Attualità, Voci »
La settimana scorsa Emma Lupano ha ricevuto il premio internazionale di giornalismo Maria Grazia Cutuli per la sua tesi di dottorato sui giornalisti freelance cinesi. Emma, che è giornalista professionista e insegna Lingua e cultura cinese all’Università degli Studi di Milano, ha vissuto in Cina per diversi anni, lavorando per testate sia italiane che straniere. Vista la sua vasta esperienza sul campo, le abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione attuale della stampa in Cina.
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In un numero celebrativo del centesimo anniversario della rivoluzione repubblicana, l’edizione cinese di Esquire ha pubblicato una carrellata di venticinque giovani che hanno fatto la storia di questo secolo. Tra questi spicca Han Han, uno scrittore che è considerato un emblema della generazione cinese nata negli anni Ottanta. Per riaprire qualche spiraglio di ottimismo in questi tempi cupi, direttamente dalle pagine di Esquire vi proponiamo la traduzione dell’intervista al giovane divo.
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Nelle scorse settimane i media stranieri hanno dato grande spazio alla storia dell’immenso ingorgo che ha bloccato per giorni l’autostrada che collega la capitale al Tibet. Andando oltre il semplice approccio folkloristico adottato da buona parte dei giornali italiani, il Nanfang Zhoumo approfondisce la vicenda, riconducendo le ragioni dell’incidente alla crescente domanda energetica cinese e allo scarso coordinamento tra le autorità locali. Perché lo Stato cinese in fondo è molto meno monolitico di quanto non sembri.
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Liu Zhuiheng è sospettato di aver fatto saltare in aria lo scorso 30 luglio l’ufficio tributario del distretto di Furong a Changsha, causando 4 morti e 19 feriti. Il settimanale Xin Shiji Zhoukan ricostruisce la sua vita sin dall’infanzia negli anni Cinquanta, raccontando la storia di una follia che continua da almeno trent’anni. L’interrogativo è pesante: dal momento che c’erano tutti i segnali della pericolosità dell’uomo, perchè nessuno è intervenuto? E intanto in rete Liu il bombarolo è diventato un eroe.
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Negli ultimi giorni un nuovo scandalo sta suscitando grande interesse nell’opinione pubblica cinese: la caduta del santone daoista Li Yi. Già capo di un gruppo di acrobati, sedicente medium ed imprenditore fallito, negli ultimi anni egli ha fondato un impero economico sulla propria fama di “grande maestro daoista”. Ora che diversi ex-discepoli lo accusano di essere un truffatore e una studentessa lo ha addirittura denunciato per stupro, questo “Immortale” viene additato alla pubblica vergogna. Tempi duri per i daoisti cinesi.








