Li Yi, il daoista ciarlatano
Mentre gli strascichi della tragedia di Zhouqu continuano ad occupare le prime pagine dei giornali cinesi, un nuovo scandalo sta suscitando un notevole interesse nell’opinione pubblica: il caso di Li Yi, santone daoista, abate del tempio di Shaolong a Chongqing e vicepresidente dell’Associazione daoista cinese. Ne parlano, tra gli altri, il Nanfang Zhoumo, il Nanfang Dushibao e il Xinjingbao (vedi immagine).
Xinjingbao, 17.08.2010 Il ‘gran maestro’ Li Yi ha falsificato le sue credenziali
Gratis per una lezione di prova di tre giorni, 3.800 yuan per un corso di mantenimento della salute di cinque giorni, 9.000 yuan per una lezione sulle cure mediche daoiste, 9.800 yuan per un trattamento nella Sala dell’alchimia, 16.800 yuan per un corso intensivo sul Daodejing, 39.800 yuan per un corso sui classici cinesi destinato ai dirigenti aziendali: questi sono solo alcuni degli stratagemmi con cui Li Yi negli ultimi anni si è arricchito ed ha ottenuto una grande fama in Cina.
Eppure, anche se da tempo si fa chiamare “Immortale”, Li Yi è diventato formalmente daoista solamente quattro anni fa, dopo aver tentato, senza troppo successo, diverse strade. Era stato capo di un gruppo acrobatico, aveva partecipato a una missione esplorativa per trovare popolazioni selvagge, si era presentato come un medium con capacità paranormali, aveva gestito una clinica per la medicina daoista ed era stato socio e rappresentante di varie aziende.
Li Yi ha costruito la propria “carriera” di santone daoista sulla base di questi passati insuccessi. I suoi primi seguaci sono stati proprio i membri del suo gruppo acrobatico, i quali hanno continuato a mettere in scena gli stessi spettacoli per convincere la gente a seguire questo “grande maestro”. Inoltre, nonostante fosse un fallimento come uomo d’affari, negli anni ha accumulato molte esperienze che poi gli sono tornate utili per gestire la sua nuova “impresa daoista”.
Xinjingbao, 17.08.2010 Il ‘gran maestro’ Li Yi ha falsificato le sue credenziali, imbrogliava la gente con le sue ‘arti magiche’
Sin dall’inizio le guanxi sono state il suo cavallo di battaglia. Grazie all’appoggio dei funzionari locali, Li Yi è riuscito ad ottenere l’incarico di ricostruire il tempio Shaolong di cui poi sarebbe diventato abate. Grazie all’influenza delle persone famose che frequenta – tra cui Ma Yun, il fondatore del sito Ali Baba – egli è riuscito ad accrescere in breve tempo il numero dei propri discepoli e ad avviare corsi sempre più frequentati e sempre più costosi. Ha avuto anche un’ampia copertura da parte dei media tradizionali della Cina continentale, finendo più volte in televisione.
Ora il suo impero economico sta andando in frantumi. Nell’ultimo mese Li Yi è stato coinvolto in vari scandali, con più di un ex-discepolo che lo accusa di essere un truffatore che raccoglie i soldi in nome della religione e addirittura una studentessa universitaria che lo ha denunciato per stupro. E l’opinione pubblica sta a guardare, godendo della caduta di questo ennesimo millantatore.











un po’ la nostra Vanna Marchi, no? Ma come ci sono quelli che ci cascano da noi, ce ne sono tanti anche qua in Cina! Poi quelli con i soldi per la mianzi, fanno di tutto! Se va di moda il calzino arancione, allora tutti con il calzino arancione, se va di moda essere daoisti, allora tutti daoisti etc.! Non mi stupisco più… come non mi stupiva al tempo la Marchi (solo gente particolarmente ignorante, può pensare che un sacchetto di sale possa salvarti la vita! Questa gente è facile da truffare.. non dico che se lo meritano… ma è proprio ignoranza!)
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