Attualità, Primo piano »
È di qualche giorno fa la reazione furente dei media cinesi contro il rapporto annuale sui diritti umani pubblicato da Human Rights Watch. Che si tratti di vuota retorica, propaganda o reale indignazione, la risposta cinese offre alcuni spunti di riflessione interessanti anche per coloro che non seguono con particolare interesse il dibattito sui diritti umani in Cina o per coloro che lo osservano con distacco o scetticismo. Un’analisi di Elisa Nesossi.
Attualità, Bridge Blogging »
Nelle ultime settimane abbiamo seguito con attenzione l’evolversi della situazione a Wukan, il villaggio teatro di una ribellione contro i funzionari locali, protagonisti dell’ennesimo caso di abusi nella gestione di terreni collettivi. Ora che la situazione sta tornando alla normalità, è interessante osservare il discorso ufficiale sull’argomento. Dopo un lungo silenzio, sul Quotidiano del Popolo di ieri finalmente ha fatto capolino il nome del villaggio ribelle. Ma in quali termini?
Attualità »
La questione del sistema di registrazione familiare, il cosiddetto hukou, è uno degli aspetti più complessi delle riforme cinesi. Se sono anni che la comunità internazionale critica questa forma di discriminazione istituzionale, non altrettanto evidenti sono gli esperimenti di riforma delle autorità cinesi. Di fatto, nell’ultimo biennio diverse località si sono lanciate in audaci sperimentazioni in materia, prime fra tutte Shanghai, Chongqing, Chengdu e il Guangdong.
Vignette »
Contesto: se non fosse chiaro, Li Xiaoguai sottintende che in Cina i cinesi non verrebbero trattati come essere umani. Posizione estrema e discutibile, ma che purtroppo rimane valida in tutte le situazioni – e ne abbiamo dovuto parlare spesso in questo blog – in cui i più deboli subiscono sopprusi e vedono violati i loro diritti fondamentali.
Attualità »
Recentemente in Europa sono emerse diverse voci critiche nei confronti del discorso sui diritti in Cina. Anche se molti pensano di muovere una critica sincera a dei pregiudizi, in realtà assumere queste posizioni significa restare prigionieri di una pratica discorsiva che finisce per giustificare le detenzioni arbitrarie. Senza considerare il fatto che, in fondo, più che le opinioni personali sulla Cina o su Ai Weiwei, queste discussioni rivelano l’idea di ognuno di noi sui diritti in generale.
Gallerie, Reportage »
Dopo una lunga attesa, siamo lieti di potervi presentare il progetto a cui abbiamo lavorato lo scorso inverno. Allora ci siamo trasferiti a Shenzhen per cercare di raccontare quei giovani operai nati negli anni Ottanta e Novanta che lo scorso anno sono stati protagonisti di tanti episodi di resistenza. Da questo viaggio è nato Dreamwork China: un documentario, innanzitutto, ma anche una raccolta di ritratti, un quaderno di appunti e uno spazio multimediale da ampliare, discutere e approfondire.
Attualità »
Domani entrerà in vigore la nuova Legge sulla previdenza sociale della Rpc, un testo destinato ad uniformare tutti i precedenti atti normativi in materia. Dal punto di vista delle autorità cinesi, questa Legge è funzionale al raggiungimento di un duplice obiettivo: da un lato, la stabilizzazione sociale e lo stimolo dei consumi interni; dall’altro, il rafforzamento della legittimità del Partito. Ma con quali conseguenze per il costo del lavoro? Un’analisi delle innovazioni della nuova normativa.
Attualità »
Dopo le memorie di Zhang Guotao, vi proponiamo il secondo post della trilogia sui personaggi “eretici” o dimenticati del Partito delle origini. In questo caso, ricostruiamo la storia degli ultimi giorni di Shi Yang, un avvocato per l’interesse pubblico degli anni Venti, ancora oggi commemorato come “martire della rivoluzione”. Gli eventi descritti non sono frutto di fantasia, ma sono ricostruiti fedelmente sulla base del diario dal carcere di Shi Yang. Ogni riferimento all’attualità è puramente casuale.
Attualità »
Un paio di settimane fa una lavoratrice migrante sulla quarantina si è suicidata in una fabbrica di borse di Dongguan. Tra i clienti della fabbrica, grandi marchi occidentali. Invece di aprire un dibattito sulla questione morale dei grandi marchi stranieri, ci soffermiamo su un altro aspetto messo in luce da questa vicenda: la scomparsa dei migranti della prima generazione dal dibattito pubblico in Cina. Intenti a discutere della nuova generazione di lavoratori, non è che ci siamo dimenticati di loro?
Attualità »
Riceviamo e pubblichiamo la traduzione di una lettera fatta circolare nel pomeriggio del 29 aprile del 2011 da Lu Jun, responsabile di Yirenping, una nota organizzazione della società civile di Pechino che si occupa di tutelare i diritti delle vittime di ogni tipo di discriminazione. In essa si denuncia la sparizione di Li Fangping, noto avvocato per l’interesse pubblico da anni attivo nel campo della lotta alla discriminazione, rapito da sconosciuti mentre usciva dall’ufficio di Yirenping.








