Quanto è lontano QQ mobile?
QQ è sicuramente una delle realtà più importanti del Web asiatico. I suoi margini di crescita sia economica che sociale hanno raggiunto degli standard di indubbio interesse. Nonostante QQ e molti servizi ad esso collegati continuino a mantenere un primato indiscusso, almeno nel contesto cinese, tuttavia nuove sfide su nuovi scenari si proiettano all’orizzonte. A tal proposito, la presenza del pinguino (mascotte di QQ) nel presente e nel futuro dell’internet mobile cinese è un tema che merita attenzione, soprattutto in virtù dei 233 milioni di cittadini cinesi che navigano sul Web grazie a dei cellulari (60,8% dell’utenza totale).
Un po’ di tempo fa ho avuto moto di poter apprezzare un post pubblicato dal blogger cinese Zhang Laifu, esperto Web del progetto Kenengba, uno dei siti cinesi più popolari, puntuali ed interessanti in termini di studio del Web cinese e recentemente oscurato senza motivo. Riprendo alcuni spunti interessanti.
Dopo aver riconosciuto il ruolo sempre più popolare di mezzi come l’Internet mobile, gli standard 3G, il VoIP, le reti wireless in relazione alla telefonia mobile, il mercato cinese ha in serbo scenari estremamente interessanti per una delle aziende più importanti in Cina e oltre confine. QQ, a detta dello stesso Zhang, rappresenta ormai una realtà ineludibile nella vita di gran parte dell’utenza dello Stato di Mezzo. Tale situazione implica che necessariamente il mezzo d’informazione finale estenda le sue potenzialità anche nella vita reale. Da qui il titolo del suo dettagliato post: Quanto è lontano QQ mobile?
Se in passato la definizione di Internet non costituiva una questione fondamentale, oggi si avverte invece la necessità di definire il concetto di Rete. Secondo il blogger si potrebbe asserire che Internet è un sistema di relazioni sociali ed insieme un mezzo d’informazione. Sarà forse un po’ riduttivo, ma occorre riconoscere che proprio grazie al proliferare degli SNS, dei forum, del mobile la Rete virtuale è oggi in grado di penetrare nella società in maniera più fedele alla realtà. Un processo che ha permesso a Internet di essere riconosciuto come una struttura indispensabile, simile all’aria, all’acqua e alla elettricità e, per questo, molto più naturale di quanto non lo fosse in passato, quando si poneva più attenzione al mezzo che non ai contenuti.
Tale struttura necessita tuttavia di un veicolo ancora più adatto e versatile che non può più essere rappresentato dal PC: si apre la strada ad altri strumenti, cellulare in primis. Volendosi proiettare in previsioni ancora più futuristiche, si potrebbe pensare ad un orologio da polso o ad un altro accessorio. Al di là dei voli pindarici, è importante partire da una prospettiva storica che illustri le variazioni nel sistema produttivo del cellulare:
- L’industria del cellulare di prima generazione si basava su di un sistema di produzione dagli accessori tradizionali. La procedura era abbastanza standardizzata dal sistema di comunicazione. Tra i produttori della primo stadio: Ericsson, Motorola, Nokia, Siemens.
- Il grande flusso di consumatori ha avuto l’effetto inevitabile di modificare l’aspetto produttivo. Ad esempio Nokia ha trasformato il suo prodotto in un bene di consumo, di utilizzo quotidiano, avendo così il merito di compilare le nuove regole del gioco; anche per questo motivo Nokia è ancora un leader di settore mentre Siemens ed Ericsson rimangono ancora esempi del primo stadio.
- Altri passi in avanti nel settore sono stati mossi da compagnie asiatiche come LG e Samsung che, pur non avendo apportato delle modifiche sostanziali nei sistemi strutturali, hanno coperto un ruolo rilevante nel design. Nel frattempo Nokia, RIM e Apple sperimentavano i primi sistemi operativi.
- Tra i grandi produttori mondiali della telefonia mobile non si può sorvolare sull’assenza di due grandi imprese cinesi che hanno finora registrato difficoltà nel fare breccia nel settore, anche se a causa di una palesata incapacità nell’affrontare in maniera competitiva sfide come quella del design, dei chip, dei sistemi operativi: colossi come Lenovo e Haier hanno certamente peccato in creatività,
- Nonostante ciò l’azienda taiwanese MTK ha dimostrato, almeno nello Stato di Mezzo, di saper rompere gli schermi assemblando chip a basso costo, utilizzando un solo sistema operativo e simili, apportando delle modifiche minime, come led o cover extraresistenti. Modifiche di poco conto, ma che hanno comunque aperto una possibilità di accesso nel mercato (e nel sociale, come dimostra l’ormai consolidato fenomeno shanzhai) offrendo un prodotto semplice ed estremamente funzionale. E’ evidente che si tratta di accorgimenti banali che hanno tuttavia permesso ad una piccola azienda di ottenere spazio in un mercato in cui grandi marchi locali hanno sempre fatto fatica ad entrare.
Passando ad una prospettiva più tecnica, si può notare come oggi il mercato dei sistemi operativi per telefonia mobile sia estremamente vario. Linux, Symbian, iPhone, Win CE, Palm OS, Android sono solo i nomi più blasonati (non si dimentichi che spesso esistono numerose versioni per ognuno di essi). La situazione, se possibile, è ancora più confusa in Cina dal momento che qui, tra gli operatori, manca ancora una fase di confronto, per cui ogni produttore agisce in base allo standard a lui più congeniale. Tra le esperienze più riuscite in generale, di certo occorre registrare quella di iPhone che si avvale di una versione ottimizzata del sistema operativo MacOS X, mentre in Cina si è affermato meizu, smartphone che unisce funzionalità telefoniche e capacità multimediali avvalendosi del sistema operativo Windows.
