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Contesto: nell’immaginazione di Li Xiaoguai, Hu Jintao annuncia la nuova campagna anti-volgarità prendendo di mira innanzitutto se stesso. Il riferimento va alla parata militare per la celebrazione del 60esimo anniversario della Repubblica Popolare lo scorso 1 ottobre. In quell’occasione il presidente Hu aveva mostrato una certa ilarità nel volto al passaggio delle truppe femminili in uniforme a mezzagamba…
Attualità, Bridge Blogging »
“Chi ti ha autorizzato a trasmettere in diretta?” è la nuova buzz word emersa nei giorni scorsi sul web cinese, una frase che continua a ronzare attraverso forum, social network e giornali on-line. L’ha strillata un funzionario cinese a un giornalista dell’emittente Jiangsu Chengshi Pindao in collegamento in diretta dal luogo del devastante incendio che ha colpito Nanchino nei giorni scorsi. Alcune reazioni dalla rete.
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Contesto: questa vignetta è stata pubblicata lo scorso 14 luglio nello Yunnnan Xinxibao, quotidiano di Kunming, a margine di un articolo intitolato “I microblog sono argomento sensibile, versioni beta in tutto il paese” (pdf). L’ironia di Li Xiaoguai in questo caso commenta contemporaneamente due argomenti di attualità. Da una parte le demolizioni dei vecchi edifici nelle città, dall’altra i recenti malfunzionamenti di molte piattaforme di microblog cinesi che hanno insospettito molti netizen.
Attualità »
L’8 giugno scorso le autorità cinesi hanno reso pubblico un Libro bianco su Internet in Cina, un documento programmatico che dovrebbe delineare gli sviluppi della rete cinese nel prossimo futuro. Se molti commentatori si sono soffermati sul fatto che l’edizione inglese del testo contiene un encomio a Twitter, il microblog bloccato in Cina, la gran parte del testo è volta in un’unica direzione: riaffermare la sovranità della RPC sul proprio spazio web. Una riflessione di Flora Sapio.
Attualità »
La regolamentazione di Internet in Cina ha conosciuto tre tappe fondamentali: nella prima si è cercato di individuare soggetti e strutture di riferimento, nella seconda l’obiettivo è stato quello di coinvolgere gli attori economici, l’ultima fase ha invece condotto a ciò che molti osservatori chiamano fase dell’autoregolamentazione. Nonostante il Web cinese sia il più popoloso al mondo, aspetti strutturali e inerenti ad una regolamentazione trasparente sono ancora lontani da definizione chiara.
Vignette »
Contesto: google ha abbandonato il mercato cinese nel gennaio 2010 dopo essersi rifiutata di continuare a filtrare i risultati delle ricerche come previsto nel contratto sottoscritto con le autorità cinesi nel 2005 al momento del suo ingresso in Cina. Baidu è il motore di ricerca cinese più usato e ha sicuramente beneficiato del ritiro del concorrente americano anche se occupava già un posizione dominante sul mercato (circa 60%). I risultati delle ricerche nella home page di Baidu sono ovviamente filtrati.
Recensioni »
Giovani internauti cinesi realizzano un film contro la censura sul web. In breve tempo diventa un caso nazionale. Il film, intitolato War of Internet Addiction è stato recentemente premiato al Tudou Video Festival a Pechino. L’hanno realizzato, praticamente a costo zero, un gruppo di cento giovani patiti della saga di World of Warcraft, gioco on line diffusissimo in Cina. Proprio nei numeri e nella tipologia sociale dei produttori-fruitori, per lo più ventenni, si nasconde l’efficacia contestatrice del prodotto.
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Solidarietà di fronte agli uffici di Google Cn
Foto di Junyu Wang | 王俊煜
L’annuncio di Google di sospendere l’attività di filtraggio nella Repubblica Popolare Cinese ha scatenato una reazione davvero impressionante che si è sviluppata sui blog, sulle piattaforme di microblog e anche su molti siti internet di giornali nostrani.
Il motivo che ha spinto i quadri del motore di ricerca statunitense è da identificarsi in un attacco hacker proveniente dalla Cina e che aveva come obiettivo gli account di posta elettronica appartenenti ad esponenti di OGN, promotori dei diritti …





