Genesi della crociata 69
Lo scorso 30 maggio, il centro culturale dall’Expo di Shanghai 2010 è stato il teatro di alcuni scontri molto violenti che, oltre a infortuni tra alcuni turisti coreani e le stesse forze di polizia cinese, pare abbiano provocato anche un morto.
Ci si creda o no, il casus belli è stato scatenato da un concerto dei Super Junior, una delle pop band coreane più popolari in Asia che si è esibita durante l’Expo. Stando a quanto riportato da Baidu Baike (il corrispettivo di Wikipedia in Cina), gli organizzatori del concerto, tra cui anche il manager della band coreana, avrebbero promesso la vendita di 5.000 biglietti la metà dei quali sarebbe stata riservata ai turisti coreani. Il giorno del concerto quasi 5.000 fan, la maggior parte dei quali coreani, si sono recati in biglietteria scoprendo che in realtà i tagliandi a disposizione erano poco più di 500. Il sospetto che si sia trattato di una bufala studiata solo per attrarre turisti ha scatenato un vero e proprio putiferio. Dal blog Shanghaiist.com si viene a sapere che in un post sul popolare forum Tianya si è accennato anche alla morte di una ragazza, notizia smentita dal quotidiano Lianhe Zaobao ma riportata come vera del quotidiano Apple Daily, anche attraverso questo video. Altre fonti sostengono che le persone ferite superino il centinaio. Ulteriori episodi incresciosi e incidenti sono stati puntualmente riportati da Global Voices.
La diatriba ha avuto, e continua ad avere, degli strascichi, tant’è che, nonostante il silenzio dei media cinesi, si è scatenata una vera e propria diatriba sul Web, partita da un altro post sullo stesso forum Tianya. Vi si legge:
“[fan coreani], credete che volontari [dell’Expo] e forze dell’ordine non abbiano anche loro dei fan dalla loro parte?! vi permettete di sputare ma io avrei voglia di ripulirvi dal kimchi presente nel vostro cervello”.
La stessa notte del 31 maggio, il sito web della pop band è stato colpito da un attacco hacker proveniente dalla Cina. Tra le altre cose, il manager dei Super Junior è stato accusato di calunnia. La tensione è ulteriormente cresciuta in seguito alla riapertura del sito del gruppo coreano, e in particolar modo, dopo la pubblicazione di messaggi di fan coreani e cinesi che si scusavano con i loro beniamini per lo spiacevole episodio dell’Expo.
Proprio da quest’ultimo episodio è nata la così detta Crociata 69, iniziativa promossa da un gruppo di hacker cinesi che hanno come finestra di comunicazione due siti di gaming on line molto popolari in Cina e che sta lievitando a vista d’occhio sul Web:
“Alle 7 del mattino del 9 giugno, riuniremo tutti gli utenti patriottici di Baidu, MOP, Tianya, Sohu, Sina, Tencent, Renren, dell’Associazione degli Haker, degli Haker Rossi e dei vari forum militari combattenti… per farli partecipare alla nostra lotta!!! Abbiamo bisogno di questo tipo di persone al nostro fianco. Speriamo di vederti con noi. La così detta guerra consiste nel creare post e commenti che possano ostruire i normali servizi dei siti prescelti”.
Come riportato da Zonaeuropa e China Hush, la cyber guerriglia è stata molto intensa sia sul fronte coreano che su quello cinese. La situazione è ulteriormente degenerata nel momento in cui il motore di ricerca cinese Baidu ha iniziato ad “armonizzare” tutti i risultati delle ricerche che indirizzavano a siti solidali o vicini alla Crociata 69.
Tra le azioni più eclatanti, possiamo citare l’identificazione del webmaster del sito dei Super Junior attraverso l’orami utilizzassimo motore di ricerca di carne umana sul forum MOP; l’instabilità di molti forum ospitati da Baidu; l’attacco hacker al più grande sito di e-commerce coreano; l’inaccessibilità di Baidu e, addirittura, il reindirizzamento di Baidu su Google!
Trattandosi di scontri virtuali c’è anche spazio per fomentare delle speculazioni e simbolismi: ad esempio, la crociata virtuale ha avuto inizio sul sito web del noto video game War of Warcraft che già qualche mese fa è stato utilizzato come esempio di libertà da parte del popolo della Rete cinese. La scelta del giorno 9 si riferisce invece agli oltre 9 milioni e mezzo di ragazzi che hanno sostenuto il goakao (l’esame di ammissione all’università) proprio in quel giorno.
La scelta del sito ak588.org utilizzato come spazio di comunicazione dagli hacker e attualmente oscurato, nasconde poi qualcosa di più sinistro dal momento che il sito web appartiene alla compagnia di gaming on line 178.com che, proprio in quel sito ha inserito tutte le istruzioni per effettuare il download di un suo prodotto. Non sarebbe la prima volta che in Cina dietro casi di hackeraggio si nascondano vere e proprie campagne di marketing, e il caso di Jia Junpeng dello scorso anno ne è la riprova.
Sfortunatamente, non è nemmeno la prima volta che il Web cinese è teatro di azioni violente di hackeraggio promosse da una forte componente nazionalistica. Ironia della sorte, nel 2008 fu un’altra band Coreana, i Tohoshinki, a scatenare un caso simile: i musicisti avevano inserito un video clip in cui veniva spinto a terra un fan cinese. Anche in quel caso i forum di Baidu furono presi d’assalto sia da giovani nazionalisti che da fan della pop band, arrivando a registrare 200 post al secondo per la durata di due ore.
A distanza di due anni, ecco due episodi di un Web cinese ancora poco “armonioso”, anche se, forse, la mancata armonia dipende da chi e da come si legge.










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