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Attualità »

[di | 20 May 2010 | 11 Comments | ]
Internet in Cina: una storia di regole

La regolamentazione di Internet in Cina ha conosciuto tre tappe fondamentali: nella prima si è cercato di individuare soggetti e strutture di riferimento, nella seconda l’obiettivo è stato quello di coinvolgere gli attori economici, l’ultima fase ha invece condotto a ciò che molti osservatori chiamano fase dell’autoregolamentazione. Nonostante il Web cinese sia il più popoloso al mondo, aspetti strutturali e inerenti ad una regolamentazione trasparente sono ancora lontani da definizione chiara.

Vignette »

[di | 17 May 2010 | No Comment | ]
Vignetta: Filtri…

Contesto: google ha abbandonato il mercato cinese nel gennaio 2010 dopo essersi rifiutata di continuare a filtrare i risultati delle ricerche come previsto nel contratto sottoscritto con le autorità cinesi nel 2005 al momento del suo ingresso in Cina. Baidu è il motore di ricerca cinese più usato e ha sicuramente beneficiato del ritiro del concorrente americano anche se occupava già un posizione dominante sul mercato (circa 60%). I risultati delle ricerche nella home page di Baidu sono ovviamente filtrati.

Recensioni »

[di | 19 Apr 2010 | No Comment | ]
World of Warcraft, il virtuale incontra il reale

Giovani internauti cinesi realizzano un film contro la censura sul web. In breve tempo diventa un caso nazionale. Il film, intitolato War of Internet Addiction è stato recentemente premiato al Tudou Video Festival a Pechino. L’hanno realizzato, praticamente a costo zero, un gruppo di cento giovani patiti della saga di World of Warcraft, gioco on line diffusissimo in Cina. Proprio nei numeri e nella tipologia sociale dei produttori-fruitori, per lo più ventenni, si nasconde l’efficacia contestatrice del prodotto.

Attualità »

[di | 14 Jan 2010 | One Comment | ]
Google non ci sta (in Cina)

Solidarietà di fronte agli uffici di Google Cn
Foto di Junyu Wang | 王俊煜

L’annuncio di Google di sospendere l’attività di filtraggio nella Repubblica Popolare Cinese ha scatenato una reazione davvero impressionante che si è sviluppata sui blog, sulle piattaforme di microblog e anche su molti siti internet di giornali nostrani.
Il motivo che ha spinto i quadri del motore di ricerca statunitense è da identificarsi in un attacco hacker proveniente dalla Cina e che aveva come obiettivo gli account di posta elettronica appartenenti ad esponenti di OGN, promotori dei diritti …