Attualità, Recensioni »
Nell’ultimo biennio sui media cinesi ed internazionali molto si è scritto in merito al revival maoista in Cina. Dai “messaggi rossi” inviati ai cellulari della popolazione di Chongqing nel 2009 alla campagna sulle “canzoni rosse” del 2011, la figura di Mao, con tutto l’immaginario che vi ruota attorno, è tornata con prepotenza sulla scena pubblica cinese. Ma siamo sicuri che si tratti di un ritorno? O forse l’ombra di Mao non ha mai abbandonato la scena cinese?
Voci »
Famoso in tutto il mondo come autore di uno straordinario libro sulla carestia seguita al Grande Balzo in avanti, Yang Jisheng ha lavorato per quarant’anni presso l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Nella video-intervista che vi proponiamo, prodotta per l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, egli riflette sul cambiamento del giornalismo cinese negli ultimi decenni. Perché le cose sono sì cambiate, ma rimane ancora molta strada da fare.
Gallerie »
Nonostante nel 1980 le autorità cinesi avessero emanato un’ordinanza che imponeva di ridurre il numero delle statue di Mao, qualche centinaio di sculture è arrivato intatto fino ai giorni nostri. Sono ormai quindici anni che Cheng Wenjun percorre in lungo e in largo il Paese alla ricerca delle ultime effigi rimaste. Con Searching for Mao, uno slide-show di otto minuti, vi presentiamo una selezione delle sue foto, mai pubblicate né in Cina né all’estero.
Recensioni »
La mattina dell’otto gennaio del 1937 il cadavere mutilato di Pamela Werner, la figlia adottiva di un ex-diplomatico britannico, venne ritrovato ai piedi della porta di Dongbianmen. In Midnight in Peking, il suo ultimo libro, Paul French ricostruisce gli ultimi giorni di vita di Pamela, una ragazza come tante in una Pechino martoriata dalla guerra e dalle lotte intestine, e racconta passo per passo le indagini sul delitto, risolvendo definitivamente il mistero.
Recensioni »
Nei mesi scorsi siamo tornati più volte sulla vicenda di Jiabiangou, il campo di lavoro dove alla fine degli anni Cinquanta migliaia di “elementi di destra”, per lo più intellettuali, sono morti di fame e di stenti. Qualche giorno fa nelle librerie italiane finalmente è uscito “La donna di Shanghai”, l’edizione italiana del libro di Yang Xianhui che raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti. Per cortesia dell’editore Lupetti, vi presentiamo in anteprima due racconti integrali.
Reportage »
È trascorso appena mezzo secolo da quando tremila “elementi di destra” sono stati condannati alla rieducazione attraverso il lavoro a Jiabiangou, una località ai margini del deserto del Gobi. Nel triennio successivo, appena trecento di questi sono sopravvissuti, mentre tutti gli altri sono morti di fame e di stenti nella terribile carestia seguita al Grande balzo in avanti. Cinquant’anni dopo, cosa resta di quell’insensata tragedia? Un reportage sulle orme della memoria.
Recensioni »
Da sempre la figura di Marco Polo è stata oggetto di innumerevoli interpretazioni, non solo da parte di geografi, storici e antropologi, che hanno cercato di verificare le notizie fornite dal mercante veneziano durante i suoi viaggi alle soglie del Trecento, ma anche da parte di critici letterari e scrittori, che hanno indagato la complessità del Milione, testo stravagante, ambiguo e multiforme. Tra le riletture della figura di Polo, particolarmente intrigante è quella di Giorgio Manganelli.
Attualità »
Terzo e ultimo post della serie sui personaggi “eretici” o dimenticati del Partito delle origini. Questa volta tocca a Wang Shiwei, un giornalista e scrittore che fu una delle voci più libere e critiche nel periodo di Yan’an, quegli anni in cui il Partito era arroccato fra le montagne dello Shaanxi. Uno dei pochi ad aver osato criticare apertamente i vertici comunisti, nel 1947 Wang fu brutalmente ucciso per ordine dello stesso Mao. Eccovi la traduzione di parte di un suo scritto.
Attualità »
Dopo le memorie di Zhang Guotao, vi proponiamo il secondo post della trilogia sui personaggi “eretici” o dimenticati del Partito delle origini. In questo caso, ricostruiamo la storia degli ultimi giorni di Shi Yang, un avvocato per l’interesse pubblico degli anni Venti, ancora oggi commemorato come “martire della rivoluzione”. Gli eventi descritti non sono frutto di fantasia, ma sono ricostruiti fedelmente sulla base del diario dal carcere di Shi Yang. Ogni riferimento all’attualità è puramente casuale.
Recensioni »
Nell’ultimo periodo sulla stampa internazionale sono apparsi diversi articoli su “La mastodontica impresa di fondare un Partito” (jiandang weiye), il colossal cinematografico celebrativo del novantesimo anniversario della fondazione del Partito uscito qualche giorno fa. Se la maggior parte dei commenti apparsi sui media sono irrisori, vi proponiamo cinque motivi per cui questo film merita di essere visto, seguiti da altri cinque motivi per cui invece è meglio lasciar perdere.







