschini

Tommaso Facchin

Andrea Enrico Pia

Gianluigi Negro

photo credits: life in Asia NZ

20 Commenti »

  • Nicolò said:

    come mai ragazzi? mancanza di tempo o fondi? e in che senso “non siamo riusciti a trasmettere quella voglia di sperimentare e di dialogare a cavallo fra accademia e giornalismo”?

  • Susanna said:

    Non mollate, siete la mia fonte più fidata di informazioni sull’attualità cinese!!!

  • Cineresie (author) said:

    carissimi, grazie per i commenti! @Nicolò il senso della frase che citi tra virgolette è proprio quello che c’è scritto: fra i nostri obiettivi quando è nato il sito c’era quello di aprire il dibattito, di accogliere le voci di persone preparate che raramente si ha occasione di leggere al di fuori delle pubblicazioni accademiche. Non ci siamo riusciti, o ci siamo riusciti solo a sprazzi e senza continuità. Il dibattito inoltre non è mai decollato del tutto. Mantenere un blog come questo costa molto tempo ed energie e vivere soltanto dei contributi di solo due o tre persone a un certo punto diventa davvero difficile, soprattutto se si vuole mantenere la qualità. I motivi sono un po’ questi, non c’è la forza per continuare e non ci sono nemmeno gli incentivi per farlo. Abbiamo deciso di investire una parte delle nostre energie verso l’estero, anche se manteniamo la speranza di poter tornare in futuro, magari con una nuova forma con Cineresie…

  • Alice said:

    Mi dispiace davvero molto ragazzi, perchè io vi ho seguito in questi due anni, e sono disponibile qualora desideriate contributi futuri.

    Nel frattempo, un in bocca a lupo a tutti!

  • Lucia said:

    Dispiace molto anche a me, peró mi rendo conto che, anche se vi ho seguito assiduamente, l’ho fatto solo in modo passivo senza contribuire attivamente al dibattito. Posso capire che a lungo andare scrivere (apparentemente) senza essere letti logori. Potete scirivere in questo commentarium a quali altri progetti in internet state collaborando, anche separatamente (anche in inglese o cinese) cosí che vi si possa seguire lá? Ad esempio, Ivan Franceschini collaborava con l’Unitá – beh, se lo fa ancora posso controllarlo da sola. Insomma, cose tipo queste, magari su siti minori che non conosciamo. In ogni caso, complimenti per i vostri articoli ben argomentati e precisi. se non ci si sente piú, buona fortuna!

  • Giulia Gortani said:

    Consultavo il vostro blog ogni giorno e dai vostri articoli ho approfondito moltissime tematiche la cui padronanza non è per nulla scontata per i sempre più numerosi studenti di Cina e di lingua cinese. Il vostro blog è stato e rimane importantissimo per chiunque non si rassegni alla superficialità con cui gran parte del giornalismo italiano racconta la Cina di oggi, o anche di ieri. Siete bravissimi e confido nel fatto che cineserie sia un punto di partenza per permettervi di proseguire nelle vostre ricerche e di farle conoscere a sempre più persone. Spero avremo presto vostre notizie. Nel frattempo, buon proseguimento e grazie.

  • Elena said:

    Ragazzi mi dispiace moltissimo,vi auguro il meglio! In bocca al lupo e arrivederci!

  • Paola said:

    Mi unisco al coro dei commenti precedenti. Da lettrice da poco iniziata alle “cineserie”, vi ho solo seguito passivamente, ma ho sempre trovato i vostri interventi estremamente interessanti e perspicaci! Il vostro lavoro merita proprio di essere letto e discusso piu’ estensivamente di cosi’. Sono sicura che rivolgere energie verso l’estero dara’ piu’ soddisfazioni(perfortuna o purtroppo). Non dimenticate di farci sapere dove seguirvi in futuro!!!

  • Tommaso Facchin said:

    Grazie ancora Nic, Susanna, Alice, Lucia, Giulia, Elena, Paola. Appena avremo novità vi aggiorneremo sulla nostra pagina facebook. Speriamo di ritrovarci, magari fra un po’ di tempo e in qualche nuova forma, di nuovo a scrivere e discutere in italiano su questo blog.

  • Paola Paderni said:

    Carissimo Ivan, e cari Tommaso, Andrea, Gianluigi,

    siete in buona compagnia. In questi giorni ha annunciato la chiusura anche The China Beat http://www.thechinabeat.org/. Con una motivazione sorprendente per me, il blog sarebbe stato superato da twitter e dal 2008 (data di inizio) il modo di raccontare la Cina e’ cambiato. Se e’ cosi’, e’ cambiato anche grazie ad esperienze come la vostra e di questo dobbiamo esservi grati. Mi dispiace non aver dato il contributo che avrei voluto. Sono certa che le prossime avventure saranno migliori di questa. In bocca al lupo. Viva Cineresie!

  • Tommaso said:

    grazie prof.ssa Paderni, i suoi apprezzamenti e incoraggiamenti ci hanno sempre fatto molto piacere.

