Attualità, Voci »
La settimana scorsa Emma Lupano ha ricevuto il premio internazionale di giornalismo Maria Grazia Cutuli per la sua tesi di dottorato sui giornalisti freelance cinesi. Emma, che è giornalista professionista e insegna Lingua e cultura cinese all’Università degli Studi di Milano, ha vissuto in Cina per diversi anni, lavorando per testate sia italiane che straniere. Vista la sua vasta esperienza sul campo, le abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione attuale della stampa in Cina.
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Contesto: ormai da qualche anno, il Ministero dell’industria e della tecnologia informatica preme affinchè venga attuata una rigida applicazione dei sistemi di registrazione e controllo dei domini internet. Si tratta della cosiddetta whitelist, “lista bianca” del web cinese, un ennesimo filtro attuato al momento della registrazione del dominio che rischia di rendere la rete cinese sempre più simile a una intranet chiusa e tagliata fuori dal resto del mondo.
Attualità »
Negli ultimi giorni, ha suscitato un grande dibattito la chiusura del forum 1984 BBS, presumibilmente a causa del dibattito seguito all’assegnazione del premio nobel per la pace a Liu Xiaobo. Zhang Shiji, il webmaster del sito – fino a oggi una delle piazze virtuali più libere nel Web cinese – ha affermato che la chiusura è il risultato di forti pressioni esercitate del dipartimento di polizia della sicurezza nazionale di Pechino. A partire da questo fatto di cronaca, una riflessione sui BBS cinesi.
Copertine »
Lo scorso aprile, decine di migliaia di netizen cinesi hanno scavalcato la Grande Muraglia di Fuoco per seguire su Twitter Aoi Sora, una star del cinema hard giapponese. Il Phoenix Weekly riporta questo fatto nel proprio speciale sulla pornografia sul web cinese, sottolineando come negli ultimi anni anche uno degli spazi virtuali più controllati al mondo abbia registrato una proliferazione dei contenuti erotici. E come ancora oggi lo Stato non sia disposto a lasciare del tutto la presa su uno degli aspetti più intimi della vita delle persone: la sessualità.
Vignette »
Contesto: nell’immaginazione di Li Xiaoguai, Hu Jintao annuncia la nuova campagna anti-volgarità prendendo di mira innanzitutto se stesso. Il riferimento va alla parata militare per la celebrazione del 60esimo anniversario della Repubblica Popolare lo scorso 1 ottobre. In quell’occasione il presidente Hu aveva mostrato una certa ilarità nel volto al passaggio delle truppe femminili in uniforme a mezzagamba…
Attualità, Bridge Blogging »
“Chi ti ha autorizzato a trasmettere in diretta?” è la nuova buzz word emersa nei giorni scorsi sul web cinese, una frase che continua a ronzare attraverso forum, social network e giornali on-line. L’ha strillata un funzionario cinese a un giornalista dell’emittente Jiangsu Chengshi Pindao in collegamento in diretta dal luogo del devastante incendio che ha colpito Nanchino nei giorni scorsi. Alcune reazioni dalla rete.
Vignette »
Contesto: questa vignetta è stata pubblicata lo scorso 14 luglio nello Yunnnan Xinxibao, quotidiano di Kunming, a margine di un articolo intitolato “I microblog sono argomento sensibile, versioni beta in tutto il paese” (pdf). L’ironia di Li Xiaoguai in questo caso commenta contemporaneamente due argomenti di attualità. Da una parte le demolizioni dei vecchi edifici nelle città, dall’altra i recenti malfunzionamenti di molte piattaforme di microblog cinesi che hanno insospettito molti netizen.
Attualità »
L’8 giugno scorso le autorità cinesi hanno reso pubblico un Libro bianco su Internet in Cina, un documento programmatico che dovrebbe delineare gli sviluppi della rete cinese nel prossimo futuro. Se molti commentatori si sono soffermati sul fatto che l’edizione inglese del testo contiene un encomio a Twitter, il microblog bloccato in Cina, la gran parte del testo è volta in un’unica direzione: riaffermare la sovranità della RPC sul proprio spazio web. Una riflessione di Flora Sapio.
Attualità »
La regolamentazione di Internet in Cina ha conosciuto tre tappe fondamentali: nella prima si è cercato di individuare soggetti e strutture di riferimento, nella seconda l’obiettivo è stato quello di coinvolgere gli attori economici, l’ultima fase ha invece condotto a ciò che molti osservatori chiamano fase dell’autoregolamentazione. Nonostante il Web cinese sia il più popoloso al mondo, aspetti strutturali e inerenti ad una regolamentazione trasparente sono ancora lontani da definizione chiara.
Vignette »
Contesto: google ha abbandonato il mercato cinese nel gennaio 2010 dopo essersi rifiutata di continuare a filtrare i risultati delle ricerche come previsto nel contratto sottoscritto con le autorità cinesi nel 2005 al momento del suo ingresso in Cina. Baidu è il motore di ricerca cinese più usato e ha sicuramente beneficiato del ritiro del concorrente americano anche se occupava già un posizione dominante sul mercato (circa 60%). I risultati delle ricerche nella home page di Baidu sono ovviamente filtrati.








