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Funzionario pubblico muore cadendo in una latrina. “Martire del lavoro”.

di | 19 August 2010 | 2 Comments |

La notizia è vera ed è apparsa lunedì scorso sui media cinesi on line (fonte QQ) anche se l’evento risale a qualche settimana fa. I commenti in rete sono stati moltissimi. Partendo dai forum locali nei quali postavano i colleghi del defunto si sono estesi su scala nazionale. Fra le varie opinioni questo post mi è sembrato abbastanza interessante.

Nota: per chi si stia chiedendo come si possa morire cadendo in una latrina, va precisato che nei bagni pubblici cinesi vecchio stile la separazione dell’area “servizi” con la fogna sottostante non è così marcata. E il pavimento è molto scivoloso. Foto, esperienze, testimonianze sono benvenute nei commenti.

Traduzione:

“Cadere nel cesso è morire in servizio? Un sacrificio in nome di chi?”

Accese discussioni oggi in rete dopo che un funzionario dell’amministrazione locale del partito nella città di Luzhou (distretto di Jiangyang), tale Zhu Jihong, deceduto durante la pausa di metà giornata dopo essere scivolato dentro una latrina, è stato definito “martire nell’assolvimento di un pubblico servizio”.

I punti su cui la discussione è stata più accesa sono molteplici, ma ecco i principali: che cos’è un pubblico servizio (gongwu)? Che cos’è una mansione privata (siwu)? Che cosa significa yin gong [=sul lavoro, letteralmente: per la collettività/pubblico, ndt]? Che cosa significa yin si [letteralmente: per il privato, ndt]? Che cosa significa sacrificare se stessi? Che cos’è un incidente?

La ragione per cui si dice che il pubblico funzionario Zhu Jihong si è sacrificato per la collettività è puramente astratta: […] la persona era un pubblico dipendente, era impiegato presso una unità di lavoro, e quando è morto stava facendo straordinari. Ma la latrina non è affatto un’unità di lavoro! Quando una persona va in bagno non sta facendo il proprio dovere, sta solamente espletando delle funzioni naturali che nulla hanno a che fare con le incombenze lavorative; e scivolare di sotto dipende soltanto dalla propria negligenza, non ha nulla a che fare con il pubblico servizio.

Secondo quanto stabilito dal Ministero degli affari pubblici in merito ai “dipendenti dello stato e operatori delle forze di pubblica sicurezza che si sono sacrificati per la collettività o che sono deceduti in seguito a malattie contratte a causa del loro lavoro” al punto tre si spiega che essi vanno trattati secondo le disposizioni relative al sussidio speciale per i militari, dove è stabilito […] che i lavoratori deceduti nell’esercizio delle loro funzioni o in seguito a malattia contratta sul lavoro o a cure mediche errate sono tutti da considerarsi come martiri sacrificati per la collettività.

[…] Ora è evidente che andare in bagno non può essere considerato una malattia e nemmeno l’espletamento di una funzione pubblica. Inoltre i bagni comuni degli uffici governativi non possono essere considerati degli uffici e la caduta dovuta a disattenzione non può venir considerata una morte improvvisa, così come i tentativi di soccorso non andati a buon fine non possono essere certo visti come cure mediche errate.

Nell’edizione 2010 del dizionario Xinhua alla voce “sacrificarsi” si legge: “rinunciare alla propria vita per una giusta causa, rinunciare a o danneggiare un proprio interesse personale”. A questo punto ci sia concesso di domandare: se un funzionario pubblico va alla latrina, dove sta la giusta o ingiusta causa? Dove sta l’impresa? A cosa rinuncia andando al cesso? E ancora, quale interesse personale viene danneggiato?

E’ evidente a tutti che in questo dire “per la collettività” c’è ben poco di collettivo.

[…] Se nel caso di Zhu Jihong si può davvero parlare di “sacrificio per la collettività” allora che dire dei funzionari affetti da obesità, fegato grasso, mancanza d’appetito, insonnia, colesterolo alto, pressione alta, diabete, ernie, prostatite, ictus…? Dovrebbero essere anche queste inserite nella categoria delle malattie da lavoro e i funzionari affetti da queste patologie [...] trattati come vittime del lavoro? Tutto questo non è ridicolo?

Chiunque ha un minimo di conoscenza del mondo dell’amministrazione sa che nella condotta quotidiana dei dipendenti pubblici si distinguono due momenti: uno – badare ai propri affari di privato cittadino, due – portare avanti gli incarichi amministrativi propri della funzione pubblica. La condotta dei dipendenti pubblici sul posto di lavoro insomma, non è necessariamente dedicata ad attività politico amministrative. Stando a quanto ha dichiarato un dipendente governativo del villaggio di Huangyi presso Jiangyang, risulterbbe che Zhu Jihong prima di recarsi alla latrina stava chattando su QQ con la sua fidanzata. Ora, come la pausa pranzo non è orario di lavoro e il riposo non è una azione amministrativa, allo stesso modo chattare con la fidanzata non è da considerarsi una incombenza legata all’amministrazione.

Secondo quanto riportato sulla stampa, il 27 luglio scorso Zhu Jihong è stato riconosciuto come vittima sul lavoro e il comitato del PCC del distretto di Jiangyang gli ha assegnato la riconoscenza postuma di “membro eccellente del PCC”. Per quali meriti è ritenuto eccellente? Non è dato saperlo. Se “essersi sacrificato per la collettività”rende Zhu Xihong un “membro eccellente del PCC”allora, negli annali del partito non vi sono personalità che non siano “eccellenti”. Ma i fatti parlano più delle parole, perciò bisogna che le autorità di Luzhou – distretto di Jianyang forniscano una spiegazione convincente alle masse.

2 Commenti »

  • Andrea said:

    Ma non è quello che era successo al padrea di Li Testapelata e Song Gang in Brothers di Yu Hua? (http://www.liberamentemagazine.org/Brothers.htm)

  • Nino said:

    Sì! Esattamente, almeno nell’esito. Spero per la sua fidanzata che non sia stato lo stesso anche il motivo della caduta…

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