  • Giacomo said:

    Ho scoperto il vostro blog grazie alla professoressa Amina Crisma, mia relatrice per la tesi di laurea. Da quel momento, circa un anno fa, non ho mai smesso (ahimè molto silenziosamente) di seguire con piacere ed interesse il vostro blog, il quale è stato anche uno dei contributi più preziosi nella stesura della mia tesi. Oltre ai ringraziamenti per l’aiuto, dunque, non posso far altro che unirmi anch’io al coro di complimenti per il grande impegno, la profonda passione e l’ottima qualità che avete senza dubbio messo in mostra. Come molti altri, quindi, gradirei sapere in futuro dove poter leggere altre vostre pubblicazioni. In bocca al lupo!

  • make said:

    Se ne va una pietra miliare a mio parere, ho sempre apprezzato i lavori, le discussioni, i temi del vostro blog. Siete veramente molto bravi e capisco che non sia facile mantenere in piedi questa bella e utilissima porta sulla Cina. Vi ringrazio, mi mancherete…
    Marco

  • gabriella said:

    Mancherete anche a me: senza di voi diventerà più difficile parlare della Cina ai miei studenti. Buona fortuna

  • Andrea said:

    Scopro solo adesso dell’esistenza del Blog di Gabriella (ma perchè!?!). Per i devoti lettori di Cineresie (grazie a tutti per il supporto), un consiglio: spostatevi tutti su http://scienzeumanegiudici.wordpress.com/. Una miniera di cose troppo belle per essere scritte in Italiano. Grazie a Gabriella e a tutti quelli che ci hanno scritto per rammaricarsi..Non è uscita molto bene questa frase.

  • gabriella said:

    Grazie davvero Andrea, anche se immeritatamente. Restiamo tutti in attesa dell’”iniziativa di respiro internazionale” per continuare a pensare con voi.

  • claudia said:

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    vi ho sempre letto con molto interesse, e per timidezza, e forse per non fare quella che vuole sempre dire la sua, non sono mai intervenuta. Credo però che la vostra crisi riguardi anche lo sviluppo contemporaneo della situazione cinese. In poche parole se ci sono troppe situazioni criticabili, e quasi nessuna in positivo, se il capitalismo là ha assunto una faccia anche più soddisfatta che qua, se da noi cresce una ostilità contro quella politica economica perché sta intervenendo pesantemente e inevitabilmente sulle economie del mondo, beh è molto pià difficile continuare con entusiasmo e passione. Capisco che ci si possa sentire demotivati e che casi come la Foxcom e simili provochino un effetto emetico rispetto a quello che dovrebbe essere la condizione di diritto nel lavoro. Purtroppo questa è un’epoca che ci prospetta soluzioni analoghe anche qui. Spero che mi informerete se fate altre iniziative. La fortuna della Cina come territorio è che contiene talmente tante cose, che ce n’è sempre almeno una interessante da cercare e ricercare, da studiare e presentare, magari anche al di là dell’avversione per una politica o una governo ingiusto. Io mi rifugio nelle arti, poesia, pittura, cinema, musica, letteratura. Ma appena queste toccano la governamentalità”gli stessi artisti-autori si disorientano, e scompare la sperimentazione, gli eretici…dove sono? le leggi del mercato sono subdole e finiscono per contagiare tutti, anche i migliori. Meglio tenersi alla larga da ogni ambizione di potere, o bisogno di riconoscimento. Ma il problema è come trovare pensiero civile, contrapposto al militare che prevale nel mondo, anche per risolvere una manifestazione come in Spagna, o come è stato fatto in Cina in passato. Non le armi, ma la critica e il pensiero.
    Spero tanto di leggervi ancora, siete bravi, Claudia

  • Chiara said:

    Che dire…mi sta per scendere una lacrima di tristezza…
    Eravate il mio punto di riferimento sull’attualità cinese, ho conosciuto tanto del giornalismo investigativo cinese grazie al vostro blog. Nonostante questo, condivido la vostra scelta: far decollare un blog con gli obbiettivi prefissati non è certo cosa semplice, ma sappiate che siete stati un faro nella notte per tanti che vi hanno seguito anche solo passivamente.
    Qundi…bu yao fangqi!!! e spero con tutto il cuore di reincontrarvi anche dal vivo…come quando circa un anno fa, da stagista all’IIC a Pechino, ho incontrato Ivan Franceschini. Tale è stata la sorpresa di trovarsi di fronte uno degli autori del blog che più seguivo sull’attualità cinese!
    Vi auguro buon lavoro, ragazzi!
    a prestooo

  • Aniello DE PADOVA said:

    GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, di esistere.

    Spero che torniate sui vostri passi e decidiate di continuare, semmai con meno assiduità, a proporci il vostro punto di vista sulla CINA.

    Per me è stato fondamentale leggervi e grazie a voi ho potuto verificare spesso alcune mie “autoconvinzioni” su cosa veramente accade nell’altra metà del pianeta.

    Nello De Padova

  • Gigi said:

    che brutta notizia…
    ho scoperto il vostro blog meno di un anno fa, quando Ivan Franceschini è venuto a Torino a presentare l’interessantissimo documentario sul lavoro in Cina. Da allora l’ho sempre letto con grande interesse, ho arricchito grazie al vostro lavoro la mia tesi di laurea, conoscendo tematiche e protagonisti che ignoravo (e citandovi! ovviamente…)

    Vi ringrazio tantissimo del lavoro fatto fin qui e, certo che sia solo un arrivederci, vi auguro di intraprendere nuove e soddisfacenti strade su cui spero ci incroceremo di nuovo.

    Ciao

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