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Foto: schiavi del mattone

di | 2 agosto 2010 | No Comment |

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Nel maggio del 2008, esattamente un anno dopo lo scoppio dello scandalo delle fornaci di mattoni clandestine nella provincia dello Shanxi, il fotografo Daniele Dainelli (Contrasto), accompagnato da Ivan Franceschini e da un attivista che in rete si faceva chiamare IamV, ha rintracciato alcune delle vittime, nel tentativo di capire la loro situazione nel momento in cui media avevano smesso di occuparsi della loro storia.

Il viaggio è iniziato a Zhengzhou, nel piazzale della stazione ferroviaria e degli autobus a lunga percorrenza, luogo di caccia prediletto dai trafficanti di esseri umani. Questo è il crocevia di un’umanità varia composta per la maggior parte da migranti provenienti dalle campagne, alcuni dei quali ragazzini a malapena adolescenti, che si avventurano lontano dai propri villaggi e dalle proprie famiglie per cercare un’illusoria fortuna nelle grandi città. E’ a Zhengzhou che si incrociano le storie delle vittime delle fornaci.

In questi scatti si vedono uno dopo l’altro alcune dele vittime delle fornaci: Yuan Cheng, contadino che per cercare il figlio quindicenne si è fatto assumere come operaio nel cantiere da cui quest’ultimo è scomparso; Wang Xiaoli, madre di Chen Chang, che siede sul letto che era del figlio e continua ad aspettarlo, in una stanza rimasta immobile nel tempo; Zhang Wenlong, sopravvissuto alla forncace del villaggio di Caoshengcun, mostra le cicatrici che le ustioni hanno lasciato sulla sua schiena… In un’ultima agghiacciante immagine, sparse su un letto le fototessere di alcuni dei ragazzi scomparsi che ancora non sono stati ritrovati: anche se i media tacciono, i genitori continuano a cercare.

In collaborazione con Contrasto, © tutti i diritti riservati.

Approfondimenti:

- Versione cinese del reportage di Ivan Franceschini pubblicato sul Nandu Zhoukan

- Schiavi del Mattone, pubblicato su DEP (Università Ca’ Foscari) pdf scaricabile.