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Conversazioni sul modello cinese (I): Loretta Napoleoni

di | 24 maggio 2010 | 3 Comments |

In un periodo di crisi globale, il fatto che la Cina mantenga il proprio tasso di crescita pressoché invariato ha portato a una rinnovata riflessione sui vantaggi del sistema politico ed economico cinese. In particolare, in Italia come all’estero, negli ultimi mesi ha ripreso vigore l’annoso dibattito sull’esistenza o meno di un “modello cinese” (zhongguo moshi).

Perché la Cina continua a crescere mentre le nostre economie sono vicine al collasso? Esiste una via cinese di gestire l’economia garantendo allo stesso tempo efficienza e stabilità? In alcuni casi la riflessione si è spinta al punto di mettere in discussione le basi stesse della democrazia occidentale, un “modello” che, così com’è, appare profondamente in crisi.

Abbiamo cercato di discutere di questo con alcuni specialisti che nelle loro ricerche hanno avuto occasione di occuparsi dell’argomento da differenti punti di vista. Questa settimana presentiamo una prima conversazione con Loretta Napoleoni, economista e autrice del volume Maonomics, recentemente pubblicato da Rizzoli. Come ci ha spiegato lei stessa, questo libro non si propone tanto di raccontare la Cina di oggi, quanto di descrivere le debolezze dell’occidente attraverso la lente di questo modello cinese, definito come una sorta di “capi-comunismo”. A lei la parola.

Alcune recenti letture on line sul modello cinese:

- China Media Project, The China Model: matter or myth?

- The Economist, The Beijing consensus is to keep quiet

- China Elections and Governance Review, Is there a Chinese Model?

3 Commenti »

  • emanuela said:

    Dovevate fare un’intervista più lunga!!!questi punti di vista mancano davvero in Italia!!!
    Grazie!

    p.s.il libro merita davvero…

  • make said:

    L’intervista non riesco a leggerla…la Cina cresce? Come? Modello cinese? IL modello cinese è la semi-schiavitù andiamo! Il divario che c’è qui in Cina tra uno ricco e uno povero è enorme, in Italia e in Europa nn abbiamo niente di simile! Il nostro sistema crollerà ma almeno nessuno prende 90 euro al mese e un altro più fortunato ne prende 20.000! Siamo un pò più comunisti o se preferiamo socialisti dei cinesi. Come fanno a crescere così ci domandiamo? Potremmo farlo anche noi? Alla seconda rispondo che si basta instaurare una dittatura moderna, alla seconda invece consiglio di andarsi a vedere come, chi e in quanti costruiscono i grattaceli, che pensiamo ancora che siano sintomo di grandezza e benessere effettivo, in quanti lavorano nelle fabbriche e come, notando quante poche regole ci siano riguardanti le sicurezza sul lavoro, vedendo che per produrre una cosa qui in Cina ci sono 100 operai in più che in Italia, notando quanta poca specializzazione ci sia in questo paese, fotografare come lavano le strade e come e chi fa la raccolta differenziata chiedendoli quanto prende al mese, andare in un ristorante e trovarsi 100 camerieri, quando in uno stesso ristorante in Italia ne sono presenti solo tre, chi e quanto prende un giardiniere in Cina e quanto prende un industrialotto del sud. Questo paese si regge, “funziona” e si arricchisce sulle spalle della povera gente, che è costituita, ricordo, dalla maggioranza del paese. Le aziende “private” fanno soldi seguendo il partito, per questo non crollano facilmente. Lo Stato fa costruire palazzi da dei poveretti, perchè vuole aprire un’altra banca o un ufficio della china mobile, le aziende lo sanno si mettono d’accordo, tanto ci sarà un palazzo per tutti, e c’è chi pensa agli uffici, chi ai vetri, chi al marmo, chi alle luci, fanno una fortuna e poi del palazzo viene utilizzato un quinto, dove lavoreranno altri poveretti, un pò più fortunati dei primi, che stanno su dei banchetti 10 ore al giorno. Il resto del palazzo è completamente vuoto. E’ piena di scheletri questa Cina. Così il modello cinese funziona? Così piacerebbe fare anche a noi? fatemelo sapere così emigro definitivamente. Almeno qui un giorno potrò votare comunista. (è una battuta)

  • Conversazioni sul modello cinese (II): Luigi Tomba said:

    [...] Per la conversazione sul modello cinese con Loretta Napoleoni si veda questo link. [...]

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