Scioperi in Cina. E il sindacato che fa?
Nei disordini operai di questi giorni, c’è un convitato di pietra: il sindacato ufficiale, la Federazione Nazionale dei Sindacati Cinesi (quanguo zonggonghui, FNSC). Che fa quest’organizzazione per difendersi dalle infamanti accuse che le stanno piovendo addosso da tutte le parti? Come al solito, dibatte nel chiuso dei propri uffici, arrivando al massimo a far trapelare qualche dichiarazione ufficiale. L’apice della reattività è stato toccato il 29 maggio, con la pubblicazione di un documento programmatico dal titolo “Opinione sul fare ancor meglio il lavoro sulla schiera dei lavoratori e degli impiegati e sulla stabilità sociale”, poi il nulla, o quasi.
Quali sono i contenuti di questo testo? Dai sunti pubblicati dai media cinesi (il testo integrale è irreperibile), si evince che, in sostanza, la FNSC ritiene opportuno sottolineare “la necessità di tutelare i diritti legittimi dei lavoratori accelerando la transizione di questo modello di sviluppo economico, di realizzare appieno la funzione di ‘grande scuola’ (da xuexiao) del sindacato, di rafforzare in maniera mirata il lavoro politico sul pensiero dei lavoratori, di soddisfare le crescenti esigenze culturali e spirituali dei lavoratori, di fornire assistenza psicologica ai giovani migranti e di far sì che i lavoratori abbiano una vita e un’occupazione dignitosa”. Le solite vuote dichiarazioni di principio che da almeno due decenni si leggono regolarmente sui documenti sindacali cinesi. Senza contare il fatto che, ancora una volta, la questione della stabilità sociale sembra prevalere su quella della tutela dei diritti dei lavoratori.
Pochi sembrano aver apprezzato l’atteggiamento del sindacato in questo frangente. Qui di seguito riporto la traduzione di un post circolato sul web cinese nei giorni successivi alla pubblicazione del documento in questione.
Tre domande per Federazione Nazionale dei Sindacati Cinesi riguardo all’”Opinione sul fare ancor meglio il lavoro sulla schiera dei lavoratori e degli impiegati e sulla stabilità sociale”
di Chi Shan (tradotto: “La montagna dell’idiozia”), 30 maggio 2010
I dodici salti della Foxconn, dodici vite nel fiore della gioventù gettate dal tetto; Zheng Minsheng* di Nanping nel Fujian, la tragica canzone di morte di un disoccupato profondamente disperato. Dopo lunghe richieste costate vite ed intrise nel sangue, finalmente si ode la voce della Federazione Nazionale dei Cinesi, che ancora formalmente esiste: un documento intitolato “Opinione sul fare ancor meglio il lavoro sulla schiera dei lavoratori e degli impiegati e sulla stabilità sociale”, un testo interamente composto da stereotipi e completamente staccato dalla realtà.
Leggendo questo documento non si può fare a meno di chiedersi: trattandosi dell’organo più elevato della Federazione Nazionale dei Sindacati Cinesi, sono consapevoli o meno del fatto che attualmente in quasi tutte le imprese private è già molto difficile trovare un’ombra di sindacato? O, ancora, sono consapevoli o meno del fatto che nelle imprese private che oggi guidano la nostra economia in realtà non si ode più la parola sindacato?
Leggendo questo documento non si può fare a meno di chiedersi: negli ultimi vent’anni, in questa grande rivoluzione che ha causato settanta milioni di disoccupati e cassintegrati, quale ruolo ricoprono le organizzazioni sindacali che formalmente ancora esistono al livello di contea e ai livelli superiori? Anche se da oggi c’è questa “Opinione”, di fronte alle difficoltà di un lavoratore i cui diritti sono stati violati se non completamente cancellati, che può fare un sindacato ornamentale come questo?
Leggendo questo documento non si può fare a meno di chiedersi: in questa realtà in cui i soldi e il potere sono tutto, come fa un sindacato privo di soldi, di potere e di autorità ad applicare una simile “Opinione”? A che altro servono simili discorsi vuoti, se non a dare una risposta tanto per dire qualcosa?
Si legge il “telegramma dell’agenzia Xinhua sull”Opinione sul fare ancor meglio il lavoro sulla schiera dei lavoratori e degli impiegati e sulla stabilità sociale’ emessa il 29 maggio dalla Federazione Nazionale dei Sindacati Cinesi”; si legge che “bisogna rafforzare la tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei lavoratori nell’accelerazione del cambiamento della modalità di sviluppo economico, nonché sviluppare rapporti di lavoro armoniosi”; si legge che “bisogna rafforzare l’assistenza psicologica per i giovani lavoratori, in particolare i lavoratori migranti della nuova generazione, preoccuparsi per la vita produttiva dei lavoratori, far sì che i lavoratori abbiano una vita onorevole e realizzare un lavoro dignitoso”; si legge che “la società del nostro paese sta attraversando un particolare periodo storico di trasformazione economica, cambiamento sociale e numerose contraddizioni sociali, quindi bisogna risolvere tempestivamente e in maniera efficace i conflitti, promuovendo la schiera dei lavoratori e la stabilità sociale”; si legge questo documento pieno di falsità e stereotipi. Piuttosto che di una voce che rappresenta i lavoratori, sarebbe più appropriato dire che si tratta della scatola di fiammiferi vuota che la piccola fiammiferaia della fiaba di Andersen tiene in mano nel vento gelido dell’inverno!!!
*Zheng Minsheng è l’assassino che lo scorso 23 marzo ha ucciso a coltellate 8 bambini e ne ha feriti cinque all’ingresso di una scuola elementare. La sua condanna a morte è stata eseguita il 28 aprile.
Abbiamo già parlato della recente ondata di scioperi in molte fabbriche cinesi anche qui:
- Sciopero dei lavoratori Honda: un cambiamento di tendenza?
- Il miracoloso “risveglio” dei lavoratori cinesi e la curiosa baldanza dei media








