Primo piano, Rassegna »
Questa settimana al centro della nostra consueta rassegna in collaborazione con Radio Radicale vi sono il ventesimo anniversario del “Viaggio a Sud” di Deng Xiaoping, la vicenda della condanna a morte dell’imprenditrice Wu Ying e la recrudescenza del dibattito sull’autenticità delle “Opere scelte di Mao Zedong”.
Gallerie »
Nonostante nel 1980 le autorità cinesi avessero emanato un’ordinanza che imponeva di ridurre il numero delle statue di Mao, qualche centinaio di sculture è arrivato intatto fino ai giorni nostri. Sono ormai quindici anni che Cheng Wenjun percorre in lungo e in largo il Paese alla ricerca delle ultime effigi rimaste. Con Searching for Mao, uno slide-show di otto minuti, vi presentiamo una selezione delle sue foto, mai pubblicate né in Cina né all’estero.
Reportage »
È trascorso appena mezzo secolo da quando tremila “elementi di destra” sono stati condannati alla rieducazione attraverso il lavoro a Jiabiangou, una località ai margini del deserto del Gobi. Nel triennio successivo, appena trecento di questi sono sopravvissuti, mentre tutti gli altri sono morti di fame e di stenti nella terribile carestia seguita al Grande balzo in avanti. Cinquant’anni dopo, cosa resta di quell’insensata tragedia? Un reportage sulle orme della memoria.
Recensioni »
Zhang Guotao, uno dei fondatori del Partito comunista cinese, è stato il principale rivale di Mao Zedong nella lotta interna per il potere alla metà degli anni Trenta. Sconfitto dal rivale, passato ai nazionalisti e successivamente fuggito a Hong Kong, Zhang ha lasciato ai posteri una straordinaria autobiografia in cui ricostruisce l’ascesa del Partito comunista nel periodo tra il 1921 e il 1938. Il primo post di una trilogia su personaggi “eretici” o dimenticati del Partito delle origini.
Copertine »
Solamente nel 1966, a Pechino 1772 persone morirono per le violenze delle Guardie Rosse. Oggi, oltre quarant’anni dopo, accade che le storie degli ormai anziani insegnanti e quelle degli ex studenti oggi sessantenni tornino ad incrociarsi attraverso una serie di lettere di scuse rese pubbliche dai media cinesi. I più ottimisti in questo leggono l’avvio di un processo di riconciliazione, anche se, per citare il titolo di un servizio sull’ultimo Nanfang Zhoumo, si tratta di “un inizio che è soltanto un inizio”.
Gallerie »
Reportage fotografico. In Cina esistono alcuni attori che sono specializzati nell’impersonare Mao Zedong. Con questo progetto Tommaso Bonaventura (produzione: Ivan Franceschini) ha cercato di raccontare la quotidianità di alcuni di questi attori, mettendo in luce come la personalità di Mao influisca sulla loro vita di tutti i giorni. Il servizio è stato pubblicato sull’edizione in rete della rivista Times e ha ottenuto il prestigioso Sony World Photography Award 2010 nella sezione ritratti.
Reportage »
In Cina esistono diversi attori specializzati nell’impersonare il presidente Mao. Avvantaggiati da una somiglianza fisica a volte davvero straordinaria, essi passano anni a studiare le movenze, il linguaggio, la calligrafia e le poesie del Grande Timoniere, cercando di assimilare al massimo la sua personalità. Si tratta di un processo di immedesimazione così profondo che spesso non è chiaro dove finisca la personalità dell’attore e dove inizi quella del personaggio. In questo reportage il ritratto di alcune di queste pittoresche figure.
Attualità »
Qualche giorno fa la Reuters ha battuto la notizia che Yang Huanning, vice-ministro della Pubblica Sicurezza del governo di Pechino, nel corso di una conferenza per funzionari della sicurezza tenutasi il 18 dicembre avrebbe richiamato l’attenzione del pubblico sul fatto che “le macchinazioni delle forze occidentali anti-cinesi per occidentalizzarci e dividerci, gli attriti e le dispute tra i paesi, le forze ostili che creano caos e sabotano rimangono importanti fattori che mettono a rischio la nostra sicurezza nazionale e la stabilità sociale”. La soluzione che proponeva era quella di “colpire …
Reportage »
In pellegrinaggio a Shaoshan, città natale di Mao: in viaggio nei luoghi simbolo della Rivoluzione che attrae turisti da tutta la Cina.
Su uno dei sedili posteriori dell’autobus che dalla città di Changsha porta i turisti a Shaoshan, il villaggio natale di Mao Zedong, siede un signore di mezza età, il volto celato da un giornale. Sono passati oltre quarant’anni dall’ultima volta che Fan Jing ha percorso questa strada per rendere omaggio al grande timoniere.
Reportage »
In un’epoca di profonde riforme e grandi incertezze, mentre la Cina intera sta facendo passi da gigante nell’affrancarsi dall’ingombrante eredità del maoismo, alcune piccole comunità locali continuano a guardare al passato alla ricerca di qualche punto di riferimento per orientarsi nel caos del presente. Nanjiecun, un villaggio sperduto nelle campagne della provincia settentrionale dello Henan, è una di queste realtà sospese nel tempo, un mondo in cui ancora oggi la vita dei residenti ruota intorno ad una grande statua di Mao che nella piazza centrale del paese alza il braccio destro…








