Liu Zhuiheng, l’eroe bombarolo
Xinshiji Zhoukan, 23.08.2010 Il bombarolo Liu Zhuiheng
Sulla copertina dell’ultimo numero del Xin Shiji Zhoukan campeggia la foto del “bombarolo” Liu Zhuiheng, sospettato di aver fatto saltare in aria lo scorso 30 luglio l’ufficio tributario del distretto di Furong a Changsha, causando 4 morti e 19 feriti. Nella didascalia si legge la sostanza della sua storia: “Una personalità distorta e una vita fallimentare sono diventate il palcoscenico di una tragedia sociale – il sospetto per l’esplosione di Changsha ha alle spalle una storia di trent’anni di pazzia”. Dopo l’attentato Liu è riuscito a far perdere le proprie tracce e ora sulla sua testa pende una taglia di centomila yuan.
Liu Zhuiheng è un perfetto rappresentante di quella che alcuni hanno definito la “generazione perduta” cinese. Nato nel 1959 a Hengyang, nella provincia dello Hunan, da piccolo dovette patire la fame a causa della carestia causata dal Grande balzo in avanti. La Rivoluzione culturale, scoppiata nel 1966, poi lo privò della possibilità di ricevere una buona educazione tanto che, ancora oggi, dopo trent’anni, le sue lettere ai famigliari sono piene di errori. La morte del padre nel 1969 spezzò la famiglia: i fratelli e le sorelle se ne andarono e lui rimase a vivere con la madre e il nuovo marito di lei.
La follia tuttavia emerge molto più tardi, nei primi anni Ottanta, quando Liu lavorava come guardia notturna in un ospedale. Una notte del 1981 egli fu aggredito e ferito gravemente da un gruppo di criminali, i quali probabilmente volevano vendicarsi del fatto che un paio di settimane prima uno di loro fosse stato da lui catturato. In quell’occasione Liu scrisse una lettera al direttore dell’ospedale, chiedendo di essere lodato come un eroe, ma la sua richiesta non venne accolta. Da allora iniziò a credere di essere perseguitato da una divinità malevola e il suo equilibrio psichico andò in pezzi.
Il primo bersaglio di Liu è stata la sorella, sottoposta a continue minacce di morte per non aver insistito con il direttore dell’ospedale perché il fratello ottenesse il titolo di “eroe”. Nell’agosto del 2005, in una lettera a lei indirizzata Liu esprimeva l’intenzione di “lavare Hengyang o Changsha nel sangue, uccidendo un centinaio di persone”. Lo stesso mese, la sorella si è recata alla polizia con la lettera, chiedendo l’intervento del governo, ma nessuno le ha prestato attenzione. Dal 2005 a oggi, Liu poi ha fatto tutti i preparativi per la sua vendetta nei confronti della società: nel luglio del 2008, dopo che il figlio era entrato all’università, ha prontamente divorziato, lasciando tutti i beni alla moglie e prima della Festa di primavera ha ordinato alla sorella di trasferire la proprietà della casa al figlio. Il 30 luglio 2010 infine l’attentato.
Negli ultimi anni i casi criminali avvenuti in luoghi pubblici sono cresciuti in maniera esponenziale, basta pensare agli attacchi contro gli asili che hanno sconvolto la Cina negli ultimi mesi. Molti sono convinti che questo rifletta le tensioni interne alla società cinese, quasi come se si trattasse di un meccanismo di sfogo per una frustrazione latente da parte degli strati più poveri ed emarginati. Eppure, in questo caso l’interrogativo è ben più pesante: nonostante ci fossero tutti i segnali della pericolosità dell’uomo, perchè nessuno è intervenuto? Perchè non gli è stata garantita un’adeguata assistenza?
La storia di questo bombarolo presenta anche un altro interessante risvolto, in quanto essa – esattamente come avvenne nel 2008 con Yang Jia, il killer dei poliziotti di Shanghai – dimostra quanto sia radicato nel popolo cinese l’odio nei confronti del mondo ufficiale, in particolare verso gli organi tributari e di pubblica sicurezza. Molti netizen sono convinti che la ragione per cui Liu ha deciso di compiere l’attentato sia stata l’impossibilità di sopportare le ingiustizie subite da parte dell’ufficio delle tasse. In un sondaggio in rete sul sito Wangi, il 65,98% dei netizen ha risposto che non avrebbe mai denunciato Liu, neppure per un compenso di centomila yuan.










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