Quando anche questo ultimo stadio dell’industria della telefonia sarà standardizzato, gli sviluppatori non saranno più considerati come attori produttivi ma come fornitori di servizi. A quel punto il consumatore non avrà più bisogno di chip particolari o di sistemi operativi ma di contenuti e applicazioni.
Sono due i nuovi attori sulla scena della telefonia mobile su cui Zhang si sofferma: Apple, per il suo iPhone e gli Apple store, e Google, per aver realizzato Nexus One e molte applicazioni destinate al mercato dei cellulari, prime fra tutte Google maps e Gmail mobile. A Dell, il più grande produttore di computer al mondo, viene invece attribuito un ritardo difficilmente colmabile. Un riferimento un po’ forzato ma interessante è invece rivolto a Taobao, azienda che si limita semplicemente ad offrire un servizio, a differenza di Apple e Dell, che puntano a guidare il consumatore dal PC al cellulare, e di Google, che mira a condurre il consumatore dal sistema operativo al cellulare. La strategia di Taobao è quella di non distaccarsi dalle esigenze dei propri consumatori e di mantenersi all’interno del proprio settore distintivo, quello della vendita on line.
Entrando più nello specifico, Zhang nota come sebbene gli standard VOIP siano malvisti dagli operatori cinesi che hanno manifestato ostilità e paure nei loro confronti, bisogna comunque riconoscere che un numero sempre più considerevole di utenti QQ utilizza maggiormente gli standard VOIP grazie ai servizi di videofonia offerti dal servizio di messaggeria istantanea.
Al momento QQ è considerata la terza compagnia di settore al mondo in termini di valore di mercato con i suoi 300 mld di yuan. Nonostante il successo finora raggiunto, QQ è ancora nelle condizioni di ampliare la sua crescita; ma affinché possa realizzare questo obiettivo dovrà dimostrarsi capace di gestire un numero di utenti attivi sempre maggiore e di garantire loro dei servizi che permettano una presenza on line ancora superiore.
Tra le migliorie che l’azienda di Shenzhen dovrà affrontare nel settore del mobile prevale l’interfaccia grafica, da molti ritenuta poco gestibile ma non è da trascurare il sistema operativo e una gamma di servizi incompleta che obbliga spesso l’utente a rivolgersi al web effettuando un nuovo login. Decisamente un sistema poco fluido e macchinoso. La pesantezza del sistema operativo inoltre vincola l’azione in multitasking tant’è che è spesso necessario essere offline per condurre operazioni semplici come effettuare una chiamata o inviare un sms.
Il successo di QQ riscosso on line rischia di non essere replicato nel mobile. Se è vero che su PC è possibile accedere al completo parco servizi che va dall’email, alla messaggeria istantanea, al SNS, alla sezione del gaming on line, all’e-commerce, non si può affermare altrettanto per il sistema operativo previsto per QQ mobile, che richiede diverse operazioni per accedere ad ogni servizio. Nonostante ciò, non va dimenticato che QQ dispone di un rilevante numero di utenti. Il vero valore aggiunto, secondo Zhang, sarebbe quello di permettere agli iscritti di scambiarsi suggerimenti e migliorie, un approccio che permetterebbe a QQ di rafforzare (se ce ne fosse ancora bisogno) lo spirito di comunità ma soprattutto di raccogliere informazioni utili volte al perfezionamento del sistema.
Tra gli esempi di successo nel mercato cinese, emergono l’iPhone e Taobaoshouji. Secondo Zhang, QQ dovrebbe ripercorrere alcuni passaggi simili al fine di velocizzare l’entrata nel settore della telefonia mobile: quello che sembra imprescindibile è l’alleanza con uno dei tre maggiori operatori telefonici cinesi (China Unicom, China Mobile e China Telecom), sulla scia delle collaborazioni che tra iPhone e Ciguar o, rimanendo in Cina, tra Taobaomobile e China Telecom. Stando alla situazione attuale, la candidata più accreditata sembra essere China Unicom anche a causa della propria struttura, particolarmente compatibile con gli standard di QQ. Da un punto di vista prettamente economico, l’alleanza sarebbe quanto mai propizia, dopotutto potrebbe metterebbe letteralmente in contatto gli oltre 300 milioni di utenti QQ con i 150 milioni di utenti China Unicom.
Un altro aspetto da non sottovalutare è quello del brand. L’idea sarebbe quella di progettare un dispositivo cellulare capace di valorizzare il marchio di QQ, come ha già fatto Taobaoshouji, con la differenza che QQ potrebbe puntare ad evitare forme di outsourcing attingendo alle risorse interne relativamente a campi come il design development e sfruttando il contatto con Huawei, importantissimo attore a livello internazionale nella telefonia mobile. In merito a quest’ultima considerazione va rilevato come molti dipendenti QQ abbiano alle spalle un trascorso in Huawei e viceversa. Anche in questo caso sembrano emergere interessanti premesse per un gemellaggio tra due importantissimi attori nello scenario asiatico di Internet e della telefonia mobile.
Le prospettive di sviluppo non sono poche. Forse alcune previsioni possono anche sembrare azzardate, ma l’aspetto che maggiormente mi colpisce è la speranza di Zhang rivolta a sfatare il luogo comune dell’industria del Web cinese spesso criticata per l’assenza di creatività e per l’incapacità di proiettarsi nel futuro. Più che di un luogo comune, molto probabilmente si tratta di una realtà che coinvolge anche altri settori industriali cinesi. Chissà che non sia proprio QQ a suggerire uno storico cambio di tendenza.









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