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Vignetta: Ti amerò per diecimila anni…

di Tommaso Facchin | 29 luglio 2010 | 3 Comments |

- Ti amerò per diecimila anni!

—-

- Cento anni…

- Va bene!

—-

- ZZZZZZZ

- GuaiGuai svegliati, presto, sì è rotto il tubo dell’acqua, si sta allagando tutto!

—-

- Non puoi sempre venire a cercare me per queste cose… ZZZZZ

- Vaff…

————

Contesto: Mentre nella Cina settentrionale, nonostante alcune recenti alluvioni, ci si attrezza per far fronte alla cronica mancanza d’acqua, a sud piove. In sei province meridionali (Zhejiang, Fujian, Jiangxi, Hunan, Guangdong e Guangxi) le precipitazioni durano da giorni e i fiumi esondano. Nell’immenso bacino creato dalla Diga delle Tre Gole il livello dell’acqua ha raggiunto i 158 metri la settimana scorsa e molti villaggi sono finiti sottacqua. “Una diga capace di resistere a esondazioni eccezionali che capitano una volta ogni diecimila anni” assicuravano le autorità cinesi nel 2003. Nel 2007, nei proclami ufficiali gli anni erano scesi a mille, per arrivare a un più prudente cento anni nel 2008.

Li Xiaoguai si riferisce a queste notizie e alla propaganda ingannevole creata intorno alle “grandi opere” senza poi assumersi le responsabilità dei problemi susseguenti. La vignetta va letta come un excursus temporale che parte dall’innamoramento, passa attraverso le nozze, fino alla convivenza quotidiana e ai problemi connessi…

Per una comparazione delle dichiarazioni ufficiali sulla diga negli ultimi anni si veda l’ultimo post di Wen Yunchao.

pubblicata il 21/07/2010 su blogtd.org

Li Xiaoguai (1974) è un disegnatore satirico che vive nel Guangdong. Nel suo blog commenta l’attualità attraverso vignette e caricature. I suoi post sono spesso corredati da qualche link alla notizia che fa da contesto. Li è ospite fisso di Cineresie.

3 Commenti »

  • Andrea said:

    Grazie Tommaso per la vignetta e la spiegazione.

    Sembra che quanto sostenuto da Mary Douglas in Risk and Blame non fosse poi così lontano dal vero. Regimi tecnocratici (semplificando: con una forte impronta scientifica) tendono a concettualizzare il rapporto uomo-natura come una lotta fra una madre matrigna e un uomo addomesticatore. L’uomo “lotta” contro la natura per dominarla e questa reagisce con “catastrofi” e “disastri”.

    A loro volta catastrofi e disastri, “purificati” dalla loro dimensione sociale e politica, vengono descritti come fenomeni esclusivamente naturali, “eccezionali” proprio perché inconsueti in un mondo in cui l’uomo ha completamente dominato la “natura” attraverso la tecnica. L’assonanza fra la “peggiore catastrofe degli ultimi 50 anni” in riferimento al periodo di siccità del 2008 e le “esondazioni eccezionali che capitano una volta ogni diecimila anni” relative alla sicurezza della diga Sanxia non è casuale. Tradisce l’incapacità di una politica “tecnocentrica” di riflettere olisticamente sui propri modelli di produzione e di inserire l’uomo in un contesto ecologicamente più complesso.

    Quanto detto sulla siccità nel mio post vale, in questo senso, anche per le alluvioni (cosa che forse può essere non immediatamente intuibile). Non ho qui lo spazio per argomentare nel dettaglio, ma basti ricordare che smottamenti, allagementi, piene, alluvioni sono spesso l’inevitabile corollario, nell’ordine, di deidratazione dei suoli, della cattiva gestione delle dighe esterne nei sistemi irrigui delle risaie, di deterioramento dei canali artificiali dei fiumi e della bonifica di territori lacustri. Tutte “cose” socialmente prodotte. Come dire: la natura “purificata” (uso qui il termine nell’uso che ne fa Latour se qualcuno fosse interessato: link ) dei comunicati della stampa ufficiale cinese, non esiste. Natura e Cultura sono sempre in rapporto di reciproca determinazione. Li Xiaoguai coglie perfettamente la cattiva coscienza che sta dietro questo genere di argomentazioni.

  • Tommaso Facchin (author) said:

    Secondo me c’è un ulteriore passo di sofisticazione nel rapporto natura matrigna / uomo addomesticatore: pensiamo all’approccio all’ecologia oggi. Essere ambientalisti (a parole) è diventato molto di moda, e se la sai raccontare vinci anche il nobel. Ricordi il Global Warming, Al Gore e tutto il resto, qualche anno fa? Nessuno poteva contestare quei dati. Il dibattito scientifico trasformato in dogma di fede. Se non sei con noi sei contro l’umanità.

    L’ecologia diventa dogma e il gioco si ripete, con l’uomo stavolta addirittura nella parte di “salvatore” della natura e dell’umanità stessa, autoeletto causa e soluzione di tutti i mali. Non è anche questa incapacità (più o meno consapevole) di inserire se stessi in un contesto ecologicamente complesso?

    Certo siamo andati un po’ fuori tema rispetto alla vignetta, però ormai…

    Esiste in Cina una “retorica” legata all’ambientalismo e all’ecologia? Sarebbe interessante approfondire..

  • Andrea said:

    Sono d’accordo. Aggiungerei però che la produzione di “discorsi di verità” (nel nostro caso la fondatezza scientifica dell’ecologismo e la volontà di imporne l’agenda alla politica come conseguenza di questa fondatezza) è sempre soggetta ad interessi divergenti. Se è vero che i tecnici e gli esperti hanno assunto sempre più potere decisionale nelle società tardo-capitaliste e anche vero che non sono gli unici ad averlo.

    Il The Economist lo scorso Marzo ha dedicato un lungo articolo (http://canadianclimateaction.wordpress.com/2010/03/19/spin-science-and-climate-change-the-economist/) al dibattito politico (dopo il fallimento di Copenhagen) circa le prove a sostegno del Global Warming. Nell’articolo venivano presentate le prove del sabotaggio operato da parte di alcuni scienziati al soldo di grandi multinazionali del carbone ai danni di centinaia di report scientifici sull’innalzamento della temperatura ai poli e sull’innalzamento del livello del mare in Polinesia. Le tesi dei “cospiratori”, come li definiva il The Economist, possono essere lette qui (http://www.climategate.com/).

    Cerco di riportare il tutto all’interno di Cineresie cercando di rispondere alla tua domanda finale: esiste in Cina una retorica ambientalista? prova qui (http://www.cambridge.org/catalogue/catalogue.asp?isbn=9780511144851&ss=fro).